mercoledì 7 aprile 2021

Inter-Sassuolo: 2-1. Lukaku, Lautaro

Inter contro Sassuolo, questa sera, ore 18:45. L'Inter è chiamata a prove tecniche di fuga per lo scudetto: gli squalificati Bastoni e Brozovic sono sostituiti da Darmian e Gagliardini. Al Sassuolo mancano anche più titolari. Al 10' l'Inter passa in vantaggio: gol di Lukaku su traversone di Young. Credo che sia il primo segnato di testa, in stagione, dal centravanti belga. Detto questo è il Sassuolo ad avere nettissima prevalenza di possesso palla. Non è chiaro se l'Inter lasci fare o subisca realmente il gioco avversario. Propendo per la seconda ipotesi, mentre siamo a metà del primo tempo. Nella ripresa l'Inter continua a giocare di rimessa e proprio in contropiede, con Lautaro Martinez, trova il raddoppio. Si profila un successo tranquillo, quando Hakimi perde palla malamente e propizia l'1-2 di Traorè. L'Inter poi sfiora il 3-1 con il subentrato Sanchez. Arrivano altri tre punti, con una certa apprensione finale. L'Inter è davvero in fuga a +11 sul Milan. Gioca maluccio da quattro o cinque partite, ma continua a fare bottino pieno. È l'anno buono e crepi la scaramanzia. 

domenica 4 aprile 2021

Giro delle Fiandre 2021: vince Asgreen. Van der Poel secondo

Ronde Van Vlaanderen 2021

A circa 25 km dal traguardo, attacca Asgreen, subito seguito dai grandi favoriti Van Aert e Van der Poel. Alaphilippe resta dietro. È Van der Poel a scattare a 17 km dall'arrivo. Cede Van Aert, mentre Asgreen rinviene sull'olandese. Van Aert ha un sussulto d'orgoglio e si rimette in caccia dei due battistrada ai -10 km da Oudenaarde. Ma, forse, è tardi. Van der Poel, che sostiene il peso della fuga, e Asgreen guadagnano. Ai -3, dietro, attacca Van Avermaet. Ultimo chilometro. Van der Poel e Asgreen si marcano. A sorpresa vince Asgreen, che rimonta Van der Poel negli ultimi 50 metri. Terzo Van Avermaet, quarto Stuyven, quinto Vanmarcke, solo sesto Van Aert. È probabile che Van der Poel e Van Aert comincino a pagare le grandi fatiche della stagione del ciclocross. Ora, riposeranno, perché la Parigi-Roubaix, rinviata, si correrà in ottobre. 

sabato 3 aprile 2021

Bologna-Inter: 0-1. Lukaku

Partita piena di errori tecnici, forse favorita dalla stanchezza, che zavorra i molti reduci nerazzurri dalle nazionali. È Lukaku a sbloccare il risultato. Colpo di testa su cross di Bastoni, respinto dal portiere del Bologna e poi dal palo fino alla ribattuto sulla linea del centravanti belga. Il Bologna però c'è.  E sfiora il gol a fine primo tempo e all'inizio della ripresa, per errori di marcatura di Lautaro e Skriniar. Escono Eriksen, Young e Lautaro per Gagliardini, Darmian e Sanchez. L'Inter soffre fino alla fine. Molto imprecisi Barella e Hakimi, che vanificano molti contropiede. Entra anche Cecina per Barella. Arrivano i tre punti, ancor più preziosi visti i pareggi di Milan e Juventus.

martedì 30 marzo 2021

Storia dei Campionati Europei di calcio: 1.

Il fascino dei Mondiali è tutt'altro. Più storia, più competizione, più talento, soprattutto quello sudamericano. Tuttavia, i Campionati Europei di calcio hanno ormai 61 anni e tanto da raccontare. Nacquero per sostituire la Coppa Internazionale, che, alla fine degli anni '20, aveva opposto le migliori squadre nazionali dell'Europa centrale, il che voleva dire le migliori nazionali europee tout court, con l'eccezione degli inglesi che, credo a torto, si ritenevano superiori a tutti gli altri e disertavano anche i Mondiali. E il primo successo (edizione 1927-30), aveva arriso proprio all'Italia di Vittorio Pozzo, illuminata, nelle ultime partite della competizione, dal genio irripetibile di Giuseppe Meazza. L'Italia rivinse nel 1935, mentre nel 1933 si era imposta l'Austria, il Wunderteam allenato da Hugo Meisl e guidato dal centravanti esile Sindelar. Sindelar, con il detto Meazza e l'ungherese Sarosi fu per un decennio il faro del calcio europeo e, allora, mondiale. Dopo la Seconda Guerra, la Coppa Internazionale tornò, registrando il successo dell'Ungheria favolosa di Puskas, nel 1953, e della Cecoslovacchia, proprio nel 1960. Altre nazioni, però, come Francia e Spagna, si facevano strada, mentre Austria e la stessa Ungheria, privata dei suoi migliori fuoriclasse ripiegati all'estero dopo l'invasione dei carri armati sovietici del 1956, si avviano ad entrare in un cono d'ombra.

 

domenica 28 marzo 2021

Giro delle Fiandre 2021: borsino favoriti

Ronde van Vlaanderen domenica di Pasqua 4 aprile 2021

Dopo la perentoria affermazione alla Gand-Wevelgem, Van Aert rinforza la sua candidatura al successo nel prossimo Giro delle Fiandre, tra muri e pavé. Dovrà vedersela anzitutto con il grande rivale olandese Van der Poel. Ecco il borsino dei favoriti dell'edizione n. 105 della Ronde van Vlaanderen, che si annuncia quanto mai combattuta e spettacolare. 

  1. Van Aert *****
  2. Van der Poel ****
  3. Sagan ***
  4. Trentin ***
  5. Alaphilippe **
  6. Vanmarcke **
  7. Stuyven **?
  8. Pidcock **
  9. Pedersen**
  10. Asgreen ** 
  11. Van Baarle **
  12. Gilbert *
  13. Bettiol *

Gand-Wevelgem: Van Aert vince davanti a Nizzolo, Trentin e Colbrelli

Edizione n. 83 della Gand-Wevelgem (Gent-Wevelgem). Corsa selettiva. È il grande favorito della vigilia, il belga Van Aert, a trionfare precedendo Nizzolo, Trentin, che replica il piazzamento dello scorso anno, e Colbrelli, in una giornata che avrebbe potuto essere memorabile per i colori azzurri. Troppo forte Van Aert, però. 

giovedì 25 marzo 2021

Italia-Irlanda del Nord: 2-0. Berardi, Immobile

Prima partita di qualificazione ai mondiali del 2022 per l'Italia di Mancini. Avversari modesti. Italia a basso ritmo. È Insigne, ormai leader maturo, a illuminare, liberandosi spesso sulla trequarti. Vantaggio firmato da Berardi, cui segue il gol di Immobile, facilitato da un'indecisione del portiere nordirlandese. Discreto primo tempo. Nella ripresa, azzurri troppo imprecisi. Il risultato non cambia. 

martedì 23 marzo 2021

Il calcio di strada: la ricchezza svanita

C'era una volta il calcio di strada, il calcio da strada. Era una necessità, essendo il campo da calcio, per molti, un sogno, una chimera, un'opportunità per pochi. Ora, intendiamoci, non dico che i campetti in erba sintetica, dove vengono allevate le nuove generazioni di futuri calciatori, siano da disprezzare. Non dico questo. Tuttavia, la rarefazione del calcio di strada ha determinato la caduta verticale non soltanto della qualità tecnica, ma anche dell'estro, dell'inventiva, insomma di tutte quelle risorse cui le difficoltà e gli ostacoli costringono ad attingere. 

Giocare sulla terra battuta, in mezzo all'erba alta, sulla spiaggia o sull'asfalto, interrotto, qua e là, da buche e bucherelle, beh, era un esercizio continuo all'imprevisto, una sollecitazione ripetuta alla destrezza, un invito costante alla ricerca e al mantenimento dell'equilibrio. Non cadere, non farsi male, non strapparsi la tuta, era l'imperativo morale che guidava i giovani calciatori fino ad una trentina d'anni fa. E, allora, non deve stupire che, proprio dalla strada, in mezzo a quelle difficoltà quasi dickensiane, siano germogliati i maggiori talenti del calcio italiano e non solo. Quelli che, obbligati ad usare un muretto per chiudere un triangolo, quelli che, riusciti ad addomesticare non dico un Tango o un SuperSantos, ma persino un SuperTele, trovavano poi facile, se non banale, calciare un pallone regolamentare, molto più docile. 

Meazza veniva dalla strada, come Valentino Mazzola. E dopo, i Rivera, i Mazzola, i Riva, al più vennero dall'oratorio, dalla terra battuta o dal cemento. Fu lì che impararono a schivare i colpi, ad anticiparli. Lì appresero il colpo d'occhio, la divinazione delle traiettorie. Ancora gli ultimi talenti più puri del calcio italiano è su campetti improvvisati, lontanissimi da quelli odierni, che avviarono il loro apprendistato calcistico. Mancini e Roberto Baggio, Zola e Del Piero, Totti e Cassano. Non uno di loro ha iniziato diversamente. Imparando a stare in piedi senza la consolazione di un atterraggio sull'erba sintetica. Questo manca oggi al calcio italiano. Questa gavetta. Poi, sì, ad un certo punto, si rendono necessarie anche le strutture, i completini e le mantelline. Sì, ma più avanti nel tempo. 

Cosa se ne può concludere? Nulla. La mia è una mera costatazione. La nostra povertà d'un tempo - anche solo quella di campi e strutture e scuole calcio - era, per una di quelle contraddizioni della vita che oggi faticheremmo ad ammettere, la nostra ricchezza. Era il nostro romanzo di formazione. L'avversario da affrontare e vincere, l'Uriah Heep che guardava male David Copperfield. Oggi, tutto questo non c'è più. C'è tutto il resto. L'organizzazione, non dappertutto, ma da tante parti sì, la tattica, le diagonali, il fuorigioco. Da subito. Come in Olanda, come in Svezia. Soltanto che il calcio - molti l'hanno dimenticato - prima di essere uno sport, è un gioco. O un giuoco, come si diceva.