giovedì 6 maggio 2021

Il dominio del calcio inglese

Il calcio inglese è tornato, non da quest'anno, a dominare in Europa. Se non come a cavallo tra gli anni '70 e '80, quasi. Allora, nella sola Coppa dei Campioni, tra il 1977 e il 1984, ci furono sette successi inglesi in otto edizioni: quattro del Liverpool ('77, '78, '81, '84), due del Nottingham Forest ('79, '80), uno dell'Aston Villa ('82). Con una differenza notevolissima. Ai tempi, le squadre inglesi prevalsero perché unirono alla tradizionale prevalenza atletica ed agonistica e al tifo caldissimo dei loro stadi senza pista nuove cognizioni tattiche, alternando al "lancia, corri, crossa e salta" anche il passe and move. Oggi, invece, il dominio albionico nasce dalla favolosa ricchezza della Premier League, da fatturati che le altre d'Europa, tolte Real e Psg, possono solo sognare e, di conseguenza, dalla possibilità di accaparrarsi i migliori talenti del momento. Il Chelsea ha raggiunto ieri il Manchester City in finale di Champions League. Manchester United e Arsenal dovrebbero contendersi il successo in Europa League. Agli altri restano le briciole.

martedì 4 maggio 2021

Mourinho alla Roma! Come Herrera?

Le similitudini con Helenio Herrera ci sono, ma fino ad un certo punto. Prima l'Inter, poi la Roma, sì. Lo studio continuo del calcio e, come solo i migliori generali, la conoscenza maniacale degli avversari e delle loro debolezze, dei punti scoperti, dove colpire, fulminei. Il carattere forte, pure li accomuna. Per il resto, tante, tantissime differenze. Facciamo ordine: José Mourinho sarà il nuovo allenatore della Roma. Herrera arrivò sulla panchina giallorossa nel 1968, subito dopo aver lasciato l'Inter, allenata per otto lunghi anni. Mourinho ci arriverà dopo undici anni dai fasti del triplete, che coincisero teatralmente con il suo addio ai colori nerazzurri. Poi, il temperamento, che è altro dal carattere. Herrera era istrionico e spettacolare, aveva avuto una vita randagia, ricca d'improvvisazione e di studiati colpi di scena, che aumentavano nei suoi racconti iperbolici. Mourinho è più austero, più severo anche nel tratto. Herrera era il Mago, perché esercitava sui suoi calciatori un ascendente davvero magico e mitopoietico e profondissimo, nutrito di visioni e d'incessante affabulazione: Tagnin finì davvero per convincersi di essere più forte di Di Stefano. Mourinho è sempre stato un condottiero brusco, acutissimo e brusco. Herrera avrebbe voluto piacere a tutti. Mourinho vuol piacere ai suoi e dispiacere a tutti gli altri. Poi, ci sarà il campo a parlare. Herrera a Roma non brillò e vinse solo una Coppa Italia. Mourinho cosà saprà fare? Non lo so. Posso soltanto dire che Mourinho, già due anni fa, l'avrei rivoluto all'Inter. E che, per lui, conserverò sempre affetto e simpatia.  

Manchester City - PSG: 2-0. Mahrez (2)

Stasera, Manchester, ore 21:00 in Italia, andrà in scena la semifinale di ritorno tra Manchester City e PSG. Inglesi favoriti dal 2-1 esterno dell'andata. Guardiola non ha più giocato una finale di Champions League, da quando ha lasciato il Barcellona. Sebbene abbia allenato, poi, Bayern Monaco e, appunto, Manchester City. Sebbene gli siano state permesse campagne acquisti multimilionarie. Sebbene seguiti ad essere considerato il miglior allenatore del mondo. Nella gara d'andata, i due gol inglesi furono il frutto di due errori individuali del PSG. Mbappé non è detto che giochi. 

La cronaca. 

Mbappé non ce la fa, gioca Icardi, costantemente ignorato da Neymar e Di Maria, che si ostinano a tirare addosso agli avversari. Passa il City in contropiede: segna Mahrez. Che raddoppia nella ripresa subito dopo l'uscita di Icardi. City in finale. Pochettino, Neymar e Di Maria, anche espulso, sono i responsabili dell'eliminazione del PSG. Non si è visto il gran gioco di Guardiola che i suoi pretoriani gli attribuiscono. Anzi: difesa e contropiede, con Fernandinho novello Furino. Ma, tanto è bastato. Mi ha deluso moltissimo Neymar, di cui pure ho sempre apprezzato il talento. Ha giocato in modo egoista e immaturo. Da perdente. Ha perso.



domenica 2 maggio 2021

Inter: 19^ scudetto con 4 giornate d'anticipo

1910, 1920, 1930, 1938, 1940, 1953, 1954, 1963, 1965, 1966, 1971, 1980, 1989, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2021

È arrivato il diciannovesimo scudetto della storia nerazzurra. Undici anni dopo l'ultimo, datato 2010. Il pareggio dell'Atalanta sul campo del Sassuolo scrive matematicamente la parola fine sulla vittoria della serie A 2020/21.  Ha vinto l'Inter! Che ha tredici punti di vantaggio a quattro giornate dalla fine del campionato. Da gennaio, in avanti, abbandonati esperimenti e senza più l'alibi del mercato, con Eriksen stabilmente in campo, l'Inter ha cambiato passo. È andata in fuga e ha tagliato il traguardo con netto anticipo. Interrotta una lunga astinenza da successi. L'ultimo era stato la Coppa Italia nel 2011. Solo tra il 1940 e il 1953, l'Inter aveva conosciuto un periodo più lungo e altrettanto avaro di soddisfazioni. Di mezzo, però, c'era  stata anche la Seconda Guerra Mondiale. Per questa ragione, l'affermazione odierna merita di essere celebrata con sportiva solennità. I tifosi nerazzurri, come chi scrive, hanno dovuto attingere a tutta la pazienza possibile. Era ora! "Diu parturit leaena, sed leonem".

