Blog di critica, storia e statistica sportiva fondato l'11 maggio 2009: calcio, ciclismo, atletica leggera, tennis ...
Elenco blog personale
Visualizzazione post con etichetta Altobelli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Altobelli. Mostra tutti i post
mercoledì 6 maggio 2026
Evaristo Beccalossi: la poesia del numero dieci
Labels:
Altobelli,
Bearzot,
Beccalossi,
Bersellini,
Brescia,
Corso,
Fraizzoli,
Hansi Muller,
Inter,
Mazzola,
nazionale,
numero dieci,
Recoba,
scudetto 1980,
Skoglund,
Spagna 1982
venerdì 16 febbraio 2024
Classifica dei migliori marcatori italiani in tutte le competizioni
Propongo una classifica aggiornata dei migliori marcatori (cannonieri) italiani in tutte le competizioni professionistiche. Non conteggio i gol segnati nella Nasl americana, perché si applicavano regole non approvate dalla Fifa. Così si spiega l'assenza di Chinaglia.
- Piola 364 gol
- Del Piero 346 gol
- Meazza 338 gol
- Toni 322 gol
- Totti 322 gol
- R. Baggio 318 gol
- Inzaghi 316 gol
- Di Natale 311 gol
- Immobile 310 gol
- Altobelli 298 gol
- Vialli 286 gol
- Signori 285 gol
- Di Vaio 272 gol
- Boninsegna 269 gol
- A. Schiavio 264 gol
- C. Vieri 261 gol
- Gilardino 260 gol
- A. Boffi 251 gol
- Riva 248 gol
- Protti 248 gol
- Boffi 248 gol
- Cevenini III 244 gol
- Quagliarella 244 gol
- Zola 238 gol
- Hubner 238 gol
- Gabetto 236 gol
- Savoldi 235 gol
- C. Lucarelli 229 gol
- Montella 228 gol
- A. Caracciolo 225 gol
- E. Chiesa 223 gol
- Bettega 222 gol
- Miccoli 222 gol
- R. Mancini 217 gol
- Reguzzoni 212 gol
- Prati 209 gol
- A. Amadei 207 gol
- Pruzzo 206 gol
- Anastasi 206 gol
- Graziani 205 gol
- Balotelli 205 gol
- Rocchi 202 gol
- P. Prati 200 gol
- Pazzini 200 gol
- Pulici 199 gol
- Boniperti 198 gol
- Insigne 196 gol
- Rivera 190 gol
- S. Mazzola 187 gol
- A. Bassetto 187 gol
- Giordano 180 gol
- Brighenti 178 gol
- Belotti 175 gol
- Pellissier 175 gol
- F. Borel 171 gol
- B. Lorenzi 171 gol
- P. Rossi 159 gol
giovedì 10 febbraio 2022
Coppa Italia 1982: il terzo trionfo dell'Inter
Fu l'ultimo anno di Eugenio Bersellini alla guida tecnica dell'Inter: in un lustro, con lui in panchina, vennero due Coppe Italia (1978 e, appunto, 1982) e lo storico scudetto del 1980, il dodicesimo della storia nerazzurra. In campionato, nella stagione 1981-82, l'Inter giunse quinta, a 11 punti dalla Juve campione d'Italia per la ventesima volta, dopo un duello innervato da polemiche durissime con la Fiorentina di Antognoni e Graziani. In Coppa Italia, invece, l'Inter, dopo aver vinto il girone eliminatorio, superò la Roma ai quarti di finale, il Catanzaro in semifinale, e il Torino in finale, giocata pure quella su due turni. All'andata, al Meazza, gol della vittoria di Aldo Serena, al ritorno pareggio con reti di Cuttone per i granata e Altobelli per l'Inter. Fu, quella sollevata dal capitano Graziano Bini, la terza Coppa Italia conquistata dall'Inter nella sua storia.
| Graziano Bini |
Altobelli risultò, con 9 gol, anche il capocannoniere della manifestazione, di cui è, ancora oggi, il massimo goleador assoluto, con 56 gol in 95 partite. Primato destinato a rimanere imbattuto anche per la formula attuale della Coppa Italia, che prevede non più di cinque partite a stagione per le squadre migliori. All'epoca, invece, se ne dovevano giocare, per vincere, almeno il doppio.
lunedì 6 dicembre 2021
La rivalità tra Inter e Real Madrid
Si tratta di una delle partite di maggior fascino del calcio europeo. Di una rivalità sbocciata nel maggio del 1964 quando, al Prater di Vienna, Milani e Sandro Mazzola, firmarono le reti dello storico primo successo dell'Inter in Coppa dei Campioni, battendo il Real Madrid di Gento e Santamaria, di Alfredo Di Stefano e Puskas. Nacque quella sera la Grande Inter.
