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lunedì 21 settembre 2026

Serie A 2026/27: il punto dopo la 5^ giornata. In testa Roma, Inter e Lazio

Tre squadre in testa alla classifica. Roma e Inter, dopo il pareggio scoppiettante dello scontro diretto di sabato, e la Lazio di Gattuso, che, dopo l'esordio imbarazzante in Coppa Italia, ha trovato un equilibrio destinato a durare. Quello di Frattesi, a segno nelle prime tre gare del campionato, è stato un grande colpo.


La Roma di Gasperini è più matura rispetto alla passata stagione, ha in Koné l'anima del centrocampo, ma soprattutto ha in Dybala, ormai rifinitore a tempo pieno, il perno di un gioco che funziona.


L'Inter resta la più forte, per interpreti e qualità del gioco, ma paga una certa svagatezza, che si manifesta soprattutto a inizio partita, e l'assenza di marcatori puri in difesa. Per vincere lo scudetto, servirà subire meno gol e imparare a gestirsi quando il pallone è degli avversari.


Juve e Milan, entrambe vittoriose nella quinta giornata appena terminata, mi sembrano ancora cantieri aperti. 


Le sorprese del campionato, per ora, sono Cagliari e Frosinone, rispettivamente capaci di 12 e 10 punti sui 15 a disposizione. Deludono, invece, Napoli e Atalanta, già staccate dal vertice. Poi, c'è il Como, che è forte, ha un sistema di gioco collaudato, ma dovrà confrontarsi con l'impegno, assai dispendioso, della Champions League. 


Ora pausa di due settimane per gli impegni delle nazionali. Alla ripresa, si capirà di più.


Classifica della Serie A 2026/27 (dopo la 5^ giornata)

1. Roma (13 pt)

11. Atalanta (6 pt)

2. Inter (13 pt)

12. Lecce (6 pt)

3. Lazio (13 pt)

13. Udinese (4 pt)

4. Cagliari (12 pt)

14. Torino (4 pt)

5. Milan (11 pt)

15. Parma (4 pt)

6. Frosinone (10 pt)

16. Monza (4 pt)

7. Juventus (10 pt)

17. Fiorentina (4 pt)

8. Como (10 pt)

18. Bologna (2 pt)

9. Napoli (7 pt)

19. Genoa (1 pt)

10. Sassuolo (7 pt)

20. Venezia (0 pt)

 


domenica 20 settembre 2026

Montréal 2026: Evenepoel oro a cronometro

Quarto oro consecutivo per Remco Evenepoel, nella prova a cronometro dei mondiali di ciclismo. Battuti Ganna, secondo, e Seixas, terzo. È il più forte contro il tempo, si sa. Detto questo, la prova a cronometro, ai mondiali  continua a non appasionarmi. Vi partecipano in pochi. Per lo meno, ha vinto il migliore.

sabato 19 settembre 2026

Roma-Inter 2-2: Lautaro salva l'Inter

Ancora due gol concessi in avvio, come con Real Madrid, Napoli e Udinese. L'Inter va sotto due volte anche contro la Roma: doppietta di Konè. E gioca maluccio. In particolare, Curtis Jones appare spaesato. Nella ripresa accorcia le distanze Lautaro, che avvia e conclude una combinazione con Thuram. Più tardi segna ancora il capitano nerazzurro con un tiro rabbioso da centro area. L'Inter, nel giorno della scomparsa di Mazzola, non poteva perdere. Ci ha pensato Lautaro, che di Mazzola è degno erede, a propiziare un pareggio comunque importante contro quella che potrebbe essere la vera rivale per lo scudetto. 

