Sipario sulla stagione di Sinner
Non giocherà più nel 2026, Sinner. La notizia, prima che diventasse ufficiale, era nell'aria.
Penso, non da oggi, che la stagione tennistica sia troppo lunga. E logorante. Ha avuto problemi fisici Alcaraz, ora tocca a Sinner.
Troppi viaggi, tanta pressione, aspettative costanti: certo, tutto questo conta. Ma conta anche l'accresciuta velocità del gioco, che costringe muscoli e articolazioni a sforzi insistiti.
Dipendesse da me, tornerei alla racchette di legno!
Si può tornare indietro? È difficile, non c'è dubbio, ma nulla lo vieta. Nel 1986, nella disciplina del lancio del giavellotto, si decise di spostare il baricentro dell'attrezzo: 4 cm in avanti. Così le misure dei lanci diminuirono, scongiurando il rischio che il giavellotto superasse il campo e atterrasse in pista. Questione di sicurezza, intanto. In quel modo, inoltre il giavellotto cominciò a puntare, prima verso il basso durante la traiettoria di volo, atterrando di punta e non di piatto: così da restituire certezza alle misurazioni. Tutti i record furono azzerati e si ripartì daccapo.
Un accorgimento che anche il tennis, mutatis mutandis, potrebbe adottare. Gli scambi tra i tennisti, con racchette tradizionali, somigliebbero meno a un videogioco, gli spostamenti laterali sarebbero meno violenti, tornerebbe dominante il gesto tecnico. E, sì, penso che diminuirebbero anche gli infortuni.
A questi ritmi e velocità, il rischio è che le carriere degli atleti si accorcino sensibilmente.
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