Nel 1966 i nerazzurri e i blancos s'incrociano di nuovo nella massima competizione continentale. I madrileni vincono nella semifinale d'andata con gol di Pirri. Al ritorno, vantaggio di Amancio pareggiato da Facchetti. Il Real va in finale, che poi vincerà: sarà il sesto alloro. L'anno dopo, di nuovo di fronte, ai quarti di finale, ed è l'Inter a passare il turno. In finale, i nerazzurri, senza Suarez e Corso, saranno sconfitti a sorpresa dal Celtic Glasgow.
Nel 1981, mentre il calcio europeo parla diffusamente inglese, Inter e Real Madrid si ritrovano in semifinale di Coppa dei Campioni. Entrambe sentono il bisogno di rinnovare gli antichi fasti dopo anni di anonimato europeo. All'andata, la squadra di Bersellini perde 2-0 al Bernabeu: gol di Santillana, centravanti che diverrà un totem negativo per i nerazzurri, e Juanito. Al ritorno, il capitano Graziano Bini segna il gol della vittoria, che non vale però il passaggio del turno. Il Real sarà sconfitto in finale dal Liverpool.
Inter e Real Madrid si sfidano altre tre volte nei successivi quattro anni: nel 1983 in Coppa delle Coppe, nel 1985 e nel 1986 nelle semifinali di Coppa Uefa. Passa sempre il Real, segna sempre Santillana. Nel 1985 al Bernabeu, Bergomi viene colpito da una monetina piovuta dagli spalti e lascia il campo nel primo tempo. Il Real ribalta il 2-0 dell'andata e vince 3-0. Il potere politico del Real impedisce la vittoria a tavolino per i nerazzurri. L'anno dopo, Altobelli e Rummenigge vengono massacrati dai difensori avversari, ma l'unico espulso, per reazione, sarà Mandorlini. Finisce 3-1 a Madrid, replica del 3-1 per l'Inter al Meazza. Si va ai supplementari. Segna Santillana, finisce 5-1 per il Real.
Bisogna aspettare la doppietta di Roberto Baggio, girone eliminatorio della Champions League, nell'autunno del 1998, per assistere ad un successo significativo dell'Inter sul Real. Le ultime tre sfide, tra 2020 e 2021, sempre nelle fasi a gironi della Champions, le ha vinte il Real. L'Inter va domani al Bernabeu nelle migliori condizioni possibili, per inseguire un successo che manca da 23 anni. In diciotto confronti, fino ad ora, 7 sono state le vittorie dell'Inter, 9 le vittorie del Real Madrid, due i pareggi. Non so come andrà a finire il prossimo, ma l'Inter dell'ultimo mese non credo che soffrirà il miedo escenico, come ebbe a definirlo Jorge Valdano, del Santiago Bernabeu.
Labels:
Altobelli,
Champions League,
Coppa dei Campioni 1964,
Coppa Uefa,
Corso,
Inter,
Mazzola,
Milani,
Prater,
Real Madrid,
Roberto Baggio,
Rummenigge,
Tardelli,
Vienna
venerdì 18 settembre 2020
Pinamonti è da Inter, come Altobelli nel 1977
La competenza, questa sconosciuta. Molti tifosi dell'Inter, di quelli che stravedono per Conte e Marotta, avanzano dubbi sulle qualità di Pinamonti, che rientra dal Genoa. A costoro, voglio ricordare che, nel 1977, Mazzola, appena passato dal campo alla scrivania, andò a prendere dal Brescia Alessandro Altobelli, detto Spillo, che aveva fatto bene, nemmeno benissimo in serie B. Altobelli, avrebbe compiuto 22 anni a novembre di quell'anno, quale esperienza aveva di serie A e di grande squadra? Mazzola, però, sapeva di calcio. Altobelli divenne il centravanti titolare dell'Inter, per 11 stagioni consecutive, 466 partite e 209 gol, secondo solo a Meazza per reti nerazzurre. Ora, Pinamonti, 21 anni, è probabilmente meno forte di Altobelli, ma comunque ha forza fisica, tecnica notevole, difende bene il pallone, calcia con eguale efficacia con entrambi i piedi, ha già 10 gol in serie A e un curriculum ragguardevole con le giovanili. Arriva come quarta punta. Mi spiegate qual è il problema?
martedì 23 giugno 2020
Classifica dei cannonieri italiani nelle Coppe Europee
Ecco i migliori marcatori italiani nella storia delle Coppe Europee. Includo anche la Coppa dell'Europa Centrale, antesignana delle grandi Coppe Europee organizzate poi dall'Uefa: vi partecipavano le migliori squadre degli anni '30. Escludo dal novero gli oriundi. Aggiornamento al 16 febbraio 2024.
- Filippo Inzaghi 70 gol 114 pres.
- Alessandro Del Piero 53 gol 129 pres.