In morte di Sandro Mazzola. Leggenda dell'Inter e della nazionale italiana

Un padre, la fascia di capitano al braccio, entrava in campo con il figlio, tra gli applausi. Questa è la prima fotografia di Alessandro Mazzola, detto Sandro, figlio di Valentino, capitano del Grande Torino. L'Italia era appena uscita dalla tragedia della seconda guerra mondiale. Quel Torino, che vinceva sempre, con Bartali e Coppi nel ciclismo, era il simbolo di una rinascita che, nonostante le immense difficoltà della ricostruzione, era creduta certa. Sandro Mazzola viveva a Torino con il padre, che era già leggenda e contendeva a Moreno e Pedernera, stelle della maquina del River Plate e al brasiliano Zizinho, primo idolo di Pelé, il titolo di miglior calciatore del mondo. Cosa passava nella testa del piccolo Mazzola? Cosa capiva delle grida di una folla urlante, che idolatrava il padre? La madre e il fratello più piccolo, Ferruccio, dopo la separazione dei genitori, erano rimasti a vivere in Lombardia, a Cassano d'Adda. Sicché Valentino non era soltanto il condottiero a tutto campo di una squadra irripetibile e irresistibile, ma anche tutta la sua famiglia quando, il 4 maggio del 1949, perse la vita a Superga, collina sopra Torino, di ritorno da una trasferta in Portogallo, dopo un'amichevole con il Benfica. Valentino Mazzola e il Grande Torino se ne andarono così, tra lo sgomento e l'incredulità. Sandro, a sei anni e mezzo,  aveva perduto il padre. E quella mano che l'aveva condotto nei primi anni di una vita che avrebbe sempre rimpianto. 


La madre lo riprese con sé. E cominciò una nuova storia. Il calcio, va da sé, l'aveva nel sangue. Si interessò a lui e al fratello, Benito Lorenzi, detto Veleno, centravanti dell'Inter di Masseroni, tanto spigoloso in campo quanto generoso nella vita, legato al ricordo di Valentino. Grazie a lui, Mazzola entrò presto nella famiglia dell'Inter.


Quando si fece più grandicello, con il cognome pesante che aveva, i confronti con il padre leggendario erano difficili da sostenere. Tanto Valentino era stato forte fisicamente altrettanto Sandro era - o sembrava - gracile. Possedeva, tuttavia, altre qualità, che presto anche gli scettici avrebbero scoperto. Nel 1960, cominciava il sesto anno della presidenza di Angelo Moratti ed era arrivato dal Barcellona Helenio Herrera e Mazzola, all'ultimo anno delle superiori, cominciava a suscitare l'interesse della prima squadra. Le spalle e il tronco non erano possenti, ma era cresciuto fino a 1,78 metri e aveva cosce e gambe fortissime: nessuno avrebbe potuto ancora dire se e cosa avrebbe fatto nel calcio. L'Inter, che Herrera inizialmente schierava in modo spregiudicato, alla ricerca continua del gol, non era ancora la Grande Inter, ma stava per diventarlo: il tecnico argentino, refrattario a ogni dogmatismo tattico, era pronto a convertirsi al gioco all'italiana, a schierare Picchi libero e valorizzare il contropiede. Gli mancava ancora il regista capace di avviarlo con i suoi lanci fulminei, Luisito Suarez. Questione di mesi. In campionato, i nerazzurri contesero alla Juve il titolo, fino alla trasferta torinese del ritorno. Invasione di campo e conseguente, sacrosanto, 2-0 a tavolino per l'Inter. Quel risultato, con Umberto Agnelli presidente Figc, fu incredibilmente revocato e si ordinò la ripetizione della partita. Angelo Moratti rigettò la decisione e decise di far giocare la partita alla formazione Primavera. Vinse la Juve per 9-1, con 6 gol di Sivori. Il gol della bandiera nerazzurra portava però una firma clamorosa e commovente: aveva segnato, su rigore, il diciottenne Sandro Mazzola. Cominciava così la sua formidabile avventura da professionista. 


Da lì al 1977, 572 partite e 162 gol con l'Inter. Quattro scudetti (1963, 1965, 1966, 1971), due Coppe dei Campioni (1964, 1965), due Coppe Intercontinentali (1964, 1965). Divenne, Sandro Mazzola, un calciatore proverbiale. Prima attaccante velocissimo, pronto a sfruttare, con Jair, i lanci millimetrici di Suarez o i passaggi filtranti di Mariolino Corso, poi, dal 1967, mezzala di qualità eccelsa, il dribbling come tratto distintivo, il tiro secco, sempre in anticipo, come sigillo di un gioco comunque verticale.


