Nel giorno del trionfo di Di Luca, si è rivisto tra i primi Lance Armstrong. Il corridore texano, complice la frattura della clavicola subita a marzo, era giunto a Venezia con una condizione ancora approssimativa. La sua forma, però, sta crescendo. Ieri, ha tenuto, su salite impegnative, il passo dei migliori. Ho la sensazione che, già da domani, possa competere per qualche successo parziale. Ed a Roma sarà, male che dovesse andare, tra i primi dieci della classifica generale. Nonostante la lunga inattività, infatti, Armstrong ha conservato la capacità, unica, di effettuare più di cento pedalate al minuto. In pianura come in montagna. Con il vento e senza di questo. Sempre in agilità. In una corsa di tre settimane, questa specialissima attitudine conta moltissimo perché risparmia i muscoli da quegli accumuli di acido lattico, che sono il primo nemico del corridore ciclista. E poi c'è il temperamento. Armstrong, ma questo tutti lo sanno, ne ha da vendere.
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