- Alessandro Altobelli * 39 gol 77 pres.
- Francesco Totti 38 gol 103 pres.
- Gianluca Vialli 36 gol 70 pres.
- Marco Simone 34 gol 66 pres.
- Roberto Baggio 32 gol 63 pres.
- Ciro Immobile 30 gol 53 pres.
- Giuseppe Meazza 29 gol 26 pres.
- Roberto Boninsegna 29 gol 48 pres.
- Christian Vieri 26 gol 74 pres.
- Enrico Chiesa 25 gol 46 pres.
- Giuseppe Rossi 25 gol 57 pres.
- Fabrizio Ravanelli 23 gol 53 pres.
- Mario Balotelli 22 gol 58 pres.
- Simone Inzaghi 20 gol 43 pres.
martedì 28 aprile 2020
Lo scudetto dell'Inter di Bersellini, 40 anni fa
L'ultimo campionato vietato agli stranieri. Finì nel 1980 la chiusura delle frontiere calcistiche, decisa dopo la sconfitta ai mondiali del 1966 contro la Corea del Nord. Quelli, tra gli stranieri, che in serie A già c'erano, nel 1966, però rimasero. Fu all'inzio degli anni '70, pertanto, che il campionato italiano divenne del tutto autoctono. E tale rimase fino, si diceva, al 1980. L'anno del dodicesimo scudetto dell'Inter, allenata da Eugenio Bersellini e presieduta da Ivanoe Fraizzoli. L'Inter fece campionato di testa, vinse i due derby contro il Milan, che un anno prima aveva conquistato lo scudetto della stella e salutato Rivera al passo d'addio, ed inflisse un memorabile 4-0 alla Juve di Trapattoni, con tripletta di Altobelli e sigillo di Muraro. Che squadra era l'Inter 1979/80? In porta schierava il silenzioso Bordon, reattivo, esplosivo, fortissimo tra i pali, chiuso in nazionale da Zoff. Difesa con terzini/centrocampisti come Beppe Baresi e Oriali, ma a destra giocava spesso, in marcatura, anche Canuti, Mozzini stopper tosto e Graziano Bini, giovane capitano cresciuto nel vivaio, libero mancino, alto ed elegante, anche lui chiuso in nazionale da Scirea e dall'emergente Franco Baresi, fratello di Beppe. A centrocampo c'era il corridore, incontrista, Marini, il mediano di spinta dalla falcata poderosa, Pasinato, Mimmo Caso regista arretrato dall'ala da Bersellini e, sulla trequarti, a bivaccare in attesa del colpo di genio, frequente e abbagliante, il meraviglioso Evaristo Beccalossi, maestro del dribbling e della pausa, testa alta, piedi fatati, mancino. Come mancino, pare e dico pare perché calciava i rigori di destro e le punizioni di sinistro e, insomma, vai a capire con quella tecnica quale fosse il suo piede preferito, era il centravanti "Spillo" Altobelli da Sonnino. Uno che segnava in tutti i modi, con entrambi i piedi, di testa, gran fondamentale, in contropiede. E dribblava, scalava sulla fascia, crossava, veniva incontro ai centrocampisti. Un asso. All'ala sinistra, terzo mancino su tre giocatori d'attacco, il velocissimo Carletto Muraro, tiro secco e stacco imperioso. L'Inter conquistò il campionato con due giornate di anticipo. E chiuse con 3 punti di vantaggio, ogni vittoria ne valeva due, sulla Juve. Stava cambiando tutto. Proprio quell'anno ci fu il calcio-scommesse, giocatori arrestati in campo. Milan retrocesso per illecito sportivo. Verranno squalificati Albertosi e Paolo Rossi, Giordano e Manfredonia. E, alla ripresa, i primi stranieri, uno per squadra, si riaffacceranno in serie A, che stava per diventare, lo sarebbe rimasta per oltre un decennio, il più affascinante, competitivo e spettacolare campionato di calcio del mondo.
