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martedì 6 ottobre 2026

Sipario sulla stagione di Sinner

Non giocherà più nel 2026, Sinner. La notizia, prima che diventasse ufficiale, era nell'aria. 


Penso, non da oggi, che la stagione tennistica sia troppo lunga. E logorante. Ha avuto problemi fisici Alcaraz, ora tocca a Sinner. 


Troppi viaggi, tanta pressione, aspettative costanti: certo, tutto questo conta. Ma conta anche l'accresciuta velocità del gioco, che  costringe muscoli e articolazioni a sforzi insistiti. 


Dipendesse da me, tornerei alla racchette di legno! 


Si può tornare indietro? È difficile, non c'è dubbio, ma nulla lo vieta. Nel 1986, nella disciplina del lancio del giavellotto, si decise di spostare il baricentro dell'attrezzo: 4 cm in avanti. Così le misure dei lanci diminuirono, scongiurando il rischio che il giavellotto superasse il campo e atterrasse in pista. Questione di sicurezza, intanto. In quel modo, inoltre il giavellotto cominciò a puntare, prima verso il basso durante la traiettoria di volo, atterrando di punta e non di piatto: così da restituire certezza alle misurazioni. Tutti i record furono azzerati e si ripartì daccapo. 


Un accorgimento che anche il tennis, mutatis mutandis, potrebbe adottare. Gli scambi tra i tennisti, con racchette tradizionali, somigliebbero meno a un videogioco, gli spostamenti laterali sarebbero meno violenti, tornerebbe dominante il gesto tecnico. E, sì, penso che diminuirebbero anche gli infortuni.


A questi ritmi e velocità, il rischio è che le carriere degli atleti si accorcino sensibilmente. 

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