E' mancato Cesare Rubini, leggenda dello sport italiano, 87 anni. Campione, anzi campionissimo capace di recitare da protagonista, fino ad eccellere, in due sport molto diversi, come la pallacanestro e la pallanuoto. Fece parte della squadra azzurra che, nella pallanuoto appunto, vinse l'oro alle Olimpiadi di Londra, le prime dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale. Ma, prima, nel 1946, aveva colto la medaglia d'argento agli europei di basket. Nei primi anni '50, fu ancora medagliato alle Olimpiadi di Helsinki, 1952, nella pallanuoto, e poi vinse cinque scudetti di fila con l'Olimpia Milano nella pallacanestro. Fuoriclasse versatile, insomma, trascorse dall'uno all'altro sport, che allenano muscoli diversi e si praticano dentro elementi diversi, l'acqua e l'aria, l'aria e l'acqua, dimostrandosi ugualmente vincente. Un caso quasi unico nella storia dello sport, non solo italiano. Seppe primeggiare anche da allenatore, nella pallacanestro, conquistando scudetti e coppe, grazie anche al carisma che l'aveva animato da giocatore e che contagiava i suoi atleti. La terra gli sia lieve.
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