Labels:
Altobelli,
Beccalossi,
Beppe Baresi,
Bersellini,
Bini,
Bordon,
Canuti,
Caso,
Fraizzoli,
Inter 1979/80,
Juve,
Marini,
Muraro,
Oriali,
Trapattoni
giovedì 15 novembre 2018
Elzeviro: Carlo Muraro. Eroe dell'Inter di Bersellini
Carlo Muraro, classe 1955, è stato uno degli eroi dell'Inter di Eugenio Bersellini. Ala sinistra, dalla corsa facile, il tiro potente ed il perentorio stacco di testa, a dispetto della media statura, contropiedista imprendibile, sembrava destinato, alla metà degli anni '70, ad una grandissima carriera. Che si compì solo in parte. Lo soprannominarono lo Jair bianco, per la falcata ampia, da mezzofondista veloce. Altri videro in lui un nuovo Nyers, il favoloso attaccante esterno del tridente dell'Inter di Foni, che furoreggiò, nei primi anni '50, con Lorenzi e Skoglund. Con Altobelli, a partire dal 1977, e Beccalossi, dal 1978, Muraro fece impazzire le difese della serie A, senza mai ricevere una convocazione in nazionale da Bearzot. Difficile spiegare perché un giocatore dal bagaglio tecnico così completo non sia riuscito a diventare il fuoriclasse, che molti avevano intravisto agli esordi. Ancor più difficile spiegare il suo precoce declino: lasciò l'Inter a 26 anni, dopo avervi vinto la Coppa Italia nel 1978 e lo scudetto nel 1980 e segnato in tutte le partite di cartello, in campionato e in Europa. Quando vi tornò, due anni dopo, nel 1983, dovette rassegnarsi, per altre due stagioni, ad un ruolo da comprimario. Un incompiuto. Che, nelle giornate di grazia, segnava triplette, al Napoli, alla Roma. E castigava sempre la Juve tostissima di Trapattoni. Ecco i dieci gol più belli, tra i 55 complessivi, segnati da Carletto Muraro con la maglia dell'Inter.
![]() |
| Carlo Muraro |
lunedì 22 ottobre 2018
Icardi punta Altobelli e Meazza
Sesta stagione in corso e Mauro Icardi, ieri autore del gol decisivo contro il Milan, ha raggiunto quota 113 gol con la maglia dell'Inter, in 191 partite: alla media di 0,59 gol partita. Considerato che Icardi ha ancora 25 anni, ne compirà 26 a febbraio, è ragionevole immaginare che, continuando a vestire la maglia dell'Inter, potrà in pochi anni sormontare la soglia dei 200 gol. Che, con l'Inter, è stata valicata solo da due campionissimi: Altobelli, 209 gol in 466 partite, alla media di 0,45 gol a partita, e Giuseppe Meazza, 288 gol, in 408 presenze, alla media di 0,70 gol a partita.
| Giuseppe Meazza 288 gol con l'Inter |
![]() |
| Alessandro Altobelli 209 gol con l'Inter |
domenica 17 settembre 2017
È mancato Eugenio Bersellini. Guidò l'Inter allo scudetto del 1980
È mancato Eugenio Bersellini, storico allenatore della vecchia scuola italiana, che raggiunse l'acme della carriera tra il 1977 ed il 1982: per cinque anni allenatore di un'Inter in cui Fraizzoli era il presidente e Sandro Mazzola, appena passato dal campo alla scrivania, il direttore sportivo. Lo chiamavano sergente di ferro Bersellini, per i suoi metodi di allenamento e di governo della squadra. Vinse lo scudetto del 1980 e le Coppe Italia del 1978 e del 1982. Nel mezzo, il mundialito a squadre del 1981. Era un'Inter compatta e determinata, capace però anche di vittorie ampie e spettacolari, innervata dal talento umbratile di Beccalossi, che solo Bersellini riuscì a far rendere al meglio, e dai gol meravigliosi di Altobelli. A centrocampo Oriali e Marini e Pasinato, che furoreggiava sulla fascia destra. Mediano di spinta prima di Zanetti, più forte di Zanetti. Bini, libero mancino elegantissimo, era il capitano. Bordon il guardiano della porta. E poi Beppe Baresi e Canuti e Occhipinti e Carletto Muraro, ala sinistra che prometteva mirabilia e si fermò a mezza strada. Tutti loro a Bersellini ed alla sua guida sicura debbono moltissimo. Da anni era ormai lontano dal grande calcio. Ma non c'è un tifoso nerazzurro nato prima degli anni '80 che l'abbia dimenticato. Che la terra gli sia lieve.
