L'annuncio del trasferimento di Kakà al Real Madrid tarda. Sarà che è tornato il bel tempo, sarà che lo scrutinio delle europee, appena concluso, ha distratto le attenzioni dei media dalle vicende pallonare, resta il fatto che la notizia ancora manca. Ad ogni modo, non credo che per il Milan sarà un dramma. La saggezza popolare ammonisce che due galli nello stesso pollaio non possono stare: tutti a cantare e mai si fa giorno. Era così per Kakà e Ronaldinho. Ogni re ha bisogno del suo scettro. Persino a casa Savoia si regnava uno per volta. Come succede in cucina: madri e figlie lo sanno benissimo. Quando Kakà sarà andato via, Ronaldinho potrà accomodarsi sul trono rossonero e, sempre che si alleni a dovere, tornerà ad essere lo straordinario campione che abbiamo tutti ammirato a Barcellona. I talenti, d'altra parte, non si sommano. E nel calcio, spesso, è più questione di togliere che di mettere.
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