Dopo Kim Clijsters, si annuncia il rientro alle competizioni di Justine Henin, l'altra stella del tennis belga. Che aveva lasciato più di un anno fa per noia. Ora, sempre per noia, ha deciso di ritornare sui campi. L'esile campionessa dal rovescio fatato cede così alla nostalgia per un mondo, quello del tennis, che aveva finito per saturarla. Brutta bestia la nostalgia. Una vera malattia, di cui si cominciò a parlare alla fine del seicento. Colpiva soprattutto gli svizzeri, quelli che combattevano per la mercede. In giro per l'Europa al soldo di questo o di quel re. Durante le lunghe campagne d'armi, il desiderio della patria lontana, dei luoghi nativi e degli affetti abbandonati, si faceva presto struggente e qualcuno infermava, fino a morire. Unica possibile medicina: il ritorno. Per un campione, lo sport praticato per tanti anni è una patria. Ed ecco spiegato il ritorno di Justine.
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