Il novantesimo minuto degli anni '80, per quelli della mia generazione, è stato l'abecedario del calcio. Un racconto colorito ed appassionato, allegro e popolare, che non si può non rimpiangere nei tempi di oggi, condannati alla rapidità ed alla fluvialità delle notizie di agenzia. Tonino Carino da Ascoli in calce a quel racconto ha posto una firma incancellabile. La sua scomparsa coincide con quella di un genere giornalistico autenticamente artigianale: la narrazione del fatto sportivo senza pretese di scientificità, condotto con uno sano, dichiarato, spirito da tifosi ed al tempo stesso con vera competenza. Tonino Carino era non soltanto il cantore dell'Ascoli, ma, di tutto il calcio di provincia. Con la leggerezza di chi sapeva non prendersi troppo sul serio. Riposi in pace.
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