giovedì 2 dicembre 2021

Il punto dopo la 15^ di Serie A: frena il Napoli

Il Napoli viene rimontato sul campo del Sassuolo (gran gol di Scamacca), perde Koulibaly e Insigne per infortunio, raccoglie il quinto punto nelle ultime quattro partite e rende molto più corta la classifica delle prime della classe. Ora il Milan, che ha battuto il Genoa, è a -1 e l'Inter, che ha sconfitto lo Spezia e fino a poco tempo fa aveva 7 punti di ritardo, è a -2. Queste tre squadre si giocheranno il titolo fino alla fine, con la probabile partecipazione dell'Atalanta, risalita a - 5. I bergamaschi hanno la rosa più ampia e il vantaggio di una guida tecnica che è la stessa da molti anni. Ma, praticano anche un gioco non sempre equilibrato, nel quale la forma dei singoli conta tantissimo. Molto dipenderà anche da quanto strada faranno nelle Coppe Europee. Per il resto, la Roma di Mourinho perde a Bologna, la Fiorentina batte la Sampdoria (ancora a segno il capocannoniere Vlahovic), la Juve torna al successo sul campo della Salernitana. Questa sera, Torino-Empoli e Lazio-Udinese.

mercoledì 1 dicembre 2021

Inter-Spezia 2-0: Gagliardini, Lautaro (r)

Contro lo Spezia, Simone Inzaghi opta per qualche avvicendamento necessario. Riposa Barella, lasciando il posto a Gagliardini. Riposa Bastoni, con Skriniar che scala al centro - sempre infortunati Ranocchia e De Vrij - e Dimarco confermato a sinistra della difesa. Davanti, parte Corra al fianco di Lautaro Martinez. Dzeko inizialmente in panchina.

La cronaca. 

L'Inter batte anche lo Spezia, nonostante l'assenza di quattro titolari. E rischia solo nel primo tempo, quando Handanovic compie, per una volta, una grande parata. Va in vantaggio con Gagliardini che batte con il destro il portiere spezzino dopo scambio insistito ai limiti dell'area. Nella ripresa, Lautaro si procura e trasforma il rigore che vale il 2-0 finale. Nerazzurri affiatati e in salute. Ho visto bene anche il subentrato Sensi. Oltre a Gagliardini. Spesso criticato dai suoi stessi tifosi. Non da me, però. Non è un fuoriclasse, ma un centrocampista di complemento, che nella rosa dell'Inter può starci eccome. 

lunedì 29 novembre 2021

Pallone d'Oro 2021 a Messi. Sopravvalutato. Solo secondo Lewandowski, terzo Jorginho

Ballon d'Or 2021

Graduatoria assurda quella del Pallone d'oro 2021. Vince Messi, che così arriva a 7 trofei. Ma almeno tre di questi sono ampiamente immeritati. Compreso l'ultimo. Che sarebbe toccato a Lewandowski, ingiustamente relegato al secondo posto. Terzo Jorginho, un altro capitato per caso sul podio. Solo quarto Benzema. Decimo Donnarumma. Questo premio non ha più senso. Andrebbe abolito. O per lo meno ignorato.

Il calcio degli anni '30: da Meazza a Sindelar, da Dixie Dean a Sarosi

Fu negli anni '30 che il calcio divenne un fenomeno globale. Fu allora che i suoi campioni irruppero nell'immaginario collettivo e divennero protagonisti di racconti e di leggende, ambasciatori della pubblicità, che si diceva reclame e professionisti, sebbene non dappertutto. Fu allora che il football cominciò a misurare lo stato di salute di tutto un movimento sportivo. Non dappertutto, non ancora come oggi, ma in gran parte dell'Europa sì. Nel Sud America anche. 

