Diciotto anni. Abbastanza per guidare, per votare, per firmare un contratto. Per la maggiore età, insomma. Ed anche per entrare di diritto tra i grandi del calcio. E' accaduto a Davide Santon, giovanotto di bellissime speranze. Mourinho a fine gennaio l'ha fatto debuttare in prima squadra. E subito si è capito che lo sbarbato aveva stoffa. Il talento è sempre evidente. Ora, Lippi ha deciso che sarà tra i 23 azzurri che parteciperanno alla Coppa delle Confederazioni in Sudafrica, aperitivo del Mondiale del prossimo anno. In pochi mesi, ha realizzato quello che molti calciatori non raggiungono in tutta una carriera. Lo stesso era accaduto a Giuseppe Bergomi ai tempi dell'Italia di Bearzot. Con la differenza che Bergomi portava lunghi baffi, che finivano per conferirgli un aspetto assai più maturo dei suoi anni. Santon, invece, è e sembra un ragazzo. Fortunato.
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