lunedì 21 novembre 2016

Milan-Inter 2-2: Pioli la mediocrità al potere

Mediocre allenatore con buona stampa. Un Mancini con meno capelli. Ansaldi e Nagatomo preferiti a Santon: incompetenza allo stato puro. Suso a sinistra fa quel che vuole e pure due gol. Kondogbia gioca alla solita maniera, Joao Mario, d'evidenza un interno, viene costretto sulla trequarti, per fortuna Candreva s'inventa un gran gol e la buona sorte, già grande alleata di Sacchi, permette il pareggio in extremis di Perisic. Non perdo tempo: Pioli vattene. Il Milan è una squadretta, che si doveva battere.

11 commenti:

  1. Kondogbia e Icardi alla Lazio21 novembre 2016 16:46

    Sono del parere che l'Inter abbia, terzini e Nagatomo a parte, ottimi elementi in tutti i ruoli.
    Però vorrei fare due osservazioni:
    - primo goal, Kondogbia che caracollante e con passo flemme corre dietro l'avversario che avvia l'azione di contropiede. Irritante.
    - Icardi non è giocatore che fa la differenza e non è un campione. Se non la becca, e accade spesso, è per la squadra un danno. Non pressa o pressa male correndo a vuoto e non in sincronia coi compagni, non apre spazi impedendo ai centrocampisti di inserirsi, intasa l'area avversaria di difensori non facendo movimento, non azzecca un passaggio, mai una finta o un dribbling a saltare l'uomo. Inutile e dannoso, liscia pure due palloni davanti al portiere. Sono più le partite in cui fa giocare in 10 la squadra che quelle in cui è decisivo.

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    1. Santon deve giocare sempre. È il più forte terzino dell'Inter. Kondogbia non ha il passo per il campionato italiano. Icardi, per me, è forte ma va servito. Candreva ha tirato mille volte e non gli ha dato un pallone. Stesso discorso per Perisic. Pioli non è da Inter. Il Milan è una squadretta. Non aver vinto è assurdo.

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  2. Non condivido le considerazioni su Pioli. Non mi sembra che il tecnico parmense abbia ottenuto, nella sua carriera, più consenso di quanto non ne meritasse realmente. Tanti anni di gavetta in provincia, contraddistinti da ottimi piazzamenti (ottavo posto con il Bologna, un undicesimo posto con il Chievo), sino allo splendido terzo posto con la Lazio, con il secondo posto distante appena un punto. Dei tecnici liberi a novembre, almeno tra quelli con esperienza in serie A, era senza dubbio il più valido. Non penso che i giornalisti sportivi abbiano fatto sta grande forzatura nell'affermarlo. Quanto alla partita di ieri, alcune sue intuizioni si sono rivelate lucide. L'idea di stringere gli esterni per sfruttarne le qualità balistiche era giusta. Peccato, che con gli esterni offensivi meno larghi, diventa imprescindibile l'apporto degli esterni di difesa e l'Inter, in quel ruolo, è carente. Buona la scelta di medel, al posto del confusionario Murillo. Purtroppo, il cileno è dovuto uscire presto. Joao Mario, nel ruolo di mezzala offensiva, non è una bestemmia. Tuttavia, se nel ruolo di regista, devi schierare Kondogbia, forse è meglio lasciare il portoghese a fare il playmaker. Icardi non può certo segnare ogni domenica. IL nuovo assetto offensivo lo ha penalizzato, e poi il Milan si è chiuso bene, a dispetto del tanto decandato calcio champagne del suo tecnico. Nessun attaccante, in ogni caso, riesce ad essere decisivo ogni domenica. Neppure quelli accreditati come migliori interpreti mondiali del ruolo. Se succede a Icardi, diventa un caso di stato.

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    1. Pioli è un Mancini con meno capelli. Di calcio ne capisce altrettanto. Pochissimo. E quanto a personalità, ne ha meno di Mancini. La storia dei terzini è secondaria. De Sciglio ed Abate sono modestissimi.E nessuno ne parla. Tipico del calcio a tesi raccontato dalla stampa italiana. Anzi, De Sciglio gioca persino in nazionale. Pioli, comunque, ha sbagliato a schierare Ansaldi e poi Nagatomo al posto di Santon. E credo l'abbia fatto per distinguersi da De Boer. Per la stessa ragione ha riproposto Kondogbia. Che non ha fatto il regista, quello ha provato a farlo Brozovic. I reparti sono rimasti scollegati nella ripresa e solo la pochezza del Milan ha permesso il pareggio di un Perisic fin lì irritante.