Non per caso, nel 1930, in Uruguay, si tennero i primi storici campionati del mondo. Vinsero i padroni di casa del leggendario mediano Andrade, uno che attraversava il campo con la palla incollata sulla testa, e del prestigiatore Hector Scarone, che poi sarebbe venuto anche in Italia. Seconda l'Argentina, terzi, sì, gli Stati Uniti, quarta la Jugoslavia. La trasferta andava sostenuta in piroscafo e tante nazioni europee, Italia compresa, disertarono. La grande avventura era però cominciata.

Josè Leandro Andrade


Gli inglesi ai mondiali non sarebbero andati, non solo nel 1930, ma anche nel 1934 e nel 1938, convinti di una superiorità già inattuale. Avevano, gli inglesi, grazie a Sir Chapman, tecnico dell'Arsenal, iniziato a praticare il Sistema, mentre le due nazionali più forti del continente, l'Italia di Pozzo e l'Austria di Hugo Meisl, optavano per il Metodo. In avanti cambiava niente. Due mezzali e un centravanti tra due ali. Dietro, invece, nel Sistema si giocava con un 3-2, nel Metodo con un 2-3 ed il centromediano, detto appunto metodista, che si sdoppiava nella doppia incombenza di marcare il centravanti avversario e dirigere il gioco dal basso. Sommo interprete del ruolo fu l'argentino, naturalizzato italiano, Luisito Monti, un armadio dal fisico brevilineo e compatto, fondamentale nella vittoria italiana ai mondiali di casa del 1934. 

Italia campione del mondo nel 1934


La stella di quella nazionale, che avrebbe poi rivinto i mondiali in Francia nel 1938 era Giuseppe Meazza. Il massimo giocatore del decennio, paragonabile a Pedernera e Valentino Mazzola negli anni '40, a Di Stefano negli anni '50, a Pelé negli anni '60, a Cruijff negli anni '70, a Maradona negli anni '80, Ronaldo da Lima negli anni '90. Prima centravanti imprendibile, poi mezzala sublime. Dribbling inesorabile, perentorio stacco di testa, leggerezza acrobatica, visione di gioco anche periferica, inventore dei passaggi filtranti.

Giuseppe Meazza


E divo da copertina. Rivali di fama, ma non di altrettanto talento, furono il centravanti austriaco Sindelar, detto cartavelina per l'esilità del tronco, antesignano dell'attaccante di regia, il bomber ungherese Sarosi, il monumentale portiere spagnolo Zamora, mago del piazzamento e onusto di carisma come poi solo Jascin e, in parte, Zoff. Oltremanica, furoreggiava il centravanti Dixie Dean, uno che dominava il gioco aereo, capitalizzando i mille cross che caratterizzavano il gioco inglese.

Ricardo Zamora



In Italia, con la stagione 1929/30, aveva esordito il massimo campionato a girone unico. Vinse l'Ambrosiana, poi Ambrosiana-Inter, insomma l'Inter, del capocannoniere Meazza. Seguirono cinque scudetti consecutivi della Juve di Edoardo Agnelli, figlio del fondatore della Fiat. Prima squadra italiana a divenire proverbiale: vi giocavano il detto Monti e il fantasista, pure lui oriundo, Mumo Orsi, mancino di rara classe e poi Combi, portiere azzurro, cui seguivano Rosetta e Calligaris, primo terzo da filastrocca calcistica. Tre scudetti andarono al Bologna di Schiavio, doppietta per lui nella vittoriosa finale mondiale del 1934 contro la Cecoslovacchia. 

La nazionale di Pozzo, si diceva, vinse due mondiali consecutivi, nel 1934 e nel 1938. E nel mezzo anche le Olimpiadi di Berlino del 1936. Ma, c'erano stati anche due successi nella Coppa Internazionale, progenitrice dei campionati europei. Ai mondiali di Parigi, nel 1938, in finale gli azzurri sconfissero l'Ungheria, altra grande rappresentanto del cosiddetto calcio danubiano. Capocanniere tra gli italiani fu il grande centravanti della Lazio, Silvio Piola.

