Anche Xavi nel gruppo. Di quelli che considerano grandi squadre soltanto l'Ajax di Cruijff oppure il Milan di Sacchi oppure lo stesso Barca di Guardiola. Il regista blaugrana ha detto che l'Inter vincitrice in Champions lo scorso anno non passerà alla storia. Cosa che non accadrà allo stesso Mourinho, che non avrebbe insegnato il bel gioco come altri guru della panchina. Orbene, ferma la stima per lo Xavi giocatore, che indico vincitore del Pallone d'oro 2010, esprimo qualche riserva sullo Xavi intenditore di calcio. I grandi trofei, infatti, non si vincono per caso. E non necessariamente attraverso il bel gioco. Peraltro, la stessa bellezza del gioco è concetto così vago da risultare inafferrabile. Una difesa accorta, un attacco veloce, un contropiede fulmineo perché non dovrebbero costituire espressione di bel gioco. Poi, quello che conta non è tanto il gioco bello, quanto quello efficace. Si gioca per segnare un gol più dell'avversario. L'Inter l'ha fatto. Anche a spese del Barcellona di Xavi, che ricorda un poco Annibale dopo la resa di Cartagine. Sicché l'Inter dello scorso anno sarà ricordata, come Mourinho, suo stratega impareggiabile.
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