Blog di critica, storia e statistica sportiva fondato l'11 maggio 2009: calcio, ciclismo, atletica leggera, tennis ...
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giovedì 2 luglio 2026
Belgio-Senegal 3-2: Belgio agli ottavi
Lukaku avvia e Tielemans completa la rimonta del Belgio, che supera il Senegal 3-2 e approda agli ottavi di finale. A un quarto d'ora dal termine, nessuno avrebbe potuto immaginarlo. Il Belgio aveva giocato davvero male fino ad allora. Poi il Senegal è calato e gli episodi hanno fatto il resto.
mercoledì 1 luglio 2026
Mbappé fenomenale, ma oggi è più facile segnare ai mondiali
Mbappé è formidabile. Il suo primo gol, ieri, contro la Svezia, è una sinossi efficacissima del suo grande talento. Una rapidità unica, nel controllo e nell'esecuzione. Nemmeno ha bisogno di dribblare: gli basta spostare il pallone. E, insomma, grande Mbappé. Va detto, però, che in questi mondiali, lo vado scrivendo da qualche settimana, si segna con troppa facilità.
Dal 1978 al 1998, lungo sei edizioni dei mondiali, il capocannoniere ( in ordine Kempes, Rossi, Lineker, Schillaci, Salenko e Stoichkov, fino a Suker) arrivò a segnare sei gol. Quelli che Mbappé e Messi hanno già messo a referto dopo quattro partite, il primo, e dopo tre, il secondo. Per arrivare in fondo, serviranno 8 partite e non più 7 e si può immaginare che il capocannoniere di questi mondiali 2026 chiuderà con ben più di 10 gol. Il che non succede dal 1958, 13 gol di Fontaine. E successe solo prima nel 1954, 11 gol di Kocsis. Solo che allora si giocavano sei partite al massimo per vincere il titolo.
Siamo proprio sicuri che dipenda solo dall'ipotizzato maggior talento dei goleador attuali? Messi, che gioca mondiali dal 2006, ci offre uno spunto di riflessione. Lui che segnò un gol nel 2006, nessuno nel 2010, quattro nel 2014, uno nel 2018, ne ha poi realizzati 7 nel 2022 ed già a 6 in quest'edizione nordamericana. Ora, i numeri non raccontano tutta la verità, ma non mentono. Se si segna così tanto è, anche, non solo ma anche, per l'assoluta modestia di troppe squadre presenti al mondiale. Il che, a mio avviso, toglie fascino alla massima competizione calcistica. Ricordo a me stesso che Van Basten, che era Van Basten, rimase a secco a Italia '90. Ronaldo da Lima, nel 1998, non andò oltre i quattro gol. Vorrà dire qualcosa?
martedì 30 giugno 2026
Germania eliminata. Paraguay agli ottavi
Germania sempre in affanno. Passa in svantaggio, salvo pareggiare con Havertz. La partita si trascina ai supplementari, ma il risultato non cambia. Ai rigori, girandola di emozioni. Ma i più imprecisi sono i tedeschi. Germania eliminata e, no, non sono sorpreso. Il Paraguay vola agli ottavi di finale. La crisi tedesca è profonda quanto quella italiana. La squadra del sopravvalutato Nagelsmann non ha alcuna parentela, tattica e agonistica, con la Germania coriacea e indomabile che fu.
giovedì 21 febbraio 2019
Inter-Rapid Vienna 4-0: Vecino, Ranocchia, Perisic e Politano
Apre le marcature Vecino, raddoppia Ranocchia con una volee da fuori area e triplica, nella ripresa, in contropiede, Perisic, che si ricorda di essere un grande giocatore. Poi, arrotonda Politano. L'Inter batte 4-0 il Rapid Vienna ed accede agli ottavi di finale dell'Europa League 2018/19. Che l'Inter dovrebbe provare a vincere.
giovedì 16 febbraio 2017
Villareal-Roma 0-4: tripletta di Dzeko. La Roma può vincere l'Europa League
Nettissimo successo esterno della Roma nell'andata dei sedicesimi di finale dell'Europa League 2016/17, 4-0 sul campo del Villareal, con tripletta di Dzeko. La Roma ha la squadra per vincere il trofeo. L'avrebbe avuta anche l'Inter.
giovedì 19 febbraio 2015
Inter - Celtic 3-3
Non capisco cosa Mancini voglia dimostrare, mortificando Kovacic con panchine in serie. Detto questo l'Inter non passa sull'infuocato campo del Celtic. Primo tempo scoppiettante. L'Inter nei primi venti minuti domina grazie ad un pressing alto assai efficace e va sul 2-0: Shaqiri e Palacio. Poi un'entrata intempestiva di Kuzmanovic ed un errore in chiusura di Ranocchia, sempre svagato, e di Campagnaro, autogol, propiziano il pareggio dei padroni di casa. Santon suona la carica a fine primo tempo: grandissima personalità. Allo scadere segna Palacio dopo una respinta del portiere avversario. Nella ripresa cala il ritmo. L'Inter soffre ma potrebbe chiudere in contropiede se soltanto Icardi fosse in giornata. Anonimo Guarin. Mancini passa alla difesa a tre. Gli scozzesi non mollano ed alla fine pareggiano sul solito errore difensivo nerazzurro: Dodò, come Mancini, deve andarsene.
martedì 16 dicembre 2014
Inter - Celtic Glasgow in Europa League. Come sono lontani i tempi di Jimmy Johnstone, straordinaria ala destra
La primavera del 1967 segnò la fine della Grande Inter. La sconfitta di Mantova, con papera di Sarti e la sconfitta di Lisbona, finale di Coppa dei Campioni, ad opera del Celtic Glasgow di Stein: una squadra che stava diventando leggendaria. Avrebbe vinto nove campionati scozzesi consecutivi, dal 1966 al 1974, era stata semifinalista, eliminata dal Liverpool, in Coppa delle Coppe nel 1966. E dopo il sorprendente successo sull'Inter, 2-1, dopo il vantaggio di Mazzola su rigore, il Celtic sarebbe tornato in finale nel 1970, perdendo contro il Feyenoord, per giocare ancora in semifinale di Coppa dei Campioni nel 1972, sconfitta dall'Inter, e nel 1974, sconfitta dall'Atletico Madrid. Ora, in una competizione meno nobile, l'Europa League, per di più ai sedicesimi, il Celtic torna a sfidare l'Inter. L'occasione ci consente il ricordo del giocatore simbolo di quel Celtic, l'ala destra Jimmy Johnstone, meno di 1,60 m, gracile, ma velocissimo, rapidissimo, scattante, uno dei maggiori interpreti di sempre nel ruolo. La prova provata che il calcio non è solo esercizio da corazzieri. La sintesi del fondamentale più entusiasmante: il dribbling. Ecco qualche immagine di Jimmy Johnstone.
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