Italia campione del mondo nel 1938

Capocannoniere assoluto, con 7 reti, l'asso brasiliano Leonidas, dalla falcata possente ed elegante, virtuoso della rovesciata, il primo grande fuoriclasse verdeoro dopo il mitico Friedenreich.

Leonidas


Fu negli anni '30 che il calcio uscì dalla dimensione pionieristica per farsi fenomeno di massa e fu la Radio a favorirne la popolarità. Le riprese televisive erano cominciate, ma non conserviamo una sola partita intera dell'epoca. Per questa ragione, i campionissimi del tempo sono spesso dimenticati nelle graduatorie dei massimi giocatori di sempre. 

Il punto dopo la 14^ di A: cadono Milan e Juve

Il Napoli torna al successo - non era minimamente detto e men che meno facile, con Osimehn fuori - strapazzando la Lazio per 4-0. Mertens sugli scudi: il belga ha una rara qualità di calcio. Il Napoli scambia la palla ad alta velocità e, quando lo fa alla velocità di ieri sera, è difficile per tutti. Sarri è difeso dal suo ingaggio e dalla prudenza di Lotito, ma non dai risultati, davvero deludenti.

Dell'Inter, vitttoriosa a Venezia, e del Milan, sconfitto in casa dal Sassuolo ho già scritto a parte. Continueranno a contendere al Napoli il primato in classifica. I nerazzurri sono in grande condizione. 

Al quarto posto c'è l'Atalanta, che ha espugnato il campo della Juve con gol del solito Zapata. I bianconeri, dopo la goleada subita in Champions, mostrano tutti i limiti già evidenziati in stagione, che il pragmatistmo di Allegri può soltanto attenuare. Poca qualità a centrocampo e, secondo me, anche in attacco. Dybala non vale la metà di Recoba, anche se la narrazione è stata per anni di segno opposto. Morata soffre la marcature strette, Chiesa va a strappi e si è pure infortunato. Si avverte la sfiducia della squadra, che non potrà restare indifferente alle indagini in corso sulla società, perché campeggeranno a lungo sui giornali e in televisione.

Vince invece la Roma di Mourinho contro un buon Torino: segna Abraham. I giallorossi hanno sempre tanti infortunati ma mi pare che abbiano fatto il massimo di quanto possibile, vista la rosa.

Successo esterno del Bologna a La Spezia; vittorie casalinghe per Sampdoria, contro il Verona, ed Empoli, contro la Fiorentina. Pareggiano Cagliari e Salernatina come Udinese e Genoa.

Voglio segnalare i gol di Scamacca, Pinamonti e Bonazzoli. Mancini ha già convocato il primo, dovrebbe seguire attentamente gli altri due da qui a marzo. Pinamonti è un centravanti completo. Che sta acquistando mestiere ed esperienza. Bonazzoli ha un sinistro di prim'ordine, forza fisica e l'eclettismo che, per paradosso, ne ha inizialmente rallentato l'affermazione.

domenica 28 novembre 2021

Milan travolto dal Sassuolo

Poche squadre hanno avuto la buona stampa, che ha accompagnato il Milan di Pioli. Ormai, da due anni. In questa stagione, dopo il profluvio di rigori della precedente, il soccorso ai rossoneri della buona sorte a me era parso evidente. A me e a pochi altri, tuttavia. Così ora, dopo che il Milan ha perso da Fiorentina e Sassuolo e subìto 7 gol in due partite, tra i commentatori del mainstream si sta diffondendo il panico critico. Com'è potuto succedere? Non riescono ad ammettere di averlo sopravvalutato, il Milan. Come il suo tecnico. Al quale è stato da poco rinnovato il contratto. Due parole anche su Ibra: continua a finire in fuorigioco. Non potendo giocare di sponda, contro difese alte, i suoi 40 anni si sentono tutti. 

sabato 27 novembre 2021

Venezia-Inter 0-2: Lautaro!

