Agassi ha confessato che la folta, coloratissima, variamente acconciata, capigliatura dei primi anni della sua carriera, quando era tennista e punk, atleta e fenomeno di costume, era un banale parrucchino. Un banalissimo parrucchino tenuto assieme da 20 fermagli. Intendiamoci, la notizia nulla toglie al miglior attaccante da fondo campo, dopo Borg, che ci sia stato nel tennis. Anche perché Borg arrotava di più i colpi ed Agassi, invece, ha aveva un miglior gioco d'anticipo e disegnava traiettorie e trovava angoli vietati a tutti gli altri. La vicenda del parrucchino, però, ci racconta qualcosa dell'uomo: la sua insicurezza. Campione ed insicuro. E poi quei capelli tenuti lunghi sarebbero stati brutti, erano brutti, anche fossero stati veri.
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