Blog di critica, storia e statistica sportiva fondato l'11 maggio 2009: calcio, ciclismo, atletica leggera, tennis ...
Elenco blog personale
martedì 19 maggio 2026
domenica 17 maggio 2026
A Corno alle Scale bis di Vingegaard
Nona tappa del Giro d'Italia 2026, da Cervia a Corno alle Scale. Nel finale, Vingegaard stacca Gall, ormai suo avversario designato per il successo finale, e coglie il secondo successo parziale in questo Giro. Tiene benissimo il portoghese Eulalio, che conserva la maglia rosa.
Inter-Verona 1-1. Saluta Darmian
L'Inter saluta il proprio pubblico con una partita a basso ritmo, che finisce 1-1. Poi, festa per scudetto. Applausi meritatissimi per Matteo Darmian, che si congeda con onore dal pubblico nerazzurro.
sabato 16 maggio 2026
A Fermo vince Narvaez
Nell'ottava tappa del Giro d'Italia 2026, da Chieti a Fermo, s'impone l'ecuadoriano Narvaez. Eulalio resta in maglia rosa.
venerdì 15 maggio 2026
Giro d'Italia 2026: sul Blockhaus vince Vingegaard
Settima tappa del Giro d'Italia 2026, da Formia al Blockhaus: la frazione più lunga del Giro, 245 km, gli ultimi dei quali lungo una salita davvero impegnativa. L'ascesa al Blockhaus, infatti, misura poco meno di 14 km e la pendenza media è dell'8,4%, con punte del 14%. I pretendenti al successo finale non potranno nascondersi. Il vento domina la salita. I fuggitivi di giornata vengono ripresi a 6,5 km dal traguardo. Per Vingegaard, c'è ancora Sepp Kuus, già vincitore della Vuelta 2023, a fare l'andatura. Cede poco dopo il bravissimo portoghese Eulalio in maglia rosa. Attacca Vingegaard, risponde Pellizzari a cinque chilometri e mezzo dall'arrivo. Restano da soli. Insegue l'austriaco Felix Gall. Un chilometro dopo, Vingegaard va via da solo. Gall rimonta e supera Pellizzari, che paga lo sforzo compiuto per tenere il passo del campione danese. Vince Vingegaard. Poi Gall, a soli 13". A poco più di un minuto Hindley e il compagno di squadra Pellizzari, che avrebbe dovuto evitare forse di seguire Vingegaard, salendo del proprio passo: ma il senno del poi è una scienza esatta. Eulalio resta in maglia rosa, conservando più della metà del grande vantaggio che aveva alla partenza da Formia.
giovedì 14 maggio 2026
Giro d'Italia 2026: a Napoli vince Davide Ballerini
Sesta tappa del Giro d'Italia 2026, da Paestum a Napoli, con traguardo posto in piazza Plebiscito: 142 km. Si arriva in volata, ma a circa 500 metri dal traguardo una caduta mette fuori gioco Magnier e Milan. Davanti restano in due: Ballerini e il belga Stuyven. Vince Davide Ballerini, che regala all'Italia il primo successo in questo Giro.
mercoledì 13 maggio 2026
Lazio-Inter 0-2. L'Inter vince la decima Coppa Italia
Inter in vantaggio a metà primo tempo: un colpo di testa di Thuram, su angolo di Dimarco, è deviato in rete da Marusic. Più avanti raddoppia Lautaro, servito da Dumfries, bravo a sottrarre il pallone a Bruno Tavares. Nella ripresa due occasioni per parte, non concretizzate. Il risultato non cambia. L'Inter conquista la sua decima Coppa Italia, dopo il ventunesimo scudetto. Stagione trionfale per Chivu e la sua squadra.
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A Potenza vince Arrieta. Eulalio maglia rosa
Quinta tappa del Giro d'Italia 2026: 203 km da Praia a Mare a Potenza, frazione vallonata con arrivo in leggera ascesa. Giulio Ciccone è chiamato a difendere la maglia rosa conquistata ieri. La corsa è funestata dalla pioggia. Va via una fuga. Restano in due a giocarsi la vittoria. Arrieta sbaglia strada a circa 2 km dal traguardo! Tuttavia, ha la forza di rientrare e riprende e sorpassa Eulalio. Arrieta vince. Eulalio è la nuova maglia rosa. Il gruppo della maglia rosa arriva con comodo.
martedì 12 maggio 2026
A Cosenza vince Narvaez, Ciccone in rosa
Terminata l'avventura bulgara, il Giro d'Italia 2026 rientra in patria con la quarta tappa, tutta calabrese, da Catanzaro a Cosenza: 138 km. Possibile arrivo in volata, ma il traguardo è in leggerissima ascesa e non è escluso un colpo di mano di qualche finisseur. Fuga ripresa e sfida tra i migliori in volata. Vince Narvaez. Giulio Ciccone, terzo di giornata, conquista la maglia rosa grazie agli abbuoni.
domenica 10 maggio 2026
Giro d'Italia 2026: a Sofia bis di Magnier
Magnier concede il bis nell'arrivo in volata di Sofia, terza tappa, ultima in Bulgaria, del Giro d'Italia 2026: Jonathan Milan battuto al fotofinish. Domani primo giorno di riposo. Martedì, la corsa riprenderà dalla Calabria.
sabato 9 maggio 2026
Lazio-Inter 0-3: Lautaro, Sucic, Mkhitaryan
L'Inter, presto in vantaggio con Lautaro Martinez, raddoppia con Sucic. Nella ripresa, arriva anche il terzo gol nerazzurro, segnato da Mkhitaryan.
