martedì 30 giugno 2015

Storia dell'Inter: 3^ (Il secondo scudetto e la leggenda di Cevenini III)

Il secondo scudetto arriva a dieci anni di distanza dal primo, nel 1920, anche perché di mezzo ci si mette l'inutile strage della Prima Guerra mondiale, che strappa alla vita un'intera generazione: per l'Italia, ci saranno 600.000 morti. E' ancora un calcio pionieristico, per quanto le fila dei tifosi vadano ingrossandosi. Nell'Inter, la stella è ormai Luigi Cevenini, detto Cevenini III, perché è appunto il terzo di cinque fratelli, che, tutti, con varia fortuna si dedicano al gioco, ma allora si diceva giuoco, del calcio. Cevenini III, anche noto con il nomignolo di Zizì, è un centravanti agile e scattante, dal dribbling fulmineo e perentorio. Fisico da furiere ma tecnica sopraffina. Un solista a tutto tondo, che terrorizza le difese del tempo. La regola del fuorigioco è ancora severissima: per ricevere regolarmente il pallone occorre essere al di qua del portiere più due giocatori. Il dribbling, per superare almeno questi ultimi due, è un fondamentale irrinunciabile. E Cevenini III dribbla tutti, dribbla sempre. Fuori dal campo, fuma e fuma. In campo è immarcabile. Sarà il primo di una lunga serie di fuoriclasse bizzosi, che legheranno il loro nome ed il loro estro alla storia dell'Inter. (cfr. 1^ puntata, 2^ puntata)

2 commenti:

  1. Alla fine Imbula è saltato...i commenti di certi giornalisti e tifosi sono incomprensibili: prima esaltato come un fenomeno , adesso la battuta più inflazionata è "chi se lo Imbula", a seguire "non valeva quei soldi", "tanto la prima scelta era Kondogbia"...certo i nomi delle alternative non mi entusiasmano:Melo (scarto Juve), Suarez (mazzolatore di centrocampo, panchinaro da 2 stagioni e mai nel giro della nazionale), Leiva (mediocre metodista allergico al goal e nemmeno titolare a Liverpool)...Pare che Ausilio sia vicino a Jovetic: il giocatore è forte e abbastanza da giovane da giustificare un forte investimento, ma non mi convince in pieno per la predisposizione cronica agli infortuni (solo 30 presenze in 2 anni...). Vista importanza del ruolo, preferirei investire su qualcuno che dia ampie garanzie anche dal punto di vista fisico: Salah (per età e margini di miglioramento) e Pastore (per duttilità tattica e integrità fisica) sarebbero le mie prime scelte.

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    1. Mancini uno come Pastore non saprebbe gestirlo. Gli chiederebbe di rientrare, di contrastare, di correre, tutte cose che peraltro, e giustamente aggiungo, il Mancini giocatore, grandissimo, disdegnava. Il Mancini allenatore, modesto, invece, con i giocatori di talento fatica a capirsi, preferendo i muscolari e quelli tatticamente disciplinati. In mezzo al campo, piuttosto che Felipe Melo, punterei su Crisetig. So, però, che non succederà.

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