Inter con Bastoni al centro della difesa e Dimarco alla sua sinistra. Davanti gioca Correa al posto di Lautaro. Venezia ordinato. L'Inter sblocca il risultato con un tiro da fuori di Calhanoglu al 34'. Il turco è sempre più nel vivo del gioco nerazzurro. Si smarca continuamente e ispira frequenti triangolazione, che tagliano fuori gli avversari. Il primo tempo si chiude 1-0 per l'Inter. Dopo dieci minuti della ripresa, entrano Vecino e Lautaro per Calhanoglu e Correa. Avrei tolto invece Barella, che gioca sempre e pare stremato. L'Inter sfiora il raddoppio con Skriniar e Dzeko. Si fa male Darmian, rilevato da Dumfries, che sbaglia moltissimo. Nel recupero, rigore trasformato da Lautaro. Altra vittoria importante per l'Inter. Anche se andrebbero meglio capitalizzate le tante occasioni create.

venerdì 26 novembre 2021

Spareggi mondiali: Italia con il Portogallo. Prima la Macedonia del Nord

Spareggi mondiali per Qatar 2022. 


Scozia - Ucraina

Galles - Austria


Russia - Polonia

Svezia - Repubblica Ceca


Italia - Macedonia del Nord

Portogallo - Turchia


Italia per niente fortunata. Se prima dovrà affrontare, infatti, la Macedonia del Nord di Pandev, nell'eventuale finale, per raggiungere i mondiali di Qatar 2022, dovrà battere il blasonato Portogallo di Cristiano Ronaldo, Bruno Fernandes, Bernardo Silva, Cancelo e se ne potrebbero citare altri. O, ben più difficilmente, la Turchia. Sarà durissima per la squadra di Mancini. Tanto più che l'eventuale finale dovrà giocarsi in trasferta e, pertanto, a Lisbona. O ad Istanbul. Intendiamoci, l'Italia potrebbe ancora qualificarsi, ma servirà un'impresa. Perché i lusitani hanno tanta qualità e la guida carismatica dell'agonista massimo, Cr7. E se, per avventura, dovessimo affrontare la Turchia, farlo fuori casa, contro un tifo caldissimo, non sarà una passeggiata. Forse, la fortuna, storica alleata di Mancini, soprattutto del Mancini allenatore, ha voluto presentargli il conto. Forse si paga oltremisura il rigore sbagliato da Jorginho. Fatto sta che l'Italia sperimenta, per la prima volta nella sua storia calcistica, la possibilità concreta di saltare due mondiali di fila. Per dirla con Nereo Rocco, speremo de no.

mercoledì 24 novembre 2021

Inter-Shakhtar 2-0. Inter agli ottavi!

L'Inter deve vincere, se non per qualificarsi direttamente agli ottavi, almeno per tenere vive le speranze di qualificazione.

La cronaca.

L'Inter attacca durante tutto il primo tempo ma non trova il gol. Segna Lautaro nella ripresa, ma la rete è annullata. Poco dopo, al 62', segna finalmente Dzeko. Che cinque minuti dopo raddoppia, di testa su splendido cross mancino di Perisic, dominante sulla sua fascia. Esce Lautaro per Correa. Più tardi escono anche Darmian, bravo, e Barella, per Vidal e D'Ambrosio. Una leggerezza di squadra dell'Inter consente allo Shakhtar di ripartire e a Dodo, tutto solo, di calciare: palo! Negli ultimi minuti, dentro Sensi e Dimarco per Calhanoglu e Sensi. Finisce 2-0 per i nerazzurri. Da sottolineare la prova di qualità e a tutto campo di Calhanoglu. Vittoria convincente e decisiva per l'Inter che, grazie anche al successo esterno del Real Madrid sullo Sheriff, si qualifica con un turno di anticipo agli ottavi di Champions. Non succedeva da dieci anni.