Non soltanto il quarto titolo NBA in carriera, ma anche il premio come miglior giocatore delle finali. Kobe Bryant firma il quindicesimo anello dei Los Angeles Lakers, quarto personale. Primo senza O' Neal. Non ha giocato né vinto da solo: cosa che non può succedere in uno sport di gruppo. Ha vinto, però, da leader riconosciuto ed indiscusso. Da trascinatore, da uomo dell'ultimo tiro, da scialuppa di salvataggio gettata ai compagni nei momenti di difficoltà. Oltre che da funambolo, giocoliere, temerario. Tutto questo era sempre stato, gli mancava la prova da condottiero, il peso della squadra sulle spalle. Ecco tutto questo gli mancava. Ora che l'ha avuto, la storia del basket a stelle e strisce va riscritta, perché il suo posto è molto più in alto.
Ti sei dimenticato di Gasol che ha annichilato il Superman di Orlando?
RispondiEliminaNo, ma, onestamente, Bryant ha finito per svettare su tutti gli altri. Del resto, sulle qualità di uomo squadra di Gasol c'è sempre stato consenso unanime, mentre Kobe era conosciuto come elemento di divisione. Ha smentito tutti.
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