A Veliko vince Guillermo Silva
Vingegaard ci prova prima, ma a Veliko, traguardo della seconda tappa del Giro d'Italia 2026, vince l'uruguaiano Guillermo Silva, che indossa anche la maglia rosa.
venerdì 8 maggio 2026
Giro d'Italia 2026: a Burgas vince Magnier
Prima tappa del Giro d'Italia 2026, in Bulgaria: 147 km da Nessebar a Burgas. Arrivo in volata, preceduto da caduta, e vittoria netta del francese Paul Magnier, uno che lo scorso anno ha alzato le braccia sul traguardo diciannove volte: insomma, corridore vero che veste, va da sé, anche la maglia rosa. Secondo di giornata Andresen, terzo Vernon. Jonathan Milan ha chiuso solo al quarto posto.
mercoledì 6 maggio 2026
Evaristo Beccalossi: la poesia del numero dieci
Mi chiamo Evaristo e scusate se insisto
Un talento più bizzarro che bizzoso, scapigliato e scanzonato, Evaristo Beccalossi, mancato oggi a pochi passi dai 70 anni, ha rappresentato come pochi la magia associata al suo numero di maglia: il 10. Partito da Brescia, arrivò a Milano, sponda nerazzurra, nel 1978, per formare con Altobelli una coppia offensiva leggendaria. Grande intuizione di Mazzola, che trova accoglienza presso il presidente Fraizzoli. Sotto la guida severa del sergente di ferro Bersellini, Beccalossi a inventare e ispirare, "Spillo" a concludere e segnare. La caratura tecnica dei due assi, tuttavia, era tale da permettere anche uno scambio di ruoli nella commedia che andava in scena ogni domenica e, nelle coppe europee, qualche mercoledì. Beccalossi la vita dell'atleta non la faceva: caffé e sigaretta, sigaretta e caffé, caffé e sigaretta. Nessuna palestra, solo campo per allenarsi, mai troppo intensamente. Passo felpato, poco, pochissimo dinamismo, ma tocco fatato. Mancino o destro? Lo ricordiamo mancino, come all'Inter già Skoglund e Corso e poi Recoba. In realtà, Beccalossi era capace di qualsiasi giocata con entrambi i piedi. La storica doppietta rifilata al Milan nell'ottobre del 1979 la segnò di destro. Dribblava Beccalossi, dribblava sempre. Tanto che Brerà lo chiamava Dribblossi. Finte e dribbling, dribbling e finte. Gli bastava il primo controllo, per mandare al bar il marcatore di turno. Non aveva bisogno di accelerare. Se in giornata, era immarcabile. Uno come Lew Hoad nel tennis o Gianni Bugno nel ciclismo. Magari non il più forte sempre. Ma in certe occasioni, non c'era gara. Beccalossi era estro puro, invenzione sorprendente, suono fuori spartito, immaginazione visionaria: scorgeva percorsi invisibili a tutti gli altri, dai quali far transitare i suoi passaggi illuminanti. Aveva, sentiva il tempo del gioco, sapeva leggere la musica del calcio. Restò all'Inter dal 1978 al 1984. Ma la sua parabola, breve e abbagliante, iniziò la traiettoria di discesa già nel 1982, quando, a ventisei anni, Bearzot gli negò il mondiale di Spagna, quello che poi gli azzurri avrebbe vinto trionfalmente. Bearzot difendeva il gruppo e il suo fantasista di riferimento, Antognoni. Convocare Beccalossi, che aveva tifosi appassionati e incoercibili, anche tra i giornalisti, avrebbe suscitato polemiche che Bearzot voleva evitare. Ebbe ragione lui, perché vinse? Non so. Certo desta impressiona che uno dei massimi talenti del nostro calcio abbia poi chiuso la carriera con nessuna presenza nella nazionale maggiore. Andò via dall'Inter presto, per la Sampdoria, nel 1984, dopo aver trascorso gli ultimi due anni a litigare calcisticamente con Hansi Muller, mancino, solo mancino, tedesco che pretendeva di giostrare nella sua stessa zona di campo. E che la palla la passava poco. "Più facile giocare con una sedia che con Hansi Muller. Se tiri addosso a una sedia, almeno, il pallone ti ritorna" avrebbe commentato Beccalossi con la sua graffiante ironia. In ogni caso, aveva scritto pagine di storia. Buona parte dello scudetto del 1980, il dodicesimo nerazzurro, si deve, comunque a Beccalossi, che con l'Inter conquistò anche la Coppa Italia del 1982, fermandosi, in Coppa dei Campioni, alla semifinale del 1981 contro il Real Madrid. Altri hanno conquistato più trofei, sì, questo è vero. Ma, Beccalossi è andato oltre i trofei, al di là dei titoli e dei numeri. La magia, la sua magia, così spontanea, così repentina, così inaspettata e naïf, non ne aveva bisogno, non ne ha avuto bisogno. Di Beccalossi si ricordano tutti.
