martedì 2 giugno 2020

L'estate della serie A in questo incredibile 2020

La serie A d'estate, della prima estate, per lo meno, è un fatto del tutto inedito. Giugno e luglio sono sempre stati i mesi del ciclismo, del Giro, fino a metà anni '90 e del Tour, sempre corso a luglio. Quest'anno no! Il Tour de France partirà a fine agosto. E tra giugno e luglio, fino al 2 di agosto, la serie A proverà a condurre in porto un campionato  interrotto, difficile come quelli in tempi di guerra.  Potenza del Covid e della narrazione del Covid. L'estate della serie A, allora. E la chiamano estate, cantava Califano.

Giro d'Italia 1975: vince Bertoglio! Le 7 tappa di De Vlaeminck!

Nel 1975, il Giro d'Italia comincia senza il vincitore delle tre edizioni precedenti, il "cannibale" belga Eddy Merckx. Ed anche senza Francesco Moser, che molti, sopravvalutandone le doti da corridore a tappe, pensano possa diventare il riferimento italiano nei grandi giri. Moser andrà al Tour. Il pronostico è più aperto del solito. Ma, la vittoria finale di Fausto Bertoglio rappresenterà comunque una sorpresa.


File:Fausto Bertoglio 1975.jpg - Wikipedia
Fausto Bertoglio


Il percorso è disegnato per scalatori. Torriani immagina che Baronchelli, giunto ad una manciata di secondi da Merckx nel 1974, possa annettersi il Giro in salita. Giro che, non a caso, terminerà sullo Stelvio. Baronchelli, però, è giovane e patisce le attese. Le molte salite premiano lo scalatore spagnolo Galdòs, a lungo maglia rosa. Che perde proprio in favore di Bertoglio nella cronoscalata della 14^ tappa, che il medesimo Bertoglio si aggiudica. La porterà fino alla fine, precedendo Galdos di 41" e Felice Gimondi di 6'18". La difesa della maglia rosa sui tornanti dello Stelvio, raccontata da Claudio Ferretti sulla moto della Rai, entrò nella grande storia del ciclismo. Quarto, nella classifica generale, sarà il belga da classiche Roger De Vlaeminck, l'unico con i connazionali Van Looy ed Eddy Merckx a vincere tutte e cinque le classiche monumento. Il quarto posto al Giro del 1975 sarà il suo miglior piazzamento in una gara a tappe, impreziosito dal trionfo in sette traguardi parziali!

lunedì 1 giugno 2020

Addio a Bobby Joe Morrow: 3 ori a Melbourne 1956

Aveva solo 21 anni, Bobby Joe Morrow, velocista statunitense quando, alle Olimpiadi di Melbourne del 1956, conquistò tre ori nella velocità: 100 m, 200 m e 4×100 m. Come i connazionali Owens, prima di lui a Berlino 1936, e Carl Lewis, dopo di lui, a Los Angeles 1984, e come Usain Bolt, sia a Londra 2012 che a Rio de Janeiro 2016. Owens e Lewis vinsero però anche un quarto oro nel salto in lungo. Morrow ebbe una carriera luminosa, con tanto di primato del mondo sui 200 piani , ma breve, mancando la qualificazione alle successive Olimpiadi di Roma del 1960.

sabato 30 maggio 2020

Icardi va al Psg per meno di 60 milioni (bonus compresi)

Al netto delle valutazioni tecniche, ha vinto la linea di Marotta. Icardi lascia l'Inter. Va al Psg, anzi ci resta, per 50 milioni più altri 7/8 di bonus. Ha tenuto in piedi la baracca in tempi bui. Segnato 124 gol. Spesso decisivi. E desiderato sempre di restare all'Inter.  Aveva ormai quasi tutta la tifoseria nerazzurra contro. Io, che proprio non riesco ad accodarmi alla maggioranza, l'avrei tenuto. Ora, mi auguro che almeno resti Lautaro. 

venerdì 29 maggio 2020

Il 29 maggio 1940 la prima maglia rosa di Coppi

"Fu allora, sotto la pioggia che veniva giù mescolata alla grandine, che io vidi venire al mondo Coppi" (Orio Vergani)
Sono trascorsi 80 anni dal 29 maggio del 1940. Quel giorno, all'esito dell'undicesima tappa del Giro d'Italia, da Firenze a Modena, dopo magnifica fuga sull'Abetone battuto dalla pioggia, il ventenne Fausto Coppi, compagno di squadra di Gino Bartali nella Legnano, conquistò la prima maglia rosa della sua leggendaria carriera, portandola fino a Milano. Dove precedette Enrico Mollo e Giordano Cottur. Coppi era partito come un giovane corridore di belle speranze al servizio del capitano Bartali, che cercava il tris sulle strade del Giro, dopo i trionfi del 1936 e del 1937. Una caduta del campionissimo toscano nella seconda tappa, lungo la discesa ligure del Passo della Scoffera, aprì a Coppi la possibilità di mettersi in proprio e di cogliere un successo che sarebbe stato il primo di moltissimi.

giovedì 28 maggio 2020

La Serie A riparte il 20 giugno. Il 13 e il 14 semifinali di Coppa Italia

Audioconferenza, perché la dignità d'italiano e dell'italiano m'impedisce di scrivere conference call,  tra Spadafora, F.I.G.C., Lega, calciatori, arbitri: la serie A ripartirà il 20 giugno 2020. Prima, il 13 e il 14, previste le semifinali di ritorno della Coppa Italia, con finale il 17 giugno.

