giovedì 24 maggio 2018

A Prato Nevoso vince Thibaut Pinot?

Finora, ha parzialmente deluso le aspettative, a cominciare da quelle di chi scrive, Thibaut Pinot, ormai speranza matura, ha 28 anni, del ciclismo francese. Oggi, la diciottesima tappa del Giro d'Italia 2018, da Abbiategrasso a Prato Nevoso, con tanta pianura prima dell'arrivo in salita, per complessivi 196 km, dovrebbe adattarsi alle sue caratteristiche di fondista. Peraltro smanioso di cogliere un successo di tappa, che, almeno in parte, mitigherebbe la delusione per non essere riuscito a lottare fino in fondo per la maglia rosa. Come invece gli accadde lo scorso anno. Stiamo a vedere.

mercoledì 23 maggio 2018

Tortu insegue Mennea: 10"03 a Savona sui 100

Il primato italiano resta a Mennea, quel 10"01, fatto registrare alle Universiadi di Città del Messico 1979. Dove Mennea, nel mezzo giro di pista, fece addirittura il record del mondo in 19"72. Epperò, il tempo odierno di Filippo Tortu, sui 100 piani, a Savona, è straordinario: 10"03, al livello del mare. Si era già capito lo scorso anno, ora possiamo confermarlo: l'atletica leggera azzurra ha trovato, in Tortu, nato il 15 giugno del 1998, un campione destinato a fare epoca. Già dai prossimi europei.



Giro d'Italia 2018: poker di Viviani a Iseo

Quarto successo in questo Giro d'Italia 2018 per Elia Viviani, che batte in volata Sam Bennet, sul traguardo d'Iseo. Da domani, la strada torna a salire. Tre tappe di montagna, per saggiare la resistenza della maglia rosa di Simon Yates, sin qui impeccabile.

martedì 22 maggio 2018

Trento-Rovereto: vince Dennis. Terzo Tom Dumoulin, Simon Yates tiene la maglia rosa

Simon Yates ha conservato la maglia rosa, all'esito della cronometro Trento-Rovereto: perde appena 1'15", Tom Dumoulin in poco più di 34 km: sostanzialmente, 2" a km. Pessima prova di Thibaut Pinot, che cede a Froome il quarto posto in classifica generale. Avevo indicato il francese come il grande favorito del Giro d'Italia 2018.

domenica 20 maggio 2018

Lazio-Inter 2-3: Inter in Champions. Rimonta clamorosa

Icardi, su rigore, Vecino, di testa. E rimonta servita in 5 minuti da un'Inter fino a quel momento, ultimo quarto d'ora, non all'altezza del compito. Finisce 3-2  per l'Inter. L'Inter torna in Champions. Anche con fortuna. La Lazio va in Europa League.  Va bene così. Icardi, 29 gol, è capocannoniere a pari merito proprio con il centravanti biancoceleste, Immobile. Voto alla gestione di Spalletti? Tenendo conto di tutto, direi 6,5. Era fondamentale finire in Champions. 

Giro d'Italia 2018: a Sappada trionfa un Simon Yates immenso, in maglia rosa. Cede Froome. Naufraga Aru

Quindicesima tappa del Giro d'Italia 2018, terremotato dalla grande impresa firmata da Froome sullo Zoncolan. Oggi, si parte da Tolmezzo e si arriva a Sappada. Continui saliscendi, frazione dura. Attacco deciso del tedesco Nico Denz. Sulla penultima ascesa, attacca la maglia rosa di Simon Yates, dimentico di ogni strategia. O sta benissimo, ed è ben possibile, o rischia di saltare. Di certo, ha un coraggio ragguardevole lo scalatore inglese. Tant'è che Nico Denz viene ripreso. Yates riparte e fa il vuoto. Mi pare appesantita l'azione di Tom Dumoulin, ma l'olandese ha una maschera indecifrabile. Froome sembra pagare dazio all'azione di ieri ed è in un gruppetto più dietro. Sulla penultima salita, Simon Yates transita con 18" di vantaggio. Comincia la discesa ed è Tom Dumoulin, tra gli inseguitori, a fare l'andatura. Non lo conoscevo come discesista. Ma, Simon Yates sta dipingendo le curve di una discesa parecchio tecnica, piena di tornanti. Non a caso, guadagna sugli immediati inseguitori. A 10 km dall'arrivo, la strada riprende a salire. Tom Dumoulin e Thibaut Pinot vengono lasciati soli ad inseguire, mentre Miguel Angel Lopez e Pozzovivo restano a ruota, evidentemente paghi di un piazzamento. Di tappa e al Giro. Ai 3,7 km, scatta Carapaz, lo segue Pinot, cede Dumoulin. Ma, poi rientra. Trionfa, per la terza volta, Simon Yates, secondo Miguel Angel Lopez, terzo Tom Dumoulin. Sta correndo alla Merckx, Simon Yates, superiore ad ogni immaginazione. Froome, che ieri sembrava candidarsi alla vittoria finale, fa segnare una netta battuta d'arresto. Naufragio di Aru.

