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venerdì 27 marzo 2026

Giro d'Italia 2026: ha vinto Vingegaard

Giro d'Italia 2026 - 8 maggio/31 maggio

Partirà dalla Bulgaria, l'8 maggio, il Giro d'Italia 2026, per concludersi a Roma il 31 maggio. Ventuno tappe e tre giorni di riposo. Una sola frazione a cronometro. Il danese Jonas Vingegaard, vincitore di due Tour de France e di una Vuelta a Espanã, è il grande favorito per il successo finale. Le speranze italiane si appuntano inizialmente sul marchigiano Pellizzari, sesto lo scorso anno. 

Il percorso (cliccate sulle singole tappe per la cronaca di giornata).

· 1^: Nessebar – Burgas (147 km) – 8 maggio (pianura)

· 2^: Burgas – Veliko Tarnovo (220 km) – 9 maggio (vallonata)

· 3^: Plovdiv – Sofia (174 km) – 10 maggio (pianura)

11 maggio I giorno di riposo

· 4^: Catanzaro – Cosenza (138 km) – 12 maggio (pianura)

· 5^: Praia a Mare – Potenza (203 km) – 13 maggio (vallonata)

· 6^: Paestum – Napoli (142 km) – 14 maggio (pianura)

· 7^: Formia – Blockhaus (245 km) – 15 maggio (montagna)

· 8^: Chieti – Fermo (156 km) – 16 maggio (vallonata)

· 9^: Cervia – Corno alle Scale (184 km) – 17 maggio (vallonata)

         18 maggio II giorno di riposo

 

· 10^: Viareggio – Massa (cronometro – 42 km) – 19 maggio (cronometro)

· 11^: Porcari – Chiavari (195 km) – 20 maggio (vallonata)

· 12^: Imperia – Novi Ligure (175 km) – 21 maggio (pianura)

· 13^: Alessandria – Verbania (186 km) – 22 maggio (vallonata)

· 14^: Aosta – Pila (133 km) – 23 maggio (montagna)

· 15^: Voghera – Milano (134 km) – 24 maggio (pianura)

         25 maggio III giorno di riposo

 

· 16^: Bellinzona – Carì (113 km) – 26 maggio (montagna)

· 17^: Cassano d'Adda – Andalo (154 km) – 27 maggio (vallonata)

· 18^: Fai della Paganella – Pieve di Soligo (171 km) – 28 maggio (pianura)

· 19^: Feltre – Alleghe (Piani di Pezzé) (151 km) – 29 maggio (montagna)

· 20^: Gemona del Friuli – Piancavallo (199 km) – 30 maggio (montagna)

· 21^: Roma – Roma (131 km) – 31 maggio (pianura)