La doppietta contro il Real Madrid nella finale di Coppa dei Campioni nel 1964, al Prater di Vienna. Di fronte Di Stefano e Puskas, Gento e Santamaria. Tutti capiscono, egli per primo, che Sandro Mazzola non è Valentino ma è degno di lui. Per un decennio abbondante sarà, Sandro Mazzola, uno dei più forti calciatori del mondo. Anche con la nazionale. Campione d'Europa nel 1968, vice campione del mondo, nel 1970 in Messico, dopo la famosa staffetta con Rivera, con il quale anima una rivalità letteraria: Inter di qua, Milan di là. Coppi e Bartali, Mazzola e Rivera, Benvenuti e Mazzinghi, Saronni e Moser. La storia dello sport italiano. Simbolo della Grande Inter, vince anche dopo l'addio di Herrera. Nel 1971 è il capitano dei nerazzurri scudettati, che rimontano il Milan, con Invernizzi in panchina. Si ritira nel 1977 e subito diventa dirigente, con Fraizzoli presidente. Porta all'Inter, dal Brescia, Altobelli e Beccalossi, richiama Zenga e saluta, arrivato Pellegrini, con Karl Heinz Rummenigge. Ritorna all'Inter con Moratti, nel 1995: nel 1997 conclude il passaggio in nerazzurro di Luis Nazario da Lima, in arte Ronaldo


Il gol in serpentina contro il Vasas Budapest, Coppa dei Campioni, dicembre 1966, quello in nazionale contro la Svizzera, dopo sei palleggi consecutivi, nel 1970, sono due immagini, fra molte altre, incancellabili di un calciatore leggendario che ha caratterizzato non solo la storia di questo sport ma un'epoca. Ma forse, più di questi, andrebbe ricordato il gol nella semifinale d'andata di Coppa dei Campioni del 1964, a Dortmund. Mazzola converte in gol un cross di Jair con un magnifico tuffo baso di testa, in anticipo sul marcatore tedesco: coordinazione acrobazia e coraggio a sublimare una tipica azione di quell'Inter tutta verticale. Brera lo considerava, appena meno di Rivera, un abatino. Sbagliava e sbagliava di grosso. Mazzola aveva, all'occorrenza, anche un coraggio leonino. E doti precipue di leadership. Quando, in nazionale, era necessario un confronto con gli avversari, era lui che parlamentava per tutti. Per Rivera e Riva, per Facchetti e De Sisti fino a Chinaglia.


Con la nazionale italiana, 70 partite e 22 gol. Secondo al Pallone d'Oro, cui fu candidato 9 volte, nel 1971, dietro Cruijff e davanti a George Best.


Gli anni '60, in particolare, non si possono raccontare senza pensare a Mazzola e alla Grande Inter: Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi, Jair, Mazzola, Peirò, Suarez e Corso. Che la terra gli sia lieve. 

lunedì 14 settembre 2026

Montréal 2026: i favoriti del mondiale di ciclismo

Meno di due settimane ai prossimi mondiali di ciclismo su strada: la prova in linea maschile prenderà il via domenica 27 settembre. Quest'anno si correrà in Canada, a Montréal. Mancherà Pogacar, caduto alla Vuelta. Remco Evenepoel si annuncia grande favorito, ma dovrà guardarsi dalla concorrenza interna nella nazionale belga di Wout Van Aert, e da Mathieu Van der Poel. Ecco il borsino dei favoriti.

  1. Evenepoel *****
  2. Van Aert ****
  3. Van der Poel ****
  4. Del Toro ***
  5. Seixas ***
  6. Pidcock **
  7. Roglic **
  8. Healy **
  9. Ciccone *
  10. Enric Mas *
  11. Simmons *
  12. Finn * 