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domenica 3 maggio 2026
Inter-Parma 2-0. Inter campione d'Italia per la ventunesima volta
Un gol per tempo, prima Thuram, poi il subentrato Mkhitaryan. L'Inter di Chivu vince il ventunesimo scudetto della storia nerazzurra, battendo il Parma 2-0. Un successo non scontato e strameritato.
mercoledì 29 aprile 2026
Psg-Bayern Monaco 5-4: classe ed errori
Partita quanto mai spettacolare, capace di tenere avvinta anche la generazione impaziente dello smartphone. Continui colpi di scena e rovesciamenti di fronte, gol e occasioni sprecate. Contropiede rapidissimi. Calciatori dalla tecnica, attenzione tecnica in velocità, davvero straordinaria: su tutti Olise, ma anche Luis Diaz, mai così forte in carriera, Dembélé, Doué e il tonitruante Kvaratskhelia. Il risultato finale di 5-4 rimanda alla Coppa dei Campioni degli inizi, quando l'attenzione tecnica e la prudenza difensiva erano una prerogativa quasi soltanto italiana. La finale del 1960, che vide la quinta affermazione consecutiva del Real Madrid di Santiago Bernabeu, per esempio, terminò 7-3 per gli spagnoli, che travolsero l'Eintracht Francoforte: tripletta di Di Stefano, quaterna di Puskas. Un altro calcio. Che ritorna. Con il talento al centro del villaggio e l'abdicazione, penso soprattutto al Bayern, a una sapiente organizzazione difensiva. Con la difesa a ridosso della linea del centrocampo, i tedeschi si sono esposti alle controffensive rapidissime dei francesi. Un rischio calcolato? Se sì, calcolato male. Già c'era cascata l'Inter di Simone Inzaghi lo scorso anno. Solo Kimmich e il grandissimo Harry Kane, nel Bayern, hanno giocato con un'idea davvero matura del gioco, con consapevolezza della posizione e delle distanze. Ha vinto il Psg di misura. Al ritorno, tutto è ancora possibile. Fossi in Kompany, però, terrei la retroguardia dieci, almeno cinque, metri più indietro. Perché non sempre lo spettacolo assicura il risultato.
domenica 26 aprile 2026
Torino-Inter 2-2
L'Inter soffre un poco, ma poi trova il vantaggio con colpo di testa di Thuram su cross pennellato da Dimarco. A metà ripresa raddoppia Bisseck con colpo di testa su angolo del solito Dimarco. L'Inter si rilassa e si disunisce e Simeone accorcia le distanze. Più tardi un tocco di mano involontario di Carlos Augusto viene punito com un rigore che Vlasic trasforma. Finisce 2-2. L'Inter ha ora dieci punti di vantaggio a quattro giornate dal termine. La prossima settimana, in casa contri il Parma, i nerazzurri possono vincere il ventunesimo scudetto.
Liegi-Bastogne-Liegi 2026: poker di Pogacar
Sulla Redoute si stacca presto Evenepoel, ma Pogacar non riesce a rimanere da solo, perché il giovane asso francese Seixas, fresco vincitore della Freccia Vallone, tiene il suo passo. Almeno fino all'ultima côte, quando a poco meno di 14 km dal traguardo, cede di colpo. Si pentirà, probabilmente, di aver troppo collaborato con lo sloveno anziché restare il più possibile a ruota. Il suo talento è cristallino, l'esperienza verrà con il tempo. Pogacar vince la sua quarta Liegi-Bastogne-Liegi, come Argentin e Valverde. Nonché la sua tredicesima classica monumento. Merckx, che ne ha vinte diciannove, è sempre meno lontano. Seixas chiude con un secondo posto comunque straordinario per i suoi nemmeno vent'anni. Terzo è Remco Evenepoel, che vince la volata del gruppetto degli inseguitori.
mercoledì 22 aprile 2026
Liegi-Bastogne-Liegi 2026: favoriti
La Liegi-Bastogne-Liegi 2026 ripropone la sfida tra due assi di questa grande generazione di ciclisti, Tadej Pogacar, da tempo sulle orme di Merckx, e Remco Evenepoel, fresco vincitore dell'Amstel Gold Race. Tra i due, occhio al promettente francese Seixas, oggi trionfatore alla Freccia Vallone. Ecco il borsino dei favoriti.
- Pogacar *****
- Evenepoel ****
- Seixas ****
- Pidcock ***
- Skjelmose ***
- Ciccone **
- Vauquelin **
- Gregoire *
Freccia Vallone 2026 vince Seixas!
Sul Muro d'Huy è il francese Paul Seixas, che compirà vent'anni a settembre, a tagliare per primo il traguardo. Seixas, un predestinato d'immenso talento, è così il più giovane vincitore nella storia della Freccia Vallone.
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