L'antipatia suscitata dai vincenti seriali è una regola non scritta dello sport, come della vita. Ogni nuovo successo guadagna nuovi detrattori. E' accaduto anche a Nadal, che, negli ultimi quattro anni, ha razziato tutti i maggiori tornei del mondo disputati sulla terra rossa. Con una voracità, con una continuità, con una determinazione che non poteva durare sempre. Anche perché il suo è stato ed è un tennis anticlassico, cioè estremamente dispendioso, nutrito di corsa e recuperi in estensione, di colpi arrotati e fucilate esplose da ogni parte del campo. Sebbene abbia appena 23 anni, li compirà in realtà tra due giorni, il sospetto è che il suo fisico cominci a risentire degli sforzi ripetuti, spargendo qua e là indizi di usura precoce. I parigini hanno accolto la sua sconfitta come una liberazione. E confesso che nemmeno a me è dispiaciuta. Vorrei vedere Federer trionfare al Roland Garros. Con il maiorchino fuori dai giochi, dovrebbe essere più facile.
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