Inter-Udinese 5-3

Inter ridisegnata da Chivu, troppo direi, con Pio Esposito al posto di Lautaro e Mkhitaryan al fianco di Zielinski. L'Udinese passa con Abankwah, che salta indisturbato, e poi raddoppia con Ekkelenkamp: Diouf sbaglia un disimpegno ma Pepo Martinez è goffo nel tentativo di respingere il tiro facile dell'olandese. L'Inter, trascinata da Bastoni, reagisce e accorcia le distanze con un bellissimo mancino incrociato, da fuori area, Carlos Augusto. È invece Barella, caparbio prima preciso poi, a trovare la rete del pareggio. Intervallo.  Nella ripresa, Inter subito dominante. Mkhitaryan spreca, ma bravo anche il portiere Ndoye. Da un contropiede di Diouf, nasce il gol del sorpasso di Thuram. Si fa male Stones, entra Pavard. Fuori anche Mkhitaryan per Curtis Jones. Proprio l'inglese avvia una splendia azione, che Zielinski rifinisce per il diagonale vincente di Pio Esposito. C'è gloria anche per il subentrato Bonny, che firma il 5-2 per l'Inter. Esce un ottimo Zielinski ed entra Stankovic. Appena l'Inter si rilassa  subisce un altro gol. Finisce 5-3 per i nerazzurri, che, ferma la grande forza offensiva, devono evitare in futuro errori di concentrazione in difesa. A cominciare dalla prossima partita con la Roma. Non si possono sempre regalare gol agli avversari. 

domenica 13 settembre 2026

Us Open 2026: vince Zverev

Dopo il successo al Roland Garros, arriva il secondo titolo dello Slam per il tedesco Zverev, che batte Shelton in quattro set e si aggiudica gli Us Open 2026.

Gp Montreal 2026: vince Del Toro

Al Gp di ciclismo di Montreal va in scena un duello destinato a ripetersi spesso nei prossimi anni  tra Del Toro e Seixas. In volata  la spunta il messicano, ma il talento francese conferma tutte le sue grandi qualità. A una trentina di secondi, Evenepoel è quinto, Pidcock sesto e Ciccone settimo.

Vuelta a España 2026: ha vinto Enric Mas. La classifica finale

Enric Mas ha vinto la Vuelta a España 2026. È il primo successo dello spagnolo nella corsa a tappe di casa, dopo tre secondi posti (nel 2018, dietro Simon Yates, nel 2021, dietro Roglic e nel 2022, dietro Evenepoel). Il ritiro fi Pogacar gli ha concesso una grande occasione  ma Enric Mas è stato bravissimo a sfruttarla. Uno spagnolo torna vincere la Vuelta 12 dopo 12 anni dal trionfo di Alberto Contador nel 2014. A completare il podio,  il sempiterno Roglic, a 2'15" e l'austriaco Felix Gall, a 2'44". Nella tappa conclusiva, per la cronaca, successo del danese Johannessen.

Classifica generale finale:

  1. Enric Mas (SPA)
  2. Primoz Roglic (SLO) a 2'15"
  3. Felix Gall (AUT) a 2'44"
  4. Richard Carapaz (ECU) a 6'54"
  5. Sepp Kuss (USA) a 8'45"
  6. Oscar Onley (GBR) a 9'28"
  7. Jakob Omrzel (SLO) a 10'38"
  8. Clement Berthet (FRA) a 11'41"
  9. Carlos Rodriguez (SPA) a 11'59"
  10. Harold Tejada (COL) a 12'51"


sabato 12 settembre 2026

Gp Quebec: vince Evenepoel

Prove di mondiale. Il Gp del Quebec va a Remco Evenepoel, che batte allo sprint un ottimo Giulio Ciccone. Mi domando come il Belgio potrà perdere il campionato del mondo di ciclismo  assente Pogacar. E mi rispondo che non sarà facile far convivere due assi come Evenepoel e Van Aert.

Collado del Alguacil: vince Landa

Guizzo d'orgoglio di Mikel Landa, quasi 37 anni, che conquista la ventesima tappa della Vuelta a España, a Collado de Alguacil. Enric Mas resta in maglia rossa alla vigilia dell'ultima frazione di domani.

venerdì 11 settembre 2026

Richard Sears: vincitore dei primi 7 Us Open

Le prime sette edizioni degli Us Open - mentre scrivo è in dirittura d'arrivo l'edizione del 2026 - furono tutte conquistate da Richard Sears, studente di Harvard, che realizzò l'impresa senza perdere un solo set. Fu aiutato dalla regola che qualificava il vincitore del torneo direttamente alla finale del successivo.


