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sabato 7 agosto 2021

Messi al Psg: scelta di poca personalità

Messi conferma di avere un centesimo della personalità di Maradona. O, forse, mi sbaglio e ha davvero cognizione dei suoi limiti e magari ha capito quanto il Barca abbia fatto per lui e spera che il Psg possa fare altrettanto. Non è un leader. E vuol giocare nella squadra più forte. Maradona rendeva, da solo, la sua squadra la più forte. E sì, c'è differenza. Una differenza gigantesca. 

8 commenti:

  1. I Superteams, e il PSG con l'arrivo di Messi lo diventerà di sicuro, hanno questo limite: fanno vincere il grande giocatore di talento, ma non ne esaltano l'unicità (quella capacità di rendere grandi e portare alla vittoria compagni di squadra che altrimenti sarebbero "solo" ottimi giocatori).
    Mi vengono in mente le dichiarazioni di Michael Jordan quando Lebron James (il cui talento è stato sempre indiscusso fino dalle Superiori, tanto uno dei suoi soprannomi è Il Prescelto)si trasferì da Cleveland a Miami, dove vinse i suoi primi 2 campionati NBA. Jordan in tale occasione disse:
    «Non avrei mai chiamato Larry Bird e Magic Johnson per proporgli di giocare nella stessa squadra. Capisco che i tempi sono forse cambiati, non è necessariamente una cosa negativa, ma, onestamente, se fossi stato in lui avrei cercato di battere Wade e Bosh invece di giocarci assieme».
    James per fugare quest'ombra sulla portata della sua grandezza assoluta come giocatore dovette tornare a giocare a Cleveland e vincere un titolo Nba con la sua prima squadra .

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    1. Le parole di Jordan si possono benissimo applicare, in effetti, a ogni sport di squadra. Messi fuori da una "comfort zone" non sa esprimersi. Persa quella del Barca ne ha cercata subito un'altra.

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    2. Alle prime difficoltà - e ci saranno, poiché non basta ammassare campioni per costruire una squadra - rivedremo Messi con lo sguardo perso e le braccia ciondolanti.

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  2. Più che altro va dove gli danno più soldi, finché il Barça è stato disposto ad andare a grandi passi verso il disastro economico-finanziario pur di ricoprirlo d'oro ci è rimasto, ora che al padre e al fratello che chiedevano 50 milioni a testa per farlo firmare gli hanno sbattuto la porta in faccia leva le tende, se voleva vincere facile non avrebbe rinnovato nel 2017 quando il Barça già mostrava evidenti limiti dopo le partenze dei vari Puyol, Xavi, Dani Alves e il calo di altri (lui incluso, che grazie al talento si è potuto permettere di non correre più già a 25 anni), invece è rimasto lì a farsi 4 anni di umiliazioni in Champions a 139 milioni l'anno più bonus.
    Ieri Laporta l'ha detto chiaramente che l'ha dovuto mandare via per il bene del club, non fosse il Barça con 1,3 miliardi di debito e 500 milioni di passivo lo scorso anno (e ha pure detto che quest'anno sarà pure peggio) sarebbe già con i libri in tribunale e la colpa è sua, anche indirettamente per quanto sono strapagati gli altri giocatori perché è ovvio che chiunque batta cassa quando vede certe cifre. E non dimentichiamoci che ogni anno pretendeva acquisti ulteriori, strapagati pure quelli perché gli altri club non sono mica stupidi, se sanno che hai problemi e devi fare un colpo per forza ti prendono per il collo e ti ritrovi a fine agosto a dover pagare Dembele 140 milioni o a fine gennaio Coutinho 160.

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    1. Aggiungo pure che secondo me era già d'accordo con il PSG, è impossibile che si sian accordati in mezza giornata, ma ha aspettato che lo scaricassero per far ricadere la colpa sul povero Laporta che è stato eletto a marzo e si è trovato le macerie. Certo magari poteva evitare di promettere il rinnovo in campagna elettorale ma lo facevano pure gli altri, quindi gli concedo il beneficio del dubbio sul fatto che prima dell'indagine interna non sapesse quanto disastrati fossero i conti.

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    2. Certo, i soldi hanno pesato nella scelta. Nessuna gratitudine per la società che l'ha aiutato e accolto. E strapagato per anni. È vero che il Barca era calante da alcuni anni, ma comunque competitivo. Al momento di cambiare, si è fatto guidare dai soldi, ma anche dall'idea, secondo me, del "dream team" che si accinge a diventare il Psg. Avrebbe potuto raccogliere mille sfide. Ha scelto quella più facile e prosaica. E, come giustamente hai osservato, danarosa.

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  3. Il calcio attuale è diverso da quello di anni fa. Tra l'ingaggio che si è potuto permettergli di riconoscere il PSG e quello che gli avrebbero potuto concedere altri clubs ci sta una differenza economica troppo profonda. nel 2003, Totti si concedeva una scelta romantica, rinnovando con la Roma ed ottenendo il nono ingaggio più alto al mondo. Ora, se sei un fuoriclasse ed esci dal giro di quei sei, sette clubs, ci rimetteresti troppo.

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    1. Sì, ma 800 milioni, grosso modo, Messi li ha già avuti dal Barca. Avrebbe potuto farseli bastare.

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