mercoledì 30 novembre 2016
Campioni dimenticati: Giancarlo Pasinato eroe dell'Inter di Bersellini
Il tempo è galantuomo, si dice. Eppure non sempre questi proverbi colgono nel fondo l'essenza delle vicende umane e sportive. Così accade che grandi giocatori, amatissimi dai propri tifosi e temuti da quelli avversari, per una congiura di sfortunate circostanze, si ritrovino, a pochi anni dal ritiro, se non dimenticati, almeno ricacciati in un cono d'ombra, per venirne fuori solo ogni tanto. E' di questi giocatori che vorrei parlare. Cominciando da Giancarlo Pasinato. Visse la parte migliore della carriera con la maglia dell'Inter, dopo avere impressionato con la maglia dell'Ascoli. Ai tempi di Altobelli e Beccalossi, di Bordon e di Oriali e di Bini. Con Bersellini allenatore, conquistò il dodicesimo scudetto dell'Inter, all'esito del campionato 1979/80 e la Coppa Italia del 1982. Quando, per un errore di valutazione della dirigenza, venne, assieme a Canuti e Serena, scambiato con Collovati, finendo al Milan retrocesso, per la seconda volta, in serie B. Tornò l'anno dopo all'Inter e ci rimase sino al 1985, quando la sua storia nerazzurra si concluse dopo 185 presenze e 11 gol. Ma chi era il calciatore Pasinato? Veneto di Cittadella, Pasinato nasce nel 1956. Fisico massiccio, 1,82 m per 80 kg di muscoli, che, a metà degli anni '70, ne fanno un autentico colosso, gioca a centrocampo. Spesso con la maglia numero quattro. Un mediano, ma non soltanto un corridore ed un incontrista. Pasinato possiede una violenta accelerazione, che gli permette di sbarazzarsi degli avversari una volta distesa l'ampia falcata. Ara il campo 20 anni prima che inizi a farlo Zanetti. Con la differenza che, arrivato sul fondo, gioca a destra e spesso sembra un'ala, i suoi cross sono precisi e calibrati, a tutto vantaggio di Altobelli e di Muraro. Lo chiamano carro armato. E così debbono percepirlo gli avversari. Bearzot non lo vede, tetragono nella difesa del suo gruppo, e la mancata ribalta della nazionale svolgerà un ruolo decisivo nella dimenticanza che colpirà Pasinato a fine carriera. Eppure Pasinato è una forza della natura. Le sue cavalcate, divenute proverbiali, sono amatissime dai tifosi nerazzurri. Come questa. Ribalta il fronte da solo, cinquanta, sessanta metri palla al piede, senza che gli avversari riescano a fermarlo, ad atterrarlo. Possanza e velocità, progressione e sapiente conduzione del pallone. Uno degli eroi del coast to coast. Brera lo soprannominò Gondrand, come l'omonima ditta di trasporti. Io provoco così: il miglior Pasinato è stato più forte del miglior Zanetti. Agli scettici segnalo le molte immagini di repertorio, che potrebbero e potranno confermarlo.
domenica 20 dicembre 2015
Toni 321 gol in carriera: a 38 anni è ancora un grandissimo goleador
Gol su azione, questa volta, contro il Sassuolo, e Toni approda a 321 gol in carriera: a 38 anni suonati, Toni resta un implacabile goleador. Il migliore italiano in attività. Segue classifica dei primi dieci cannonieri italiani.
- Piola 364 gol
- Del Piero 346 gol
- Meazza 338 gol
- Toni 321 gol
- Roberto Baggio 318 gol
- Inzaghi 316 gol
- Totti 316 gol
- Di Natale 310 gol
- Altobelli 298 gol
- Vialli 286 gol
giovedì 3 dicembre 2015
Elzeviro: 4. Alessandro "Spillo" Altobelli, il centravanti per eccellenza, ha compiuto 60 anni
Quando debbo pensare ad un centravanti, al centravanti per eccellenza, e seguo il calcio da più di 30 anni, il primo nome che faccio è sempre quello: Altobelli, detto "Spillo", per undici anni consecutivi numero nove di un'Inter che avrebbe meritato di vincere di più. Per restituire la dimensione della sua grandezza agonistica, basti ricordare che con la maglia nerazzurra mise a segno la bellezza di 209 gol in 466 partite, secondo solo all'inarrivabile Meazza, 282 gol, fra il 1977 ed il 1988, alla media di 19 gol a stagione. In un'epoca, converrà ricordare, nella quale l'attenzione alla fase difensiva era massima, tutte le squadre del campionato italiano, con un paio di eccezioni, marcavano a uomo e schieravano un libero di ruolo, il campionato era a sedici squadre, trovarsi in linea con l'ultimo difensore avversario era fuorigioco, in caso di retropassaggio il portiere poteva giocare il pallone con le mani. Il compito di un attaccante, insomma, era assai disagevole. Altobelli seppe eccellere a quei tempi, in tutte le competizioni, dalla serie A, alla nazionale, dove chiuse con 25 gol in 61 partite, come Baloncieri. Quando smise, soltanto Riva, Meazza e Piola avevano segnato più di lui. Lasciò il calcio nel 1990, dopo un'ultima stagione in serie B con il Brescia, assommando 298 gol tra i professionisti: allora, soltanto i soliti Piola e Meazza avevano segnato di più. Anche il primato di reti