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  3. La cifra tacnica dell'organico del Milan è equivalente, se non addirittura inferiore, a qella dell'Inter. Il divario in classifica è dovuto a gli innegabili meriti di Montella, il quale se non altro, ha saputo rendere la sua squadra ordinata e combattiva. Allo stesso tempo, sono chiare le colpe della dirigenza interista, rea di aver dato vita ad un tira e molla estivo con Mancini, impedendo alla squadra di allenarsi serenamente durante il ritiro. Alla fine le colpe se le prese De Boer, malgrado ne avesse ben poche. Quella contro Pioli è una campagna denigratoria all'insegna del "partito preso" e, contro il "partito preso", c'è ben poco da fare.

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    1. La cifra tecnica del Milan è senza dubbio inferiore a quella dell'Inter. Nel Milan, però, giocano più italiani e da più tempo. Per questo, spero che Pioli, se non altro, faccia giocare Santon e recuperi anche Andreolli, ottimo difensore, che con lui fece bene al Chievo. Pioli non può pensare di allenare l'Inter al netto delle critiche. Ricordo giudizi durissimi su Trapattoni i primi due anni. Io non ho una grande opinione di Pioli, ma desidero di essere smentito. A partire da domani in Europa League. Ricordo, infine, che fui tra i primi a criticare il secondo Mancini. Con argomenti poi dimostratisi fondati. Pioli, per me, non ha il carattere per gestire l'Inter. Mi smentisca e ne sarò più che contento.

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  4. Per me, era giusto continuare con De Boer, ma, è chiaro, non essendoci stato un complotto come quello di Renzi contro Letta, Pioli non ha colpe...

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    1. Non è questione di complotto. De Boer, stava sulle scatole alla stampa. Le battute di Vialli e di Mauro come si spiegano? Gli articoli di De Carolis sul Corsera come si spiegano? Ovviamente, Pioli non ha colpe. Gli hanno proposto l'Inter e, dal suo punto di vista, bene ha fatto ad accettare. Che poi sia all'altezza del compito è altra questione, sulla quale mi sono già espresso, e che, al di là della mia opinione che poco conta, solo il campo potrà chiarire.

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  5. A me non era dispiaciuta l'idea di medel centrale difensivo,ruolo che ricopre egregiamente in nazionale, peccato per l'infortunio.
    Riguardo kondogbia anche io credo che lo abbia schierato per distinguersi da De Boer oppure su espressa richiesta della società.
    Al momento le mie perplessità estive su Banega, Kondogbia e Joao Mariolo (mister 43 milioni) sembrano aver trovato riscontro dal campo. Kondogbia è semplicemente una merda, Banega mezzo giocatore che finora ha fallito ovunque tranne la stagione a Siviglia, Joao Mariolo discreto in tutto senza eccellere in nulla,sicuramente non un giocatore di livello tale da giustificare i 43 milioni spesi. Ad essere onesto, gol a parte, Perisic continua a giocare malissimo: il croato ha grandi mezzi tecnici e atletici, tuttavia dovrebbe variare maggiormente il suo gioco. Doppio passo e allungo sulla sinistra...fa solo quello e diventa prevedibile per gli avversari. Secondo me manca un trequartista che faccia da raccordo tra centrocampo e attacco e che sappia dare imprevedibilità alla manovra. Banega e Joa Mario non hanno fanasia e il cambio di passo per giocare dietro le punte. Mi piacerebbe uno alla Pastore...

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    1. Pastore all'Inter non verrà. Concordo sulla mala voglia di Perisic, che peraltro non torna neppure per sbaglio. Joao Mario è forte ma gli cambiano sempre ruolo. E così facendo fatica. Quanto a Banega, in quest'Inter potrebbe giocare di più. Non è un fenomeno ma ha tocco, visione di gioco e buona corsa.

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  6. Al netto delle critiche in ciclostile, la cui inconsistenza non si rivelerà tanto dissimile da quelle riservate ai vari Coutinho e Icardi, credo che Joao Mario possa essere un pilastro su di cui costruire una nuova Inter. Il portoghese, malgrado l'inizio di stagione disastroso della sua squadra, rimane in vetta nelle varie classifiche di rendimento ed, in ogni caso, chi segue l'Inter senza badare troppo al fantacalcio sa che le sue prestazioni raramente siano state al di sotto della sufficenza.

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