Cartoline sui mondiali 2026
Quarantotto squadre sono davvero troppe, ai mondiali. Per tanto tempo sono state sedici, inzialmente meno; sono diventate ventiquattro a Spagna '82 e poi trentadue a Francia '98. Sarebbe stato giusto fermarsi lì. Ma le manie di grandezza del presidente della Fifa Infantino si sono spinte oltre. Quarantotto squadre, tra le quali, però, anche Curacao, Giordania, Iraq, Uzbekistan, Capo Verde, Haiti, Panama: nazionali che, absit inuria verbis, hanno davvero poco da spartire con il gioco del calcio. Ne risultano e ne stanno risultando partite imbarazzanti, di povertà tecnica assoluta. Il 7-1 rifilato ieri dai tedeschi al Curacao (poco più di 185.000 abitanti) è emblematico. Non che in passato non ci fossero stati risultati del genere. Ai mondiali tedeschi, dell'Ovest, del 1974, la Jugoslavia travolse per 9-0 lo Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo); a quelli spagnoli del 1982, l'Ungheria vinse 10-1 contro El Salvador. Tanto per fare un paio di esempi. Ma, è evidente che in queste edizione dei mondiali le squadre non all'altezza sono molte di più e suggeriscono riflessioni sui criteri di selezione. Le suggeriscono, ma non a Infantino. Il problema è questo.
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