nelle coppe europee, 39, fu suo a lungo. E tale sarebbe probabilmente rimasto senza l'invenzione della Champions a gironi, che, garantendo un numero minimo di partite, avrebbe permesso ad Inzaghi e Del Piero di superarlo. In Coppa Italia è ancora oggi, 25 anni dopo la fine della carriera, il capocannoniere di tutti i tempi, con 56 gol. Che centravanti era Altobelli? Asciutto, anzi smilzo, ma alto per i tempi, 1,81 m, per questa ragione lo chiamavano "Spillo", aveva tecnica di primissimo ordine. Soltanto quando andava a battere dal dischetto, poteva dirsi che fosse destro, dacché calciava altrimenti con eguale disinvoltura anche con il mancino. Fortissimo nel gioco aereo, grazie ad elevazione e scelta di tempo, aveva naturali doti acrobatiche e di coordinazione, che gli consentirono numerose, spettacolari conclusioni al volo. Segnava di rapina e dopo aver saltato l'avversario, in contropiede e calciando dal limite dell'area. La sua acutissima visione del gioco gli permetteva anche di dirigere, all'occorrenza, il gioco offensivo, arretrando sulla trequarti. Corretto, mai i gomiti alti, esultava sempre in modo contenuto, quasi a domandare scusa dell'ennesima prodezza. Una sola volta, al Meazza, perse le staffe, mollando un buffetto ad Hansi Muller, stagione 1982-83, tedesco di fantasia, il calcio è luogo di ossimori, che non passava la palla per principio. Con l'Inter conquistò uno scudetto, nel 1979-80, formando una proverbiale coppia d'attacco con l'estroso Evaristo Beccalossi e due Coppe Italia, andando sempre a sbattere contro il Real Madrid nelle coppe: semifinale di Coppa dei Campioni nel 1981,quarti di finale di Coppa delle Coppe nel 1983, semifinali di Coppa Uefa nel 1985 e nel 1986. Campione del mondo nel 1982, con meraviglioso terzo gol in finale contro la Germania Ovest di Schumacher, pagò nei primi anni la preferenza che Bearzot accordò a Paolo Rossi. Promosso titolare nel 1984, guidò l'attacco fino al 1987, con quattro gol in quattro partite ai mondiali messicani del 1986. E trovò ancora il tempo di mettere la sua firma agli Europei del 1988, appena subentrato a Mancini, contro la Danimarca. L'antipatia di Trapattoni, che a Milano veniva sommerso dai fischi dei tifosi appena osava sostituire Altobelli, lo costrinse a passare, e fu un errore, alla Juve per un anno, comunque segnando con la solita, disarmante, regolarità. A metà degli anni '80, Altobelli fu il miglior centravanti del mondo. Sebbene non sia mai andato oltre il decimo posto, 1986, nella classifica per il pallone d'oro. Un giocatore con il suo repertorio, oggi farebbe sfracelli in serie A ed in Europa. Dei centravanti che poi l'Inter ha avuto, soltanto Ronaldo è stato più forte, sebbene meno completo di lui. Tanto per dare una misura della grandezza di Alessandro Altobelli, detto "Spillo".
domenica 22 febbraio 2015
Totti 240 gol in serie A, 312 gol in carriera, 297 gol con la Roma
Prodezza sul campo del Verona, Francesco Totti torna al gol, dopo la doppietta nel derby e dimostra di essere ancora decisivo e spettacolare alla sua età, a dispetto delle critiche prevenute dei suoi storici detrattori, che pretendevano di addossare a lui la lunga crisi della Roma. Per Totti, si tratta del gol n. 240 in serie A, sempre più vicino a Piola, 274 gol in A, nonché del gol n. 312 in carriera, 297 i gol con la Roma. Segue classifica dei primi dieci goleador italiani di tutti i tempi.
- Piola 364 gol
- Del Piero 346 gol
- Meazza 338 gol
- Roberto Baggio 318 gol
- Inzaghi 316 gol
- Totti 312 gol
- Toni 304 gol
- Di Natale 302 gol
- Altobelli 298 gol
- Vialli 286 gol
sabato 7 febbraio 2015
Toni agguanta Di Natale: 302 gol in carriera
Gol della bandiera nella sconfitta del suo Verona contro il sorprendente Torino di Ventura e Toni sale a 302 gol in carriera, agguantando Di Natale nella speciale classifica dei primi dieci goleador italiani in tutte le competizioni, di seguito riportata.
- Piola 364 gol
- Del Piero 346 gol
- Meazza 338 gol
- Robero Baggio 318 gol
- Inzaghi 316 gol
- Totti 311 gol
- Di Natale 302 gol
- Toni 302 gol
- Altobelli 298 gol
- Vialli 286 gol
giovedì 15 gennaio 2015
L'Inter deve tenere Icardi
Il senso del gol non si può imparare. Non è un fondamentale. È una dote innata, cui entro certi limiti soltanto l'esperienza, con il carico di errori che si trascina, può supplire. Icardi ha il senso del gol. Si capisce da come gioca, soltanto in vista del gol, da come calcia, inquadrando sempre la porta, dalle scelte che fa, tutte orientate a liberarsi al tiro. Poi, ha anche le doti tecniche ed atletiche per dare materia e sostanza a questo talento. L'Inter non dovrebbe farsi sfuggire un centravanti così. Uno che può varcare la soglia dei 200 gol in nerazzurro, come Meazza, come Altobelli.
