Nove secondi e cinquantotto centesimi, 41 passi per coprire la distanza regina dell'atletica. 100 metri piani volati. Usain Bolt, già campione olimpico a Pechino, ha conquistato ieri la medaglia d'oro ai Mondiali di Berlino. Il nuovo primato del mondo così stabilito urla al prodigio e racconta un futuro che, per i comuni mortali, è ancora lontano. Il campionissimo giamaicano ha un'assoluta padronanza del corpo e dei gesti ed un'esatta cognizione di un talento che è, d'evidenza, innato. L'ampiezza della sua falcata, la sicurezza degli appoggi, la simmetria delle braccia rispetto al busto, la rilassatezza dei muscoli facciali, tutto in Bolt avvicina la perfezione. Con un vento più amico avrebbe potuto fare anche meglio. Inutile dire che è il favorito anche nei 200. Infine, per ora, disastrosa la spedizione italiana, Cusma a parte.
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