L'Inter dovrebbe trattenere Lautaro

Una grande squadra trattiene i grandi campioni, specialmente se giovani e destinati ad una grande carriera. Lautaro Martinez è un grande campione e deve ancora compiere 23 anni. Lasciarlo andare al Barca sarebbe un errore imperdonabile da parte dell'Inter. Come accadde con Roberto Carlos, che pure aveva 23 anni, mandato al Real Madrid nel 1996. Per conto mio, sarebbe un errore anche non riprendere Icardi!

Quando ricomincia la serie A? La Premier il 17 giugno

"Il popolo sa tutto e non falla mai" (Dialoghetti sulle materie correnti nell'anno 1831, Monaldo Leopardi)
Decisione in giornata, pare. Quando ricomincia la serie A? Una domanda che tiene banco da quasi tre mesi. E dovranno rispondere il Governo, la Lega di Serie A, le singole squadre della massima divisione italiana. Previa, immagino, consultazione di virologi, infettivologi, epidemiologi. Consulteranno anche maghi e cartomanti? D'altra parte, se uno vale uno, perché no! Strani questi tempi del Covid.

Ore 18:07: ancora nessuna notizia sulla ripresa della serie A, al netto del parere positivo del Comitato Tecnico Scientifico, che non so cosa sia. Sappiamo invece che la Premier League riprenderà il 17 giugno 2020.

mercoledì 27 maggio 2020

Giro d'Italia 1962: vince Balmamion. Quando ancora non c'erano i Beatles

Dal 19 maggio al 9 giugno 1962 si corse la quarantacinquesima edizione del Giro d'Italia. In piena guerra fredda, l'Italia era retta dal IV Governo Fanfani. Un cauto esperimento di centro-sinistra, perché ai partiti di maggioranza: DC, PRI e PSDI recava un soccorso esterno il PSI di Pietro Nenni.

Fu un Giro che si corse quando ancora non c'erano i Beatles, per citare il titolo di un fortunato sceneggiato televisivo di fine anni '80. Non nella formazione nota, quella con Ringo Starr, che sostituì Pete Best nel settembre del 1962. Capelli lunghi, in giro, non se ne vedevano. I Juke-box trasmettevano Quando, quando di Tony Renis, Ogni Giorno di Paul Anka, Pregherò e Stai lontana da me di Adriano Celentano.

Il ciclismo italiano attraversava una fase di transizione. Dopo il tramonto della stagione dei grandissimi, Bartali, Coppi e Magni, erano stati Nencini e Baldini a raccoglierne il testimone nella seconda metà degli anni '50, fino al successo di Gastone Nencini al Tour de France del 1960. Mancava il grande campione, che sarebbe tornato con Adorni, Motta e Gimondi. Nel 1961 al Giro s'era imposto Pambianco. Nel 1962, fu la volta del piemontese Franco Balmamion, un passista capace di difendersi in salita, dagli assalti degli scalatori puri come Imerio Massignan, Vito Taccone e gli spagnoli Angelino Soler, vincitore di tre tappe, e José Perez Francés, poi sesto nella generale. L'assenza di un dominatore permise che la maglia rosa cambiasse padrone sei volte prima di finire definitivamente sulle spalle di Balmamion. Che fu primo a Milano senza aver conquistato un solo successo parziale. Balmamion si sarebbe ripetuto, sempre senza il sigillo di una tappa, anche nel 1963. Secondo fu Massignan a 3'57", terzo Nino Defilippis a 5'02". Da segnalare le affermazioni a Chieti e a Castrocaro Terme del campione del mondo del 1960 e 1961, il grande campione belga Rik Van Looy
File:Balamion.jpg - Wikipedia
Franco Balmamion

Il Giro d'Italia del 1962 conobbe anche la prima edizione della storica trasmissione ideata e condotta da Sergio Zavoli: Il processo alla tappa, che raccontava il ciclismo in modo nuovo, coinvolgendo i corridori, anche i meno famosi, i personaggi dello spettacolo e gli intellettuali. Una formidabile narrazione di costume.

martedì 26 maggio 2020

I migliori cronoman della storia del ciclismo

Propongo una classifica dei migliori cronoman della storia del ciclismo.
  1. Jacques Anquetil
  2. Eddy Merckx
  3. Fausto Coppi
  4. Miguel Indurain
  5. Greg LeMond
  6. Francesco Moser
  7. Bernard Hinault
  8. Fabian Cancellara
  9. Learco Guerra
  10. Chris Boardman
  11. Freddy Kubler
  12. Ercole Baldini
  13. Alex Zulle
  14. Bradley Wiggins
  15. Jan Ullrich
  16. Chris Froome
  17. Tom Dumoulin
  18. Tony Rominger
  19. Erik Breukink
  20. Alberto Contador

Play-off per la serie A? Idea sbagliata

I Play-off sono un'americanata. Mi hanno sempre convinto pochissimo. Anche nella pallacanestro. Figuriamoci nel calcio. La serie A 2019/20, l'ho già scritto molte volte, o non riprende oppure è giusto, opportuno e ragionevole che riparta da dove s'era interrotta. Un campionato premia, da sempre, la costanza di rendimento. I play-off sono condizionati da molto altro. Dalla forma delle squadre in quel mese in cui si giochino, dagli accoppiamenti delle squadre. Certo, anche dalla capacità, che non tutti possiedono, di giocare molto bene nelle occasioni solenni. Ed allora chiarisco: è certo che nei Play-off emergano i giocatori migliori. Per contro, non è detto che prevalga la squadra migliore. Ma, lo scudetto va assegnato alla squadra migliore.