A settantacinque anni, che pochi non sono, Dan Peterson torna sulla panchina di Milano, ora Armani Jeans, dove negli anni '80, alla guida di una squadra leggendaria, capace di vincere titoli in serie, in Italia ed in Europa, raggiunse una fama straordinaria. Era la Milano di Dino Meneghin e di Premier, di Bob McAdoo e di Mike D'Antoni, di Riccardo Pittis e via giganteggiando. Ma, soprattutto, di Dan Peterson. Allenatore di teste prima che di muscoli. Di strategia prima che di tattica. Un americano capace di adattarsi allo sport italiano ed all'Italia con rapidità e naturalezza disarmanti, un intellettuale prestato allo sport, che seppe diventare personaggio, dispensatore di aforismi e divo della pubblicità. Lasciato il campo, fu geniale commentatore televisivo ed acutissimo recensore di articoli sulla Gazzetta dello Sport: prosa semplice ma inappuntabile, idee chiarissime, consecutio stringente. Un uomo di vivida intelligenza. Ora, possiamo abbandonare il passato remoto. Dan Peterson torna alla passione di una vita: la pallacanestro. E lo fa dal campo. I giocatori dell'Armani Jeans sono dei privilegiati.
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