Favoriti della vigilia

  1. Vingegaard *****
  2. Joao Almeida ****
  3. Carapaz ***
  4. Jay Hindley ***
  5. Pellizzari ***
  6. Derek Gee **
  7. Enric Mas **
  8. Van Eetvelt **
  9. Jay Vine *
  10. Santiago Buitrago *
  11. Egan Bernal *
La cronaca sintetica.
La prima tappa, sul traguardo bulgaro di Burgas, vede la vittoria del velocista francese Paul Magnier, che conquista la volata di un gruppo assottigliato da una caduta. Nella seconda tappa prime schermaglie tra i favoriti e successo finale, il primo nella storia del Giro, per un uruguaiano: Guillermo Silva, che veste la maglia rosa a Veliko. Nella terza tappa, ultima in Bulgaria, bis in volata, a Sofia, per Magnier, che batte Jonathan Milan al fotofinish. Rientrati in Italia, quarta tappa da Catanzaro a Cosenza. S'impone allo sprint Narvaez. Ciccone, terzo, è la nuova maglia rosa. Dura poco il regno di Ciccone, lasciato solo dalla squadra nella quinta tappa, caratterizzata dal maltempo. Il gruppo dei migliori cede minuti ad Arrieta, che vince la quinta tappa, e al portoghese Eulalio, che indossa la maglia rosa. La sesta frazione, da Paestum a Napoli, pare chiudersi con una volata di gruppo, ma una caduta 500 m dal traguardo lascia davanti Davide Ballerini e Stuyven: Ballerini vince. Nella settima tappa, la più lunga del Giro, da Formia al Blockhaus, la corsa si decide sulla dura salita conclusiva. Negli ultimi chilometri, Vingegaard attacca e vince. Felix Gall subito dopo a una manciata di secondo. Pellizzari, che paga l'aver seguito inizialmente il danese, chiude quarto a poco più di un minuto. Eulalio, bravo, tiene comunque la maglia rosa con oltre tre minuti di vantaggio. L'ottava tappa, caratterizzata dagli impegnativi muri marchigiani, si conclude a Fermo con il secondo successo di Narvaez. La nona  da Cervia a Vorno alle Scale, celebra invece il secondo trionfo di un oculato Vingegaard che stacca nel finale Felix Gall, prima del secondo giorno di riposo. Ancora un'ottima prova di Eulalio, che mantiene il simbolo del primato. La decima tappa, una cronometro di 42 km interamente pianeggiante, da Viareggio a Massa, vede il successo nettissimo di Ganna. Vingegaard non brilla e cede tre minuti all'azzurro. Per 27", Eulalio conserva la maglia rosa. L'undicesima tappa, dalla Toscana alla Liguria, da Porcari a Chiavari, presenta continui saliscendi che agevolano la fuga. S'impone, in una volata a due, Narvaez, al terzo trionfo in quest'edizione della corsa rosa, su Enric Mas. Nella dodicesima tappa, la volata di un gruppo molto assottigliata, è impedita dalla bell'azione da finisseur del belga Segaert, che s'impone sul traguardo di Novi Ligure. Nella tredicesima frazione, ha via libera la fuga. Tra gli attaccanti emerge con un assolo importante Alberto Bettiol. Il gruppo maglia rosa giunge al traguardo di Alessandria con oltre tredici minuti di ritardo! Nella quattordicesima tappa, da Aosta a Pila, tante salite impegnative. Sull'ultima, scatto deciso e terza vittoria per Jonas Vingegaard, che veste la maglia rosa. Eulalio non naufraga: ora é secondo in classifica generale. Bene Gall, secondo di giornata, ma anche Hindley e Pellizzari, apparso in ripresa. Nella quindicesima tappa, con arrivo a Milano, quattro fuggitivi anticipano l'annunciata volata del gruppo: vince il norvegese Lavik. Lunedì 25 maggio terzo e ultimo giorno di riposo. Nella sedicesima tappa, in territorio elvetico, da Bellinzona a Carì, va in scena il quarto attacco di Vingegaard, che frutta il quarto successo parziale del danese. Affonda Pellizzari. Nella diciassettesima tappa va via una fuga e sul traguardo di Andalo vince il danese Valgren. Nella diciottesima frazione, da Fai della Paganella a Pieve di Soligo, il gruppo arriva in volata: è il francese Magnier a vincere, calando il tris in quest'edizione del Giro. Che torna in quota venerdì 29 maggio, da Feltre ad Alleghe. Non vince Vingegaard, per una volta, ma il compagno di squadra Kuss, che la spunta tra i fuggitivi. Vingegaard sigilla il suo trionfo in questo Giro il giorno dopo, nella ventesima tappa da Gemona del Friuli a Piancavallo, cogliendo il quinto successo parziale. Nella passerella finale di Roma, dopo molte delusioni, arriva la vittoria in volata di Jonthan Milan. Vingegaard vince il Giro d'Italia 2026 davanti a Gall e Hindley. Primo degli italiani Piganzoli: notevole il suo rendimento, essendo anche stato il luogotenente del vincitore Vingegaard. Nono Damiano Caruso, che va per i 39 anni, ma resta sempre competitivo nelle corse di tre settimane.


Classifica generale finale:
1. Jonas Vingegaard (DAN) 
2. Felix Gall (AUT) a 5'22"
3. Jai Hindley (AUS) a 6'25"
4. Thymen Arensman (OLA) a 7'02"
5. Derek Gee (CAN) a 7'56"
6. Afonso Eulalio (POR) a 9'39"
7. Michael Storer (AUS) a 10'13"
8. Davide Piganzoli (ITA) a 10'52"
9. Damiano Caruso (ITA) a 11'24"
10. Egan Bernal (ITA) a 12'54"

Mondiali 2026: Bosnia-Italia

Tanta fatica per superare la modesta compagine nordirlandese. Un attacco svuotato da Retegui, che gioca, anzi, da quando c'è una mezza guerra in Iran, nemmeno gioca in Arabia. Un centrocampo, dove Locatelli è il regista meno dotato di tutta la storia azzurra, e Barella, come nell'Inter, è solo l'ombra pallida del campione che fu. Una difesa con Bastoni e Calafiori fuori ruolo. Poco, pochissimo talento. Per andare ai mondiali, servirà battere, martedì prossimo, la Bosnia del sempreverde Dzeko e di più di un calciatore interessante. Non sarà facile. Lo stato di salute del calcio italiano continua a preoccupare. Non andare ai mondiali per la terza volta di fila sarebbe deprimente. Ma, non sorprendente. Speriamo almeno in un sussulto d'orgoglio.

domenica 22 marzo 2026

Gand-Wevelgem 2026: favoriti

Ecco un borsino dei favoriti per la Gand-Wevelgem 2026. Da quanto visto alla Sanremo ieri, dovrebbero giocarsela Van Aert, Pedersen e Van der Poel.