sabato 19 maggio 2018

Sullo Zoncolan trionfa Froome, secondo Simon Yates

La paura dello Zoncolan rende la quattordicesima tappa del Giro d'Italia 2018 una lunga marcia di avvicinamento al grande monte. Il gruppo torna compatto proprio all'inizio della scalata finale. Con l'eccezione di Valerio Conti. Poi raggiunto da Igor Anton. I due vengono ripresi a 6,5 km dal traguardo. Froome scatta a meno 4 km dal traguardo. A sorpresa. Una frullata delle sue. E fa il vuoto. Simon Yates rimane solo ad inseguire a 3 km dall'arrivo. Più dietro Miguel Angel Lopez e Pozzovivo, mentre Tom  Dumoulin e Thibaut Pinot vanno su del loro passo. Duello inglese tra Froome e Simon Yates,  tenacissimo. Trionfa Froome. Secondo Simon Yates. Terzo Pozzovivo, quarto Miguel Angel Lopez, quinto Tom Dumoulin, sesto Thibaut Pinot. Crolla Aru. Froome ha dato una straordinaria prova d'orgoglio. Torna in classifica, ora è  quinto a poco più di 3 minuti da Yates. Mal  che vada, Froome, a Roma, sarà sul podio. È, strano a dirsi, la prima vittoria di Froome al Giro.

venerdì 18 maggio 2018

Nervesa della Battaglia: tris di Viviani, battuto Sam Bennet

È arrivato il tris di Viviani, già maglia ciclamino, al Giro d'Italia 2018. Elia Viviani ha conquistato in volata la tredicesima tappa, da Ferrara a Nervesa della Battaglia, precedendo Sam Bennet. Domani,  lo Zoncolan. Comincia l'assalto alla maglia rosa di Simon Yates. Che, però, potrebbe anche provare ad incrementare il proprio  vantaggio. Oggi, Froome c'è. Le gambe frullano ad alta intensità. E ne va a 4 km dall'arrivo.

Fognini dura un set. Vince Nadal 4-6, 6-1, 6-2

Nella seconda parte del primo set, Fognini mostra ciò di cui è capace. E Nadal, lottatore indomabile, deve arrendersi. Il problema è che Fognini, a certi livelli, sa issarsi ma non rimanerci.  E crolla, dopo il 6-4 per lui, raccogliendo appena tre giochi nei due set successivi.  Tra errori non forzati, palle lunghe oppure in rete. Sbaglia un mucchio di rovesci incrociati. Mentre, Nadal, imperturbabile, irreale, gioca sempre allo stesso modo. Correndo dappertutto, due metri oltre la linea di fondo,  sventagliando il dritto mancino.  E serve anche bene il campionissimo maiorchino. Mai pago di successi. Che gioca ogni punto come potesse decidere una carriera. Fognini si ferma, Nadal vola ai quarti degli Internazionali d'Italia. A Roma, Nadal ha già vinto sette volte.  

giovedì 17 maggio 2018

Internazionali d'Italia: Fognini sfida Nadal

Sì sono affrontati 13 volte: 10 volte ha vinto Nadal, 3 volte ha vinto Fognini. Nadal è di un'altra categoria, per carità. Lo spagnolo ha vinto 77 titoli Atp contro i 6 di Fognini. E 16 di questi sono stati prove dello Slam. Epperò Fognini è uno dei pochi che Nadal soffra. Persino, sulla terra rossa. Domani, quarti di finale degli Internazionali d'Italia, al Foro Italico di Roma, Nadal e Fognini si sfideranno ancora. Nadal è il favorito, ma, Fognini non parte battuto.

Giro d'Italia 2018: bis di Sam Bennet a Imola, davanti a Van Poppel e Bonifazio. Viviani non fa la volata

Tappa breve, pianeggiante, la dodicesima del Giro d'Italia 2018, da Osimo ad Imola. Con tanto di circuito finale cittadino. Inevetabile l'arrivo in volata. Ma, Viviani, resta impastoiato nelle retrovie e neppure partecipa allo sprint. Vince, è il secondo successo in questo Giro, l'irlandese Sam Bennet, davanti a Van Poppel e Bonifazio. Domani, ancora una frazione per ruote veloci.

Storia dei mondiali di calcio: il leggendario Brasile 1982

Non vinse. Anzi, perse 3-2 contro gli azzurri, nella seconda partita di un formidabile secondo turno eliminatorio, che raggruppava, oltre al Brasile, l'Italia, per l'appunto, e l'Argentina campione del mondo in carica. Epperò, non si ha memoria di una squadra altrettanto bella e fantasiosa e ricca di talenti multiformi. Forse solo il Brasile del 1970, che aveva però una difesa più forte. Il Brasile del 1982, che vide infrangersi contro una grandissima Italia i propri sogni di gloria, annoverava tra le proprie fila il genio calcistico di Zico, il più rapido ed acrobatico numero 10 che mai si sia visto. Le sue punizioni, segnò così contro la Scozia, erano calci di rigori. La corsa elegante di Junior, costretto da esigenze di copione a recitare da terzino sinistro, lui che era un 10 a propria volta. La sapienza strategica di Falcao, il comandante del gioco, destro e sinistro, testa sempre alta, tiro secco. Il mancino tonante di Eder, che alternava conclusioni violentissime a tocchi morbidi. La falcata regale di Socrates, il capitano neghittoso, il virtuoso del colpo di tacco e del gioco di prima. Basti dire che il meno tecnico, a centrocampo, era Cerezo. Un altro fenomeno. Il pallone, accarezzato da questi maestri del gioco, viaggiava velocissimo, da destra a sinistra, a fiammate. Ecco gli 11, di 15, gol più belli, che quel Brasile, allenato da Telé Santana, segnò al Mundial spagnolo del 1982.