sabato 1 maggio 2021

Crotone-Inter: 0-2. Eriksen, Hakimi

Un palo di Lukaku, però molto impreciso nel controllo di tanti palloni, un palo di Lautaro, e occasioni anche per Bastoni e Sensi. Tuttavia, il primo tempo si chiude sul risultato di 0-0, grazie anche alla gara attenta dei difensori del Crotone. La partita non si sblocca ed entrano Eriksen, Perisic e Sanchez per Sensi, Darmian e Lautaro. È proprio Eriksen con una violenta conclusione da fuori area, deviata, a trovare il gol. Più avanti annullato per fuorigioco un gol di Lukaku. Il gol del 2-0 per il successo finale dell'Inter lo segna Hakimi. È scudetto. Quasi.

martedì 27 aprile 2021

Milan e Juve a rischio Champions. Il punto dopo la 33^ giornata di serie A

Anche quando dominava la classifica, mi era sembrato che il Milan non fosse poi una grande squadra. Il che non vuol dire negare le buone prestazioni che pure ha offerto per metà stagione, ma, piuttosto, che certi giudizi iperbolici sui rossoneri erano privi di addentellati con la realtà e con l'esperienza. Oltre i propri limiti si può andare per qualche tempo, ma un campionato è lungo. Senza dimenticare che Pioli non è nuovo a partenze brucianti ed arrivi sfiatati. Da ieri - sconfitta netta contro la Lazio - il Milan è quinto. Pur avendo gli stessi punti di Napoli e Juve. Altra squadra che rischia seriamente di mancare la qualificazione alla Champions. Anche in questo caso, il rischio che l'inesperto Pirlo facesse o potesse fare un percorso alla Maifredi era prevedibile. Non dalla stampa specializzata italiana, però. Ma, questa non è una novità.

Per il resto, l'Inter batte a fatica il Verona - c'è stanchezza nella squadra - ed è a un passo dal titolo. Il Napoli supera il Torino e come detto appaia Juve e Milan, mentre l'Atalanta maramaldeggia contro il Bologna, issandosi al secondo posto solitario. Torino, Benevento e Cagliari - in forte rimonta i rossoblu - cercano di evitare la retrocessione.  

lunedì 26 aprile 2021

Vinciamo lo scudetto e congediamo Handanovic

Sono stato critico nei suoi confronti dall'inizio. Difende la porta dell'Inter dal 2012, da nove lunghe stagioni, Handanovic, colossale portiere sloveno che arrivò con la fama di para-rigori e che, da subito, ha mostrato fondamentali insufficienti. Lentezza ad andare a terra sui tiri incrociati, prese goffe e impacciate, respinte verso il centro dell'area, errori frequentissimi di piazzamento e uscite ora tardive ora svagate, per tacere del pezzo forte del suo repertorio: la parata ipnotica. Il pallone fissato, restando immobile, e sperando che esca. Tante volte è entrato. Brillante lo ricordo solo nell'autunno del 2015, quando visse un paio di mesi di grazia, contribuendo al primo posto, provvisorio va da sé, dell'Inter del Mancini II. Non conto le papere, nel numero di 5 o 6  a stagione con picchi di 9 o 10. Il secondo gol preso dalla Juve, sul suo palo, nel 2018, resta il più assurdo che mi sia capitato di vedere. Nelle ultime tre partite di questo campionato ha commesso tre giganteschi errori. Costati quattro punti tra Napoli e Spezia. Ieri, solo il fischio arbitrale sull'intervento di Faraoni gli evitato l'ennesimo pasticcio. Presa sbagliata, come gli ha fatto notare platealmente Bastoni. Handanovic non è all'altezza dell'Inter. Che vincerà lo scudetto ma, poi, subito dopo, dovrà congedare Handanovic. Che, tutt'al più, potrebbe essere retrocesso al ruolo di secondo portiere. Tutt'al più. Che sia stato titolare all'Inter per 9 anni di fila è il segno del periodo difficilissimo vissuto dai nerazzurri. Periodo che, però, possiamo considerare alle spalle. 

domenica 25 aprile 2021

Inter-Verona: 1-0. Darmian

Lukaku annullato da Magnani, Barella nella versione stanca dell'ultimo mese. L'Inter sblocca la partita a metà della ripresa con un gol del subentrato Darmian, liberato da Hakimi, ancora una volta decisivo. Ma, nel primo tempo aveva sbagliato un gol fatto. Poco prima, invece, aveva colto il palo su punizione. Tre punti preziosissimi in vista dell'imminente scudetto. Ancora una prova negativa di Handanovic, che, per una volta, non costa alcunché. 

Liegi-Bastogne-Liegi: Pogacar su Alaphilippe

Resta stregata per Julian Alaphilippe la Liegi-Bastogne-Liegi. L'edizione 2021 della Doyenne va a Pogacar, che rimonta sull'asso francese con un grande colpo di reni. È l'ennesima conferma della classe cristallina - e del carattere di ferro - del campione sloveno. Terzo un altro transalpino, il promettente Gaudu. Quarto l'immarcescibile Valverde, 41 anni!, quinto Woods.