domenica 23 novembre 2014
Di Natale 200 gol in serie A, 300 gol in carriera
Gol contro il Chievo, Udinese in vantaggio e Di Natale taglia il traguardo storico dei 200 gol in serie A. Meglio di lui, in ordine crescente, soltanto Roberto Baggio, 205 gol, Altafini e Meazza, 216 gol, Totti, 237 gol, e Piola 274 gol. Per Di Natale, che ormai ha 37 anni, questo gol è doppiamente storico, perché non soltanto è il n. 200 in serie A, ma anche il n. 300 in carriera. Segue classifica dei primi dieci goleador italiani in tutte le competizioni.
- Piola 364 gol
- Del Piero 345 gol
- Meazza 338 gol
- Roberto Baggio 318 gol
- Inzaghi 316 gol
- Totti 308 gol
- Di Natale 300 gol
- Altobelli 298 gol
- Toni 293 gol
- Vialli 286 gol
domenica 2 novembre 2014
Di Natale 199 gol in serie A, 299 gol in carriera, superato Altobelli
A segno nella sconfitta dell'Udinese contro il Genoa, Di Natale realizza il gol 199 in serie A, ad una rete dalla fatidica soglia delle 200 reti, varcata soltanto da Roberto Baggio, 205 gol, Altafini, 216 gol, Meazza, 216 gol, Totti, 237 gol, e Piola 274 gol. Altrettanto vicino il traguardo dei 300 gol in carriera, atteso che Di Natale è arrivato a 299 gol. Segue classifica dei primi dieci goleador italiani in tutte le competizioni aggiornata al 10 novembre 2014.
- Piola 364 gol
- Del Piero 345 gol
- Meazza 338 gol
- Roberto Baggio 318 gol
- Inzaghi 316 gol
- Totti 308 gol
- Di Natale 299 gol
- Altobelli 298 gol
- Toni 293 gol
- Vialli 286 gol
martedì 26 agosto 2014
Di Natale punta i 300 gol in carriera: è a 293 dopo la quaterna in Coppa Italia
Esploso tardi, Di Natale non ha più smesso di segnare. Escluso il ritiro, cui pure aveva pensato parecchio, ha iniziato la nuova stagione con una clamorosa quaterna in Coppa Italia: 293 gol in carriera per lui ed il traguardo dei 300 ormai vicinissimo. Quando cominciava a farsi notare nell'Empoli, non l'avrei mai creduto possibile. Segue classifica dei primi dieci goleador italiani in tutte le competizioni aggiornata al 02 novembre 2014.
*Aggiornamento del 02 novembre 2014: Di Natale supera Altobelli ed approda a 299 gol in carriera, 199 in serie A.
*Aggiornamento del 24 novembre 2014: Di Natale ce l'ha fatta. In un colpo solo, il gol contro il Chievo, è arrivato a 200 gol in serie A, 300 gol in carriera. Continua la leggenda del capitano dell'Udinese.
*Aggiornamento del 15 dicembre 2014: Di Natale non si ferma più, 201 gol in serie A, 301 gol in carriera, tallonato da Toni, altro classe 1977, che tocca la fatidica quota 300, superando Altobelli.
*Aggiornamento del 23 gennaio 2015: si dà conto dei gol segnati ultimamente da Totti e da Toni.
*Aggiornamento del 23 gennaio 2015: a segno ieri contro l'Empoli, la squadra che lo lanciò nella massima serie, Di Natale ha nuovamente staccato Toni, portandosi a 302 gol in carriera.
*Aggiornamento del 17 febbraio 2015: periodo di flessione per Di Natale, scavalcato da Toni che è arrivato domenica a 304 gol in carriera.
*Aggiornamento dell'8 marzo 2015: Di Natale torna al gol dopo un lungo digiuno: 303 gol in carriera.
*Aggiornamento del 7 aprile 2015: Di Natale in panchina, Toni invece segna una doppietta contro il Cesena e sale a 310 gol in carriera.
*Aggiornamento del 13 aprile 2015: torna al gol Di Natale nella sconfitta interna dell'Udinese contro il Palermo, gol n. 11 nel campionato in corso, gol n. 204 in serie A, gol n. 304 in carriera.
*Aggiornamento del 30 aprile 2015: prodezza contro l'Inter e Di Natale raggiunge Roberto Baggio, 205 gol in serie, nonché 305 gol in carriera.
*Aggiornamento del 4 maggio 2015: gol vittoria contro il Verona, 206 gol in A, uno più di Roberto Baggio, e 306 gol in carriera per un grande Di Natale.
*Aggiornamento del 02 novembre 2014: Di Natale supera Altobelli ed approda a 299 gol in carriera, 199 in serie A.
