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sabato 25 luglio 2009

Nessuna rivoluzione sul Mont Ventoux

Non dirò paesaggio lunare, poiché di questo non ho nozione visiva, tolte le immagini ripassate di continuo in questi giorni in occasione del quarantesimo anniversario del preteso sbarco umano sul maggior satellite della terra. Dico preteso perché a me quelle immagini sembrano tarocche. Ne consegue che il dorso più alto del Mont Ventoux è unico, poco somigliante all'unica credibile descrizione che io conosca della luna, quella di Ludovico Ariosto che vi manda Orlando alla ricerca del senno di Astolfo. Quando ci vuole, ci vuole! Tornando alla cronaca, vince Garate, dopo una lunga fuga, Andy Schleck scatta a ripetizione, ma, Contador non molla. Armstrong, in crescita, regge l'urto di atleti assai più giovani ed ipoteca il terzo gradino del podio. Nibali, dal canto suo, si difende con molta tenacia: ha un gran futuro. Una folla festante lungo tutta la salita ed il vento terribile e contrario del Monte Calvo a far da cornice. Un grandissimo spettacolo.

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