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lunedì 7 marzo 2022

Serie A 21/22: il punto dopo la 28^ giornata. Milan capolista

Spalletti non ha allenato squadre capaci di vincere in Italia e perciò non ha vinto. Quante volte l'abbiamo letto e sentito? Mai sono stato d'accordo. Spalletti è sì un tecnico preparato, che ha avuto anche felici intuizioni in carriera e valorizzato calciatori e mostrato un gioco piacevole, ma non è un vincente. E non ditemi che il Napoli non avrebbe la squadra per conquistare questo scudetto. Ieri ha perso contro un Milan soltanto ordinato e persuaso di una forza che non ha. Davanti al pubblico amico, sarebbe stato lecito attendersi ben altra partita dagli azzurri. I rossoneri hanno guadagnato, grazie al gol di Giroud, la testa della classifica, con due punti di vantaggio sull'Inter, tornata al successo contro la Salernitatna, e tre proprio sul Napoli.

Al quarto posto solitario c'è la Juve, che recita da provinciale contro lo Spezia e sembra rimontare quando sono gli altri che rallentano. Non può vincere lo scudetto, a meno di una caduta sul traguardo di chi è davanti, come quella che permise il successo di Fondriest ai mondiali di ciclismo del 1988.

Abraham regala alla Roma di Mourinho il successo su un'Atalanta in evidente disarmo. La Lazio batte comodamente il Cagliari e Immobile eguaglia il primato di reti di Piola

Pareggio a reti inviolate tra Genoa ed Empoli e Bologna e Torino, 1-1 tra Fiorentina e Verona, l'Udinese batte di misura la Sampdoria, mentre il Sassuolo travolge in trasferta il Venezia: continua la grande stagione di Berardi e Raspadori, che mi ricorda Aguero o, per tornare più indietro nel tempo, Bruno Giordano. Insomma, ha grande tecnica.

Per finire, ancora non sono state calendarizzate le partite da recuperare e sarebbe il caso di provvedere. Sia per la testa sia per la coda della classifica.

2 commenti:

  1. Spalletti è un tecnico preparato, con buone intuizioni tattiche e con discrete capacità motivazionali.
    Il Napoli è reduce da un sesto e da un quinto posto e, nella scorsa sessione estiva di mercato, ha ingaggiato il solo Anguissa.
    Ottimo mediano ma non certo un calciatore in grado, da solo, di stravolgere in positivo la cifra tecnica dell’organico.
    All’Inter, Conte, appena subentratogli, ha chiesto e ottenuto significativi rinforzi per tornare a vincere, di fatto riconoscendo l’inadeguatezza dell’organico allenato da Spaletti ad ambire al vertice della classifica.
    La Roma ha sempre totalizzato un’enormità di punti ed è sempre arrivata dietro a squadre più attrezzate di lei.
    Un anno, se non fosse stato per un Ibra sontuoso, lo scudo lo avrebbe pure vinto.
    Credo che, per i partenopei, il tecnico toscano sia un valore aggiunto e la posizione attuale, assai diversa da quelle occupate nell’ultimo biennio, in classifica è anche merito suo.

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    1. L'anno scorso il Napoli si lasciò scappare il quarto posto, perdendo sciaguratamente l'ultima partita contro il Verona. La profondità della rosa del Napoli è notevole. E tale da poter competere per il titolo. Non dimentichiamo che Gattuso poté contare pochissimo su Osimhen. Che è mancato, ma meno, decisamente meno, anche a Spalletti. Poi, Spalletti è un tecnico superiore a Gattuso. Ma, vincere gli è proprio difficile. Senza dimenticare il rendimento spesso insufficiente delle sue squadre nelle Coppe. E con l'Inter - quanto bene lo ricordo! - abbiamo assistito a crolli verticali dopo gennaio, che ancora non mi so spiegare. Perché quell'Inter valeva più del quarto posto. Non il primo ma più del quarto. Per riassumere, Spalletti lo considero un ottimo piazzato ma non un vincente. Gli manca - manca alle sue squadre - sempre qualcosa. Quest'anno, si vincerà il titolo con meno punti. Se non lo vince quest'anno! Poi, ho pensato e scritto per anni le stesse cose di Ranieri. Che smentì me e tanti più importanti di me, vincendo la Premier con il Leicester. Può darsi che, prima o poi, ci riesca anche Spalletti.

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