Novanta primavere per Fiorenzo Magni, ultimo sopravvissuto del ciclismo dei tempi mitici, quello delle biciclette pesanti, spinte a viva forza per strade sterrate. Quando una foratura costava una vittoria. Quando non esistevano rapporti da azionare a seconda del percorso affrontato. Quando si indossavano pesanti maglie di lana e non tessuti escogitati per aiutare la traspirazione. Ecco, Fiorenzo Magni, campione autentico di quel ciclismo, ha compiuto 90 anni. Vinse tre Giri d'Italia e tre Giri delle Fiandre, perciò delle Fiandre tutti ancora lo ricordano come il leone. Si fece spazio tra due monumenti italiani come Bartali e Coppi, nell'Italia del secondo dopoguerra, mancò un Tour de France, nel 1950, perché i francesi avevano maltrattato Bartali e tutta la nazionale italiana, per solidarietà, si ritirò. Aveva fondo ed era tenace. Era, altresì, un formidabile discesista, che quando la strada declinava sapeva avvantaggiarsi su tutti gli altri, disegnando traiettorie audaci e vincenti. Un uomo di stampo antico che è ancora fra di noi.
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