  1. Van Aert *****
  2. Pedersen ****
  3. Van der Poel ****
  4. Girmay ***
  5. Trentin **
  6. De Lie **
  7. Jonathan Milan *

Fiorentina-Inter 1-1

Precoce vantaggio con Pio Esposito, che di testa capitalizza un bel cross di Barella. L'Inter dura altri dieci minuti  poi viene fuori la Fiorentina che sfiora il gol a più riprese. Nel secondo tempo, più equilibrio, ma Fiorentina pericolosa ad ogni affondo. Barella perde un pallone assurdo ai limiti dell'area. Errore concettuale prima che tecnico. Viola al tiro, Sommer respinge male, Ndour segna. L'Inter perde due punti preziosi per una disattenzione evitabile. Va anche detto, però, che ha giocato male a lungo, graziata da errori di mira avversari e dalla prontezza di Bisseck, il migliore tra i nerazzurri. Ancora una pessima partita di Thuram. Zielinski,  decisivo per un paio di mesi, ora è in calo. Dumfries e Calhanoglu restano lontani dalla forma migliore. O, dopo la sosta, ritrova testa e concentrazione, oppure l'Inter rischia di gettare via anche questo scudetto. 

sabato 21 marzo 2026

Milano-Sanremo 2026: vince Pogacar

Cade e ciò nonostante attacca sulla Cipressa, Tadej Pogacar. Gli resistono Pidcock e Van der Poel. L'olandese, però, non è brillante e poco dopo si stacca. Sul Poggio Pidcock resiste a Pogacar. Sono loro due a giocarsi la volata in Via Roma. La spunta Pogacar di nemmeno mezza ruota. Vince anche la Sanremo: ora sono 11 le classiche monumento conquistate in carriera per l'asso sloveno. Alla sua collezione manca solo la Parigi-Roubaix. Secondo Pidcock. Terzo un grande Van Aert, che inseguiva da solo. Pedersen quarto, vince la volata degli altri inseguitori. 

sabato 14 marzo 2026

Inter-Atalanta 1-1 : Inter danneggiata

Inter in vantaggio dopo quasi mezz'ora: sinistro vincente di Pio Esposito su assist di Barella. Il pareggio atalantino arriva nella ripresa, ma è viziato da un fallo su Dumfries, spinto mentre era in precario equilibrio. Poi ci sarebbe anche un rigore solare su Frattesi, che riceve un calcione. Risultato alterato da due errori imbarazzanti. Insomma, siamo alle solite. Pare che l'Inter nemmeno questo scudetto debba vincere. Sembra di essere tornati al 1998 o al 2002. Marotta dovrebbe protestare vibratamente. Poi resta la pessima partita di Thuram, che non ha tenuto un pallone e sbagliato il gol del raddoppio. 

domenica 8 marzo 2026

Milan-Inter 1-0

Si comincia malissimo con Sommer che regala palla e Modric che sfiora il gol. L'Inter riprende campo. In un mezzo contropiede  Mkhitaryan arriva vicino alla porta di Maignan, ma gli tira addosso: errore dilettantesco. Poco dopo Estupinan sorprende Luis Henrique e trova il gol del vantaggio rossonero. Intervallo. Nella ripresa Inter poco incisiva nonostante i cambi. Dimarco calcia alto da buona posizione. Nel finale, fischio incomprensibile prima di un gol nerazzurro su calcio d'angolo. E sospetto tocco di mano di Ricci: il Var, che lo scorso anno concesse rigore alla Lazio per simile tocco di Bisseck, lascia correre. Chissà perché! Vince il Milan, che accorcia a -7 dall'Inter. Pessima partita di Bonny, Luis Henrique, Mkhitaryan e Barella. Chivu conferma i suoi limiti nella gestione degli scontri diretti. Non ho visto la grinta che sarebbe stata necessaria. Manderei tutti in ritiro, obbligandoli a riguardare,  per ore, i derby che giocava Nicola Berti.