giovedì 15 ottobre 2020

La nazionale e il "caso" Immobile

Quanto è forte Ciro Immobile? A leggere le statistiche della Serie A, è fortissimo. A scorrere quelle della nazionale, un onesto mestierante del gol. E la verità? Sta, come spesso accade, nel mezzo. Nella Lazio, Immobile è il terminale unico del gioco, segnano anche altri, ma è a lui che i compagni guardano di più. E nella Lazio, che pratica un calcio di rimessa, organizzato ma di rimessa, Immobile può gettarsi negli spazi, dove spesso è immarcabile. Anche aiutato dal livello attuale delle difese, non alto. E gioca tranquillo, ha il sostegno di tutti e segna tanto. In nazionale, c'è più fraseggio e l'ambizione di comandare il gioco. Immobile deve fare più sponde. Insomma, non è proprio nella sua acqua. E, poi, non è tranquillo. Perché ieri sera, contro l'Olanda, di occasioni ne ha avute due, una clamorosa, e le ha fallite. Con la Lazio non le avrebbe sbagliate. Non entrambe. Insomma, è una combinazione di circostanze. Resta la differenza tra la sua caratura nazionale e quella internazionale. Ormai ha 30 anni e la tendenza è marcata. Per concludere, è meno forte di quanto raccontino i suoi gol in campionato, ma più forte di quanto dicano le sue cifre scarne in azzurro. Ed è soprattutto, a parer mio, questione di personalità. Del resto ebbe difficoltà analoghe lo stesso Mancini, pur tecnicamente straordinario. Comandante in capo alla Samp, spesso comparsa in nazionale. Con un'attenuante. Mancini avrebbe dovuto soffiare il posto a sua maestà Roberto Baggio, mica facile! Immobile non ha grandi avversari nel suo ruolo, attualmente. 

9 commenti:

  1. Purtroppo, gli attaccanti della Lazio in azzurro sembrano vittime di un sortilegio. Non ebbero fortuna prima di lui né Bruno Giordano né Beppe Signori.

    RispondiElimina
  2. Una precisazione: l'ostracismo di Arrigo Sacchi nei confronti del Mancio era tale che lo stesso venne marginalizzato a prescindere dalla presenza di un fuoriclasse pari ruolo come Baggio. Ad Usa 94, perse il ballottaggio con Gianfranco Zola e, ad euro 96, venne escluso a favore di Chiesa, con Baggio parimenti assente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nel 1994, sbagliò anche Mancini a chiamarsi fuori. Sacchi pare che l'avrebbe portato lo stesso. E Mancini avrebbe potuto giostrare anche da centravanti. Basti pensare che poi in finale giocò Massaro. Giordano, forse il più tecnico di tutti, fu penalizzato anche dalla squalifica e dalla retrocessione della Lazio. Ed aveva la concorrenza di Rossi, Altobelli, Graziani, Bettega e Pruzzo.

      Elimina
    2. A pensarci bene, prima ancora, anche Giorgio Chinaglia ha avuto difficoltà con la nazionale allenata da Valcareggi. La nazionale arrivata da favorita a Germania Ovest 1974 e poi inopinatamente uscita al primo turno. Ma, in quel caso lo spogliatoio era spaccato. Ecco, forse, Casiraghi è stato il laziale che ha fatto meglio, anche in rapporto alle sue qualità, in azzurro.

      Elimina
    3. Sempre avendo a mente gli attaccanti.

      Elimina
    4. Vieri, nell'anno biancoceleste, fu titolare inamovibile della nazionale. Ma si è trattato di un periodo troppo breve.

      Elimina
    5. Abbiamo però dimenticato il piu forte. Piola campione del mondo nel 1938. Ecco lui fece gol a grappoli con la Lazio e in nazionale.

      Elimina
  3. Esatto, la caratura internazionale non è una questione di talento, ma di testa e di personalità.
    Morfeo probabilmente non aveva meno talento di Del Piero, eppure solo il secondo ha fatto la storia del calcio italiano dalla metà degli anni '90 in poi.
    Naturalmente Immobile rimane un ottimo giocatore con una carriera invidiabile nel panorama desertico del calcio italiano degli ultimi 10 anni.

    Piccola parentesi:
    chi non segue il calcio non sa chi sia Immobile e non conosce nessuno dei giocatori della Nazionale.
    Un tempo, invece, anche chi non seguiva il calcio sapeva benissimo cbi fossero Baggio, Baresi, Zenga, Buffon, Totti.

    RispondiElimina