L'avversario era più che resistibile. Eppure la Roma ha trovato il modo di perdere, in casa, contro lo Shaktar di Lucescu. Subendo anche tre gol, che rendono assai improbabile la rimonta in Ucraina. La squadra ha smesso, non da ieri, di seguire il suo tecnico. Ranieri, per paradossale che possa sembrare, paga più di tutto l'abbondanza in attacco. Sebbene sia andato via Adriano. Totti, Vucinic, Borriello e Menez hanno tutti voglia ed ambizione di giocare sempre. E tutti, a cominciare dal capitano, meritano di farlo. L'alternanza non paga. Anzi, toglie sicurezza a tutti, come emerge da banali errori sotto porta, che si spiegano con la mancanza di tranquillità. Del resto, non è facile giocare aspettando o temendo la sostituzione. Ranieri, ora che tutto sembra compromesso, forse dovrebbe farli giocare assieme. Zagalo, nel 1970, disponeva di cinque strabilianti numeri dieci, ognuno dei quali sostenuto dai rispettivi tifosi: Pelè, il più forte, Jarzinho, Gerson, Rivelino e Tostao. Decise di schierarli tutti assieme e si ebbe il Brasile più forte della storia. Di loro, solo Pelè, noblesse oblige, giocò da dieci, gli altri si adattarono. Mutatis mutandis, Ranieri, che ne ha solo quattro di attaccanti, dei quali Totti e Menez hanno vocazione da dieci, potrebbe regolarsi allo stesso modo. Borriello centravanti, Totti seconda punta, Menez e Vucinic larghi.
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