Era un altro mondo e un altro tennis, giocato con abiti eleganti, meno a che a Londra certo, e racchette per nulla sofisticate. Sears fu tra i primi a seguire a rete la battuta. Il che richiedeva un gran colpo d'occhio e molta sensibilità di tocco, considerato che serviva ancora da sotto la spalla, con poca potenza. Dall'altra parte dell'Atlantico, i fratelli inglesi Renshaw, suoi coetanei, furono infatti i primi a iniziare il gioco colpendo la pallina lanciata verso l'alto.


Sears vinse, nel singolare, le edizioni dal 1881 al 1887 e, nel doppio, quelle dal 1882 al 1887: complessivamente tredici titoli dello Slam, che ancora nessuno chiamava così. 


Sears dominò sui campi, rigorosamente in erba, di Newport, nel Rhode Island, dove i campionati americani di tennis si svolgevano e si sarebbero tenuti sino al 1914, prima che la competizione, cresciuta molto nell'interesse e nel pubblico, migrasse a New York.


La superficie sarebbe rimasta l'erba fino al 1974, per passare alla terra verde dal 1975 al 1977 e poi al cemento dopo di allora e fino a oggi. 


Richard Saers, con William Larned e Bill Tilden detiene ancora oggi il primato di vittorie nello Slam statunitense. Non era del livello dei contemporanei inglesi Renshaw. Quando giocò in Europa, tra Inghilterra e Irlanda, nel 1884, collezionò diverso sconfitte, mostrando un tennis meno robusto e colpi meno incisivi degli avversari del vecchio continente. Resta, tuttavia, Richard Sears, detto Dick, il primo grande tennista americano della storia.


giovedì 10 settembre 2026

Enric Mas ha le mani sulla Vuelta

Veniva considerato il maggior ostacolo, la cronometro odierna, tra Enric Mas e il sospirato successo alla Vuelta a España 2026. Invece, sul traguardo di Jerez de la Frontera, lo scalatore spagnolo ha ceduto solo a 33" a Roglic, che la Vuelta l'ha vinta quattro volte ed è secondo in classifica. A più di un minuto e mezzo. Prima di sfilare a Granada, ci saranno due tappe di montagna ed è davvero difficile immaginare che la maglia rossa finale possa sfuggire a Mas, ormai impaziente di cedere il titolo di eterno piazzato. Per la cronaca, vincitore di giornata è stato lo svizzero Küng.

mercoledì 9 settembre 2026

Brennan e il ciclismo britannico

C'era una volta il ciclismo britannico, che, sino alla fine degli anni '90 del secolo scorso, era ai margini del grande ciclismo.


Escluso Tom Simpson, poi tragicamente scomparso nel 1967 sul Mont Ventoux, dopo aver però vinto Sanremo, Fiandre, Lombardia e il mondiale del 1965, i corridori professionistici britannici, su strada, avevano raccolto poco o niente. Qualcosa l'italo-inglese o anglo-italiano Maximilian Sciandri.


Gli anni 2000 hanno cambiato tutto. Intanto con Cavendish, velocista principe, una lunga carriera, 35 tappe al Tour, record, 55 nei grandi Giri, un mondiale, una Sanremo.


Poi sono arrivati, con gli anni '10, i successi finali nei grandi Giri. Sei Tour de France (4 Froome, uno Wiggins, uno Thomas), tre Giri d'Italia (1 Froome, 1 Geoghegan Hart, uno Simon Yates), tre volte la Vuelta (2 Froome, 1 Simon Yates). E altri successi e piazzamenti di prestigio, quelli di Adam Yates, gemello di Simon, sul podio del Tour e vincitore, fra l'altro, a San Sebastiàn, Hugh John Carty, terzo alla Vuelta, Tom Pidcock, pure lui terzo alla Vuelta, ma anche secondo alla Sanremo e vincitore di varie classiche, senza dimenticare Onley, che va fortissimo nelle corse a tappe.


