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sabato 22 luglio 2017

Froome ha vinto il Tour de France 2017: è il quarto per l'asso britannico

E quattro! Froome ha vinto il suo quarto Tour de France, aumentando, nella cronometro odierna di Marsiglia il vantaggio sul secondo. Non più Bardet, che a momenti scendeva dal podio, ma Rigoberto Uran. Bardet, se non ha vinto quest'anno, non vincerà più. Due arrivi in discesa e poco più di 30 km contro il tempo non sono bastati a fargli raccogliere l'eredità di Hinault, ultimo francese a vincere il Tour nel 1985. Quarto è arrivato Landa. Quinto Aru. Che sul podio, nei prossimi anni, ci finirà.

8 commenti:

  1. Io quest'anno l'ho boicottato il Tour, credo che sia stata una cosa vergognosa il percorso disegnato per Bardet. Una corsa come il Tour che storicamente è sempre stata favorevole più ai passisti con lunghe cronometro e salite pedalabili l'hanno stravolta togliendo quasi del tutto le cronometro e inserendo solo salite esplosive con solo una tappa "da Tour" (quella del Galibier), oltretutto questo previene pure lo spettacolo perché senza i minuti presi a cronometro non ci sono più gli attacchi da lontano degli scalatori come, per esempio, a suo tempo faceva Chiappucci per cercare di contrastare Indurain e tutti aspettano l'ultimo kilometro per piazzare lo scattino che gli permetta di limare qualche secondo e prendere l'abbuono.

    Tra l'altro temo che con il tempo si vada pure verso una omogeneizzazione dei percorsi visto che anche Giro e Vuelta stanno smussando le loro caratteristiche peculiari e anche le corse di una settimana sono sempre più simili fra loro con l'arrivo in salita che è diventato decisivo pure in corse tipo la Parigi-Nizza o la Tirreno-Adriatico che fino a uno/due lustri fa erano corse con percorsi mossi ma appannaggio di corridori da classiche, non per scalatori.

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    1. Sono d'accordo. Io il Tour l'ho seguito, ma con un certo distacco. Gli organizzatori hanno davvero esagerato. Pur di vedere Bardet sul gradino più alto del podio, hanno fatto di tutto. Non è bastato. Bardet ha perso da Froome, tra Dusseldorf e Marsiglia, 4" a chilometro. Dovrebbero abolire del tutto l'esercizio contro il tempo per vederlo trionfare. E, forse, i francesi ne sarebbero anche capaci. Il fatto comunque che le grandi corse si somiglino sempre di più toglie fascino ad ognuna di loro.

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    2. Se il prossimo anno sparissero totalmente le cronometro individuali non mi sorprenderei, anche se la cronosquadre di 35 km alla terza tappa (già presentata quindi non penso possano toglierla) potrebbe comunque tagliare fuori Bardet visto che l'AG2R non è certo tra le migliori interpreti della specialità e rispetto a Sky, BMC, Quick-Step ma pure Movistar pagherà parecchio.

      C'è da vedere però se vogliono attirare Dumoulin che ha già detto che lui sceglierà il GT con più cronometro (e penso intenda individuali) pure il prossimo anno, e chi altro si presenterà. Un Quintana al top secondo me è superiore a Bardet pure se mettono 10 arrivi su rampe (e anche a cronometro va un po' meglio) e punterà sicuro al Tour dopo il disastro di quest'anno.

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    3. Non c'è dubbio, un Quintana in forma va meglio di Bardet in salita. Secondo me, anche Thibaut Pinot, se non viene sopraffatto dalla tensione al Tour, e forse lo stesso Aru. Un Tom Dumoulin, un tempo, sarebbe stato il classico corridore da Tour de France.

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    4. Pinot ha detto che non gli piace il Tour, secondo me torna al Giro (si è fatto mettere la clausola apposta nel contratto per non essere costretto a fare il Tour), già a settembre/ottobre mi sa lo vedremo nelle classiche italiane di fine anno.

      Comunque potrebbe essere povero il parco partenti del Tour il prossimo anno, gli unici certi sono Quintana e Nibali, già Froome se vince la Vuelta potrebbe puntare pure lui al Giro per la tripla corona, Dumoulin come detto si baserà sulle crono, Aru penso preferisca il Giro, Landa pure, Contador ha già fissato l'ultima recita e dovrebbe ritirarsi direttamente dopo il Giro, Valverde (se si riprende) penso faccia il Giro pure lui, già quest'anno è stato dirottato perché c'era Quintana altrimenti tornava. E non dimentichiamoci del Mondiale con 5/6 mila metri di dislivello che potrebbe indurre chi va in salita a fare Giro e Vuelta per essere in forma a fine settembre, l'unico a cui penso non importi niente di corse al di fuori del Tour è Porte.

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    5. Sembra di tornare ai primi anni '80, quando il Giro tirava più del Tour e gli italiani al Tour proprio non ci andavano, da Saronni a Moser a Visentini.

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  2. Comunque il "cocco" dei francesi (intendo come pubblico) resterà sempre Voeckler, nessuno li ha fatti entusiasmare come lui nel 2011, e nonostante la scriteriata gestione di corsa lo amano ancora, eppure la buttò via malamente lui la corsa, basta pensare alla tappa di Pinerolo quando era rimasto solo con Samu Sanchez nella discesa finale e non si sa perché tentò di staccare pure lui uscendo fuori strada e non contento una volta ripreso da Contador si infilò in un parcheggio e fu superato dal gruppetto dei migliori rimanendo da solo e perdendo poi quasi un minuto da Evans che era l'unico che doveva curare e sui cui poteva invece guadagnare se avesse semplicemente seguito Sanchez. Per non parlare poi dell'ultima tappa di montagna quando a 100 kilometri dall'arrivo sul Galibier andò dietro a Contador che era a 5 minuti per poi saltare sull'Alpe d'Huez dove di fatto perse il Tour.

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    1. Gestì malissimo la corsa nel 2011, è vero. Ma, Voeckler è l'ultimo interprete di un ciclismo eroico, del quale ho una certa nostalgia.

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