*Aggiornamento del 24 novembre 2014: Di Natale ce l'ha fatta. In un colpo solo, il gol contro il Chievo, è arrivato a 200 gol in serie A, 300 gol in carriera. Continua la leggenda del capitano dell'Udinese.
*Aggiornamento del 15 dicembre 2014: Di Natale non si ferma più, 201 gol in serie A, 301 gol in carriera, tallonato da Toni, altro classe 1977, che tocca la fatidica quota 300, superando Altobelli.
*Aggiornamento del 23 gennaio 2015: si dà conto dei gol segnati ultimamente da Totti e da Toni.
*Aggiornamento del 23 gennaio 2015: a segno ieri contro l'Empoli, la squadra che lo lanciò nella massima serie, Di Natale ha nuovamente staccato Toni, portandosi a 302 gol in carriera.
*Aggiornamento del 17 febbraio 2015: periodo di flessione per Di Natale, scavalcato da Toni che è arrivato domenica a 304 gol in carriera.
*Aggiornamento dell'8 marzo 2015: Di Natale torna al gol dopo un lungo digiuno: 303 gol in carriera.
*Aggiornamento del 7 aprile 2015: Di Natale in panchina, Toni invece segna una doppietta contro il Cesena e sale a 310 gol in carriera.
*Aggiornamento del 13 aprile 2015: torna al gol Di Natale nella sconfitta interna dell'Udinese contro il Palermo, gol n. 11 nel campionato in corso, gol n. 204 in serie A, gol n. 304 in carriera.
*Aggiornamento del 30 aprile 2015: prodezza contro l'Inter e Di Natale raggiunge Roberto Baggio, 205 gol in serie, nonché 305 gol in carriera.
*Aggiornamento del 4 maggio 2015: gol vittoria contro il Verona, 206 gol in A, uno più di Roberto Baggio, e 306 gol in carriera per un grande Di Natale.
- Piola 364 gol
- Del Piero 346 gol
- Meazza 338 gol
- Roberto Baggio 318 gol
- Inzaghi 316 gol
- Totti 313 gol
- Toni 313 gol
- Di Natale 306
- gol
- Altobelli 298 gol
- Vialli 286 gol
Labels:
293 gol,
Altobelli,
classifica dei primi dieci cannonieri italiani,
Del Piero,
Di Natale,
Inzaghi,
Meazza,
Piola,
Roberto Baggio,
Toni,
Totti,
Vialli
giovedì 22 maggio 2014
Storia dei mondiali di calcio: 14^ puntata (1986, in Messico trionfa l'Argentina di Maradona)
Mai visto un giocatore del genere. Il Maradona ammirato ai mondiali messicani del 1986 è stato l'apice, il vertice, l'acme del gioco del calcio. Il suo sinistro da fiaba ha trasformato una pattuglia di onesti calciatori in una squadra capace di vincere i campionati del mondo. Bilardo lo promuove capitano e gli lascia tutta la libertà di giocare come vuole. Il suo secondo gol contro l'Inghilterra, tutte le figure del tango eseguite in una corsa armoniosa ed ineluttabile, tra avversari frastornati, verso la porta d'Albione, è il più bello di sempre. La doppietta al Belgio di Scifo, in semifinale, è strepitosa. Eppure Maradona gioca la sua miglior partita agli ottavi, contro gli storici rivali di un coriaceo Uruguay, guidato da Francescoli ed Alzamendi: dieci, quindici, forse venti volte, Maradona parte palla al piede, ne salta uno, due, tre e lo stendono. Periodicamente. Poi il gol arriva da Pasculli. In finale, partita ricca di colpi di scena contro gli irriducibili tedeschi. Passa l'Argentina con Brown, raddoppia Valdano. Poi, però, nella ripresa, accorcia le distanze Rummenigge e pareggia Voeller. Maradona, francobollato per tutta la gara da Matthaus, s'inventa un varco per la corsa di Burrachaga al tramonto della partita. Gol e vittoria: secondo mondiale per l'Argentina. Per il resto, l'Italia di Bearzot esce agli ottavi contro la Francia di Platini. Troppa riconoscenza per i reduci del 1982. Si salva Altobelli, quattro reti per lui, splendida quella all'esordio contro la Bulgaria. Infelice la scelta di Galli, a lungo in ballottaggio con Tancredi. Con Zenga in porta, sarebbe andata diversamente. L'inglese Lineker, sei gol, diventa capocannoniere.(1^ puntata, 2^ puntata, 3^ puntata, 4^ puntata, 5^ puntata, 6^ puntata, 7^ puntata, 8^ puntata, 9^ puntata, 10^ puntata, 11^ puntata, 12^ puntata, 13^ puntata)
Iscriviti a:
Post (Atom)


