Al Real Madrid, per sei anni. Come quelli trascorsi in Italia. Si è conclusa nella notte la vicenda milanista dell'asso brasiliano. Che, negli ultimi giorni, ha assunto un significato persino politico. Di certo, si è trattato di una delle operazioni di mercato (dei cartellini, beninteso) più importanti della storia del calcio. Un campione, all'apice del rendimento, lascia i nostri lidi per la Spagna. Ammetterete che è un fatto nuovo. Le squadre italiane, questa è la realtà, sono tutte più povere da qualche anno e non possono reggere la competizione con i club stranieri più abbienti, anche perché in Spagna come in Inghilterra la mannaia fiscale è assai meno tagliente. Dovremo fare di necessità virtù. Arrangiarci, secondo il nostro costume più tradizionale. Generalmente, ci riesce bene.
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