Insomma, negli ultimi 20/25 anni, il ciclismo d'Oltremanica, ha compiuto un imprevedibile salto di qualità, scalando posizioni su posizioni a ridosso del vertice. Proprio mentre declinava, sopratutto negli ultimi dieci anni, il ciclismo italiano. Ne scrivo oggi per segnalare i cinque successi di tappa colti alla Vuelta in corso dal ventunenne inglese Matthew Brennan, che dimostrano e conferma la tendenza sopra descritta. Dalla Gran Bretagna continuano a venire fuori campioni o comunque buoni corridori, quelli che, alle nostre latitudini, si vedono sempre meno. Perché? Difficile dirlo. Aggiungo solo che molti di loro, dei britannici intendo dire, crescono in pista, vincono, poi passano su strada e continuano a vincere. 

martedì 8 settembre 2026

Real Madrid - Inter: 2-1

Parte la Champions League 2026/27. L'Inter di Chivu rende visita al Real Madrid di Mourinho. Sfida carica di storia e di fascino. 


L'Inter parte bene, costantemente nella metà campo avversaria, ma non capitalizza le occasioni che crea. Courtois è in serata, ma i nerazzurri sono imprecisi. Poi Jones serve un pallone scomodo a Bisseck, che lo perde malamente, Mbappé ne approfitta segna. Poco dopo, il Real raddoppia che con Valverde, che sottrae il pallone a un presuntuoso Josep Martinez, che vorrebbe dribblarlo nell'area piccola. Errore imperdonabile, non sufficientemente riscattato dalle parate successive, che almeno impediscono ai madridisti di dilagare. L'Inter resta in partita, crea ma non segna. Barella, Calhanoglu e Thuram  tutti poi sostituiti, sono sotto tono. L'Inter accorcia le distanze con Carlos Augusto, servito da Lautaro. Ma il pareggio non arriva. Sconfitta all'esordio. Il Bernabeu, dove l'Inter ha vinto solo nel 1967, resta stregato.

domenica 6 settembre 2026

Vuelta 2026: a Cordoba bis di Van Aert

Secondo successo in questa Vuelta a España 2026, quinta in assoluto nella corsa a tappe spagnola, per l'asso belga Wout Van Aert, che si è imposto a Cordoba, traguardo della quindicesima tappa. 

sabato 5 settembre 2026

Inter-Napoli 3-2: decide Lautaro!

Partita subito intensa, con occasioni da una parte e dall'altra. Fino alla traversa colta da Dimarco su punizione a fine primo tempo. Nella ripresa, comincia meglio il Napoli che trova un doppio vantaggio con Politano e Hojlund. L'Inter non molla e accorcia con Lautaro, che finalizza un cross di Dimarco. Thuram, di testa, pareggia. Nel recupero  Lautaro, di sinistro in spaccata, segna il gol del definitivo sorpasso nerazzurro. Devo ripetermi: Curtis Jones è forte.

venerdì 4 settembre 2026

Vuelta 2026: Van Aert vince a Loja

Dopo alcuni tentativi non riusciti, arriva il primo successo di Van Aert alla Vuelta a Espana 2026: il belga, con una volata imperiale, s'impone sul traguardo della tredicesima tappa a Loja, battendo il francese Valentin Paret-Peintre. Sempre in maglia rossa, Enric Mas, che confida di poter vincere, dopo tante piazze d'onore, la prima grande corsa a tappe della carriera. Per Van Aert, invece, si è trattato della quarta della carriera conquistata alla Vuelta.

domenica 30 agosto 2026

Cagliari-Inter 0-1

Inter presto in vantaggio con una scaltra conclusione da fuori area di Calhanoglu. Poi inizia il festival degli errori di miea nerazzurra. Sprecata una decina di occasioni, peraltro mal contate. E così il Cagliari resta in partita sino alla fine. Servirà maggior cinismo. Detto questo, Curtis Jones, che ha esordito nella ripresa, è forte. Grande partita di un Barella tirato a lucido.

sabato 29 agosto 2026

Vuelta 2026: Pogacar cade e si ritira

Rimandato il progetto di "tripla corona". Pogacar non potrà vincere la Vuelta a España 2026. Oggi, durante l'ottava tappa, mentre era saldamente in testa alla classifica generale, Pogacar è caduto rovinosamente e ha dovuto abbandonare la corsa. La sua stagione potrebbe essere finita. Domani sarà Enric Mas a ripartire con la maglia rossa.