Sono in molti a dubitare di Leonardo. Il giovane tecnico del Milan, sebbene reduce da una bella carriera di calciatore di primo piano, appare poco esperto per il ruolo di tecnico di una squadra così importante. D'altra parte, è una scommessa di Berlusconi. E nemmeno la prima. Sacchi arrivò al Milan dal Parma, che militava in serie B. E vinse tutto. Capello, proprio come Leonardo, aveva trascorsi da manager, ma mai aveva allenato, prima del Milan, in Serie A. E vinse tutto. Leonardo, che pure ha modi gentili ed affabili, che pure parla cinque lingue, che pure possiede un certo glamour e sa di calcio, non riesce a far emergere il Milan dal pantano di mediocrità di questi ultimi tempi. E tanto perché, diversamente dai suoi predecessori succitati, non ha a disposizione molti campioni. Ma, giocatori avanti con gli anni ed usurati da mille battaglie. La differenza sta tutta qui. Con questo organico è già molto se il Milan riuscirà a finire tra le prime sei del campionato. Non credo che altri, al posto di Leonardo, potrebbero ottenere di più. E Leonardo è troppo galantuomo per sottolinearlo.
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