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martedì 14 luglio 2026

Francia-Spagna 0-2: Spagna in finale

A Dallas, alle 21:00 in Italia, va in scena la prima semifinale dei mondiali 2026, tra Francia e Spagna. In vantaggio gli spagnoli nel primo tempo: Oyarzabal trasforma un rigore, provocato ingenuamente da Digne, che scalcia Lamine Yamal. Gli spagnoli addormentano la gara con il loro palleggio e nella ripresa raddoppiano con Pedro Porro, dopo il più classico dei triangoli. Tanti francesi sotto tono e costretti a correre a vuoto. Pesa anche l'assenza di un centravanti di ruolo. Vince infine la Spagna, che è la prima finalista di questo mondiale nordamericano. 


Il calcio è un gioco con regola precise. Un grande centrocampo prevale su un grande attacco. Un centrocampista in più a Deschamps, che ne ha convocato solo cinque, avrebbe fatto comodo questa sera. Ma il ct francese ha insistito con il suo 4-2-3-1. E il centrocampo spagnolo, in superiorità numerica - e tecnica - ha maramaldeggiato.

mercoledì 29 aprile 2026

Psg-Bayern Monaco 5-4: classe ed errori

Partita quanto mai spettacolare, capace di tenere avvinta anche la generazione impaziente dello smartphone. Continui colpi di scena e rovesciamenti di fronte, gol e occasioni sprecate. Contropiede rapidissimi. Calciatori dalla tecnica, attenzione tecnica in velocità, davvero straordinaria: su tutti Olise, ma anche Luis Diaz, mai così forte in carriera, Dembélé, Doué e il tonitruante Kvaratskhelia. Il risultato finale di 5-4 rimanda alla Coppa dei Campioni degli inizi, quando l'attenzione tecnica e la prudenza difensiva erano una prerogativa quasi soltanto italiana. La finale del 1960, che vide la quinta affermazione consecutiva del Real Madrid di Santiago Bernabeu, per esempio, terminò 7-3 per gli spagnoli, che travolsero l'Eintracht Francoforte: tripletta di Di Stefano, quaterna di Puskas. Un altro calcio. Che ritorna. Con il talento al centro del villaggio e l'abdicazione, penso soprattutto al Bayern, a una sapiente organizzazione difensiva. Con la difesa a ridosso della linea del centrocampo, i tedeschi si sono esposti alle controffensive rapidissime dei francesi. Un rischio calcolato? Se sì, calcolato male. Già c'era cascata l'Inter di Simone Inzaghi lo scorso anno. Solo Kimmich e il grandissimo Harry Kane, nel Bayern, hanno giocato con un'idea davvero matura del gioco, con consapevolezza della posizione e delle distanze. Ha vinto il Psg di misura. Al ritorno, tutto è ancora possibile. Fossi in Kompany, però, terrei la retroguardia dieci, almeno cinque, metri più indietro. Perché non